TORINO - È quando il tempo cambia che ci si accorge che la coperta poggiata addosso non è della misura giusta. Non succede quando il clima è mite, ma all’abbassarsi delle temperature, quando un refolo di vento freddo si fa spazio tra gli infissi ad annunciare il cambio di stagione. E i piedi restano scoperti, cerchi sollievo coprendoli e allora ecco che è il busto a soffrire. Insomma, come la metti, la coperta è corta. Certo, non serviva l’infortunio di Cabal a sottolineare come la Juventus abbia una scarsità di opzioni sulla corsia di sinistra, ma probabilmente serviva la folata per ribadirlo ulteriormente. Anche quando il colombiano lavorava silenziosamente alla Continassa, Igor Tudor lo ha sempre citato e tenuto in grande considerazione per il pacchetto dei giocatori che possono occupare quella zona di campo. Plasticamente, questo è rappresentato dall’abbraccio con cui i due si sono recati in direzione sottomarino giallo, per le conferenze della vigilia di Champions League.
La duttilità di Cabal
In particolare, l’ex Verona ha quella caratteristica che tutti gli allenatori cercano, soprattutto quando non si hanno troppe soluzioni a disposizione: la duttilità. Può giocare come braccetto della difesa a tre, nello slot che oggi è saldamente occupato da Kelly, interpretando il ruolo con quei compiti offensivi che l’allenatore croato richiede – o richiedeva? -, ai terzi di difesa. Oppure, può giocare a tutta fascia, sfruttando capacità di spunto sul breve e caratteristiche aerobiche che gli permettono di fare avanti e indietro. E traendo vantaggi da quel mancino preciso, quello dei cambi di campo che già nelle prime uscite in bianconero avevano rubato l’occhio. È proprio in questa posizione, e con questi compiti, che Tudor lo preferisce e punta su di lui. La titolarità sulla fascia sinistra, contro il Villarreal, ha rappresentato un attestato di stima e fiducia, al di là di come sia andata. Un elenco di possibilità che, inevitabilmente, finisce nel tritarifiuti. Un piano che si infrange nelle lacrime di Cabal sul terreno di gioco del Madrigal e, più tardi, nella strumentazione del JMedical che certifica la lesione muscolare e uno stop che potrebbe durare poco meno di due mesi. Si accende dunque la spia rossa sul cruscotto: quella che segnala un’emergenza e che, in prospettiva, alleggerirà anche il portafogli. A mercato chiuso, però, tocca trovare una soluzione con quello che si ha a disposizione.
