TORINO - Oscar Damiani conosce campioni, meteore, fenomeni, giocatori che hanno fatto di più rispetto alle aspettative, ma anche grandi delusioni. Di sicuro padroneggia ogni dettaglio del calcio francese. E soprattutto ha sempre avuto un naturale fiuto nel riconoscere il talento. Porta la sua firma, da procuratore, il trasferimento di George Weah dal Psg al Milan: era il 1995. L’Italia era la terra dei più grandi del calcio mondiale e il divario con la Ligue 1 era enorme. Weah impiegò un po’ di tempo prima di prendersi la scena in rossonero. Poi, prodezza dopo prodezza, ha iniziato una scalata che l’ha portato fino al Pallone d’Oro. Damiani sa quanto sia difficile imporsi in Serie A. Impresa complessa per tanti, soprattutto per giocatori provenienti dalla Francia: ogni riferimento a Thierry Henry, che in Italia non ha mai trovato la forza per esprimere la magnificenza mostrata in Premier League prima e in Liga poi, è puramente voluto. Ecco perché Damiani ha bene in mente le difficoltà che sta vivendo sulla propria pelle Jonathan David. Oggi involuto, spaesato, in una fase di confusione totale. Ma prima di bocciarlo il procuratore ci pensa mille volte.
Oscar Damiani, ma cosa sta succedendo a David? Doveva essere il colpo di mercato dell’estate della Juve, invece già ad inizio ottobre i conti non tornano. Perché? "Facciamo una premessa: serve calma nei giudizi. È ancora presto per etichettare David: diamogli tempo. Stiamo parlando di un giocatore che in Francia ha sempre fatto più di 20 gol a stagione: ha una media troppo importante, non si smette di segnare da un giorno all’altro. Le sue difficoltà sono normali, oserei dire tipiche di chi lascia la Ligue 1 per la Serie A. C’è una differenza culturale in primo luogo, a livello di abitudini quotidiane, ma anche in campo per gli attaccanti è una vera sofferenza. In Francia raramente ti raddoppiano. In Italia capita puntualmente, a chiunque. E sicuramente David è un giocatore temuto".
