Darren Burgess nello staff di Tudor: sarà una Juve più veloce con lo stile Nfl e Nba

L'australiano assume il ruolo di responsabile nell’area Performance. Collaborerà con Comolli, Chiellini e Modesto, oltre naturalmente all'allenatore, alle aree tecniche e ai vari gruppi del club bianconero: tutti i dettagli

TORINO - Era stato annunciato ed è stato fatto: cambio di casacca - pesante - nell’area Performance della Juventus. Ad assumere il ruolo di responsabile è Darren Burgess: collaborerà con Comolli, Chiellini e Modesto, oltre naturalmente a Tudor e alle aree tecniche e i vari gruppi del Club. L’obiettivo - recita il comunicato ufficiale - è quello di "formare un team di alto livello dedicato a promuovere eccellenza nelle prestazioni". Australiano, Burgess porta con sé oltre vent’anni di esperienza: avrà voce in capitolo sul reparto medico, sull’alimentazione e sulla parte psicologica. Soprattutto, si occuperà della riabilitazione e della prevenzione degli infortuni, tra le eredità più calde della nuova era Comolli. Attorno al professionista si è creato presto il personaggio: prima dell’ultima esperienza con l’Adelaide Football Club, ha spaziato ovunque, dentro e fuori l’Europa. Ha collaborato con l’Arsenal, per capirci, ma pure con i Phoenix Suns, club di Nba, mantenendo inoltre un ruolo attivo nel football. Quello americano - grande passione - e quello australiano, diventando presto un punto di riferimento per l’Australian Football League. Insomma: una preparazione a trecentosessanta gradi, e una mente simile a quella del dirigente francese, scelto dalla proprietà anche per il suo saper andare fuori dagli schemi. Burgess è una decisione che va in questa direzione, un taglio netto col passato (Giovanni Andreini, di cui prende il posto, sarà salutato presto) e una sfida per il futuro. A prescindere, a unire le due figure è l’attenzione maniacale, la cura dei dettagli. Tutti.

Burgess e la cura maniacale dei dettagli

"Lavoro dodici ore al giorno, inizio alle 6 del mattino e la prima riunione è alle 7.30 - ha raccontato anni fa al podcast High Performance -. Aggiorno lo staff tecnico e incontro i calciatori. Si parte con il circuito di prevenzione infortuni e si va in campo. Nel pomeriggio c’è dell’altro: analisi della seduta, riunioni, discussioni con i fisioterapisti". Una vita intensa, di cui Darren resta innamorato. Del resto, è un mestiere di curiosità e tenacia, di pazienza e coraggio: "Come ho iniziato? Nel 1995 ho iniziato a spedire delle lettere a club inglesi, chiedevo lavoro. La maggior parte non rispose, tre rifiutarono. Anni dopo mi ritrovai in Premier League". La prima chiamata è stata del Liverpool, poi ha girato il mondo, e gli sport. Ai quali si è adattato, mantenendo un unico collante: Burgess è lì per "aiutare a vincere, che è l’obiettivo di tutti". Alla Juventus, presto, prestissimo, a partire già dai prossimi giorni, capirà che è l’unica cosa che conta. Questione di Dna.

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