TORINO - Come nel cielo inquieto di Trisolaris - il sistema solare fittizio su cui si basa la celebre serie targata Netflix “Il problema dei tre corpi” - anche l’attacco della Juventus si ritrova nel mezzo di un’instabilità cosmica. Sì, perché Lois Openda, Dusan Vlahovic e Jonathan David - i tre soli dell’universo bianconero - continuano a danzare senza mai trovare un equilibrio. Talenti gravitazionali, orbite che si attraggono e si respingono, senza mai riuscire a convivere sulla stessa traiettoria. Tudor, da comandante quale è, rimane convinto di poter plasmare il caos con le sue continue rotazioni. Non esistono gerarchie, titolari o sostituti: gioca chi sta meglio, chi può interpretare al meglio la partita in questione.

Attacco Juve: un’equazione irrisolvibile
Il risultato? Una costellazione che non si accende. Un attacco che, pur ricco di potenziale, resta prigioniero di un’equazione irrisolvibile. Perché tre corpi possono anche coesistere, ma solo se qualcuno decide di riscrivere le rigide leggi della fisica. Nel caso di Tudor, forse, basterebbe semplicemente mettere mano al modulo che da 7 mesi a questa parte caratterizza l’esistenza juventina. Quel 3-4-2-1 che impone la presenza di due trequartisti - Yildiz e Conceiçao - alle spalle della singola punta di ruolo. Ipotesi che, però, al momento non sembra scaldare il tecnico croato. Eppure una soluzione va trovata, e alla svelta perché non è accettabile che dopo sei giornate i tre attaccanti bianconeri abbiano segnato solo 3 dei 9 gol stagionali della Juventus. Vlahovic è a quota 2 (realizzati tra il 24 e il 31 agosto), David a 1 (24 agosto) mentre Openda è ancora a secco.
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