Comolli e quel legame col Milan: l'uomo di Redbird però ha scelto la Juve

Per il nuovo ad bianconero, la sfida contro i rossoneri è come un derby

MILANO - No, non è una partita come le altre. Neanche per Damien Comolli, dg bianconero, e comunque collegato ai rossoneri. Almeno dal suo recente passato. Il motivo? È stato il numero uno del Tolosa, che condivide la proprietà con il Milan. Sono i primi giorni di aprile del 2024 quando una notizia squarcia il mondo milanista ovvero quella che vedeva Damien Comolli scelto dal management di RedBird come nuovo uomo forte da inserire a Casa Milan. In bilico, secondo i rumors di quei giorni, ci sarebbe stata la posizione dell’allora e attuale amministratore delegato Giorgio Furlani. Furono giorni caldi, con voci che si rincorrevano da una parte e dall’altra su quello che sarebbe stato un clamoroso avvicendamento alla guida del Milan. Tuttavia non se ne fece nulla, con Comolli – ai tempi presidente del Tolosa – che rimase nel suo ruolo salvo poi sbarcare, la scorsa primavera, all’interno della dirigenza della Juventus. Una sliding door che non si è avverata, un cambio al timone del Milan che è rimasto soltanto un’ipotesi e che era sparita nel dimenticatoio fino all’approdo a Torino di Comolli, il quale avrebbe potuto vivere Juventus-Milan con colori diversi se la sua candidatura a plenipotenziario milanista si fosse concretizzata.

I contatti su Vlahovic

Invece oggi Comolli e Furlani si trovano alla guida di due club che hanno ambizioni simili e che vedono nel cammino in campionato una possibilità di riscatto rispetto ai risultati dello scorso anno e, più in generale, delle ultime stagioni. E pensare che in estate le loro strade si sono incrociate di nuovo. Quando? Ma ovviamente durante la sessione estiva del calciomercato. Il tema primaio della discussione tra i due dirigenti è stato Dusan Vlahovic, con il direttore generale bianconero che informò l’amministratore delegato milanista della possibilità di poter intavolare una trattativa per la cessione dell’attaccante serbo sulla base di 35 milioni. Era luglio quando questo contatto venne avviato, ma non se ne fece nulla non tanto per i costi del cartellino (il Milan ha investito 37 milioni per Christopher Nkunku, prelevato dal Chelsea) ma, come vi abbiamo raccontato su queste pagine, per le note questioni legate all’ingaggio di Vlahovic, che dal 1° luglio percepisce 12 milioni netti. Negli ultimi giorni di mercato e prima di virare su Nkunku, il Milan cercò di capire con gli agenti di Vlahovic se vi fossero delle chance di aprire un discorso effettivo, ma anche qui non si arrivò mai a trattativa.

Le parole di Comolli

Ma è da dopo la chiusura del calciomercato che Damien Comolli, che esattamente come Furlani è uno molto attento ai conti (il Milan a fine mese approverà il terzo bilancio in utile consecutivo), sta costruendo la sua struttura all’interno della Juventus. Occupata la casella del direttore tecnico con François Modesto (che era stato in orbita Milan per il ruolo di direttore sportivo prima della nomina di Igli Tare), adesso Comolli andrà a implementare la squadra dirigenziale con altre figure, tra le quali quella proprio del nuovo ds della Juventus. Ma il dirigente francese è uno di quelli che, da anni, è abituato a lavorare con i dati per la scelta dei giocatori come accaduto già durante la sua esperienza al Liverpool e, soprattutto, al Tolosa, società che era nella galassia RedBird. Proprio Comolli, in un’intervista rilasciata a L’Equipe il 9 giugno 2022 spiegava il metodo adottato nel club francese: «Il primo criterio è naturalmente la qualità. Ma di rado prendiamo giocatori con più di 25 anni e poi spingiamo lo studio molto in profondità. Di recente abbiamo incontrato un attaccante e gli abbiamo mostrato esattamente le sue zone di gioco per percentuali di minuti, tutti i suoi tiri sulle ultime due stagioni. E non con dei video, ma con analisi. Tutto in tre minuti. Ai giocatori piace, è un argomento in più per convincerli. Penso che chiuderemo molti acquisti già prima del 30 giugno» per poi aggiungere: «Abbiamo più di 40mila giocatori in archivio per cui siamo in grado di sapere tutto. Compriamo dei dati, ma li elaboriamo con i nostri algoritmi per farne delle statistiche esclusive».

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