Juve, sos attacco: l'analisi dal modulo alle scelte di Tudor su Vlahovic, David e Openda

Le tre punte bianconere hanno deluso anche contro il Milan: il serbo non segna da quattro partite e i nuovi arrivi fanno ancora fatica

TORINO - Come nel cielo inquieto di Trisolaris - il sistema solare fittizio su cui si basa la celebre serie targata Netflix “Il problema dei tre corpi” - anche l’attacco della Juventus si ritrova nel mezzo di un’instabilità cosmica. Sì, perché Lois Openda, Dusan Vlahovic e Jonathan David - i tre soli dell’universo bianconero - continuano a danzare senza mai trovare un equilibrio. Talenti gravitazionali, orbite che si attraggono e si respingono, senza mai riuscire a convivere sulla stessa traiettoria. Tudor, da comandante quale è, rimane convinto di poter plasmare il caos con le sue continue rotazioni. Non esistono gerarchie, titolari o sostituti: gioca chi sta meglio, chi può interpretare al meglio la partita in questione.

Attacco Juve: un’equazione irrisolvibile

Il risultato? Una costellazione che non si accende. Un attacco che, pur ricco di potenziale, resta prigioniero di un’equazione irrisolvibile. Perché tre corpi possono anche coesistere, ma solo se qualcuno decide di riscrivere le rigide leggi della fisica. Nel caso di Tudor, forse, basterebbe semplicemente mettere mano al modulo che da 7 mesi a questa parte caratterizza l’esistenza juventina. Quel 3-4-2-1 che impone la presenza di due trequartisti - Yildiz e Conceiçao - alle spalle della singola punta di ruolo. Ipotesi che, però, al momento non sembra scaldare il tecnico croato. Eppure una soluzione va trovata, e alla svelta perché non è accettabile che dopo sei giornate i tre attaccanti bianconeri abbiano segnato solo 3 dei 9 gol stagionali della Juventus. Vlahovic è a quota 2 (realizzati tra il 24 e il 31 agosto), David a 1 (24 agosto) mentre Openda è ancora a secco

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Juve: numeri preoccupanti

Numeri preoccupanti, soprattutto se rapportati a quelli segnati dagli stessi interpreti all’alba del 6 ottobre 2024: se consideriamo anche Zhegrova (0 reti fin qui) alla Juve mancherebbero 22 gol tra tutte le competizioni. Dusan un anno fa ne aveva già fatti 7, David 8, Openda e Zhegrova 6. Certo, alcuni di loro a questo punto della stagione vantavano un numero di presenze ben più consistente, ma è altrettanto vero che le loro medie gol di allora restano del tutto incompatibili con quelle attuali. La penuria realizzativa, dunque, non è ascrivibile al valore tecnico degli attaccanti bianconeri. Quello è fuori discussione. I problemi riguardano ben altri aspetti, a cominciare dal loro coinvolgimento nell’assetto tattico di Tudor. E lo si può evincere dai tocchi palla registrati dal trio Dusan-Openda-David nella gara contro i rossoneri: 29 in totale. Basti pensare che Gimenez, da solo, ne ha toccati 23, Pulisic 44... Se gli avversari riescono a ingabbiare Yildiz, come successo contro Milan e Villarreal, chiunque agisca nel ruolo di prima punta tocca pochissimi palloni. Il turco è il faro della Juventus, l’unico in grado di accendere i centravanti con le sue imbucate, utili per guadagnare sempre 2/3 tempi di gioco. Ed è proprio qui che risiede il limite più grande della formazione di Tudor: un collettivo non può dipendere dagli acuti di un singolo. Locatelli e Thuram, sulla carta, avrebbero le caratteristiche per trovare la giocata in verticale. Glielo abbiamo visto fare più volte negli ultimi 4 mesi, ma solo quando giocano a un tocco e, dunque, ad un elevato livello di intensità. Ma come gli si può chiedere di giocare al 300% ogni tre giorni senza la possibilità di rifiatare tra un match e l’altro? I due metronomi bianconeri, ormai, sono diventati insostituibili perché in panchina non ci sono giocatori dalle simili caratteristiche. Forse occorrerebbe mettere a punto nuove soluzioni offensive, fatte di uscite codificate che possano innescare i centravanti.

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Tudor, senti Del Piero

Insomma, occorre trovare un modo per coinvolgere di più i vari David e Openda nella manovra, altrimenti per un attaccante diventa davvero difficile incidere se ti arriva un solo pallone giocabile in tutta la partita... Dall’inizio della stagione Tudor ha ridisegnato l’attacco 6 volte su 8, senza che nessuno degli interpreti “promossi” riuscisse a incidere dal primo minuto. Solo David, infatti, è riuscito a segnare quando schierato titolare. Insomma, stando a quanto visto fin qui, le continue rotazioni non sembrano aver aiutato i nuovi innesti a integrarsi con il gruppo squadra. Come del resto ha sottolineato anche Alex Del Piero a margine della sfida di domenica: "In questo momento non c’è un giocatore più adatto. La Juve ha dimostrato di essere messa bene in altre zone del campo, non certo lì davanti. Se alterni tanto, tieni tutti sulla corda ed è un bene. Dall’altra parte, perdi in termini di identità, perché la squadra deve potersi riconoscere in un 11 titolare. Oggi questi non ci sono, almeno in attacco...". Dal Napoli al Milan, passando per Inter, Atalanta, Bologna e Roma: tutte le big in corsa per l’Europa hanno delle gerarchie ben definite in attacco. Quantomeno, un canovaccio basico da cui ripartire di giornata in giornata, al netto dei vari turnover, inevitabili per chi si ritrova a correre su più fronti. Da qui la domanda: non sarebbe forse il caso di scegliere una strada che tenga conto di tutte le variabili del caso - a cominciare dal fatto che Vlahovic a fine stagione andrà via - e percorrerla da qui alla fine della stagione? A Tudor il compito di sfruttare la sosta per schiarirsi le idee.

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TORINO - Come nel cielo inquieto di Trisolaris - il sistema solare fittizio su cui si basa la celebre serie targata Netflix “Il problema dei tre corpi” - anche l’attacco della Juventus si ritrova nel mezzo di un’instabilità cosmica. Sì, perché Lois Openda, Dusan Vlahovic e Jonathan David - i tre soli dell’universo bianconero - continuano a danzare senza mai trovare un equilibrio. Talenti gravitazionali, orbite che si attraggono e si respingono, senza mai riuscire a convivere sulla stessa traiettoria. Tudor, da comandante quale è, rimane convinto di poter plasmare il caos con le sue continue rotazioni. Non esistono gerarchie, titolari o sostituti: gioca chi sta meglio, chi può interpretare al meglio la partita in questione.

Attacco Juve: un’equazione irrisolvibile

Il risultato? Una costellazione che non si accende. Un attacco che, pur ricco di potenziale, resta prigioniero di un’equazione irrisolvibile. Perché tre corpi possono anche coesistere, ma solo se qualcuno decide di riscrivere le rigide leggi della fisica. Nel caso di Tudor, forse, basterebbe semplicemente mettere mano al modulo che da 7 mesi a questa parte caratterizza l’esistenza juventina. Quel 3-4-2-1 che impone la presenza di due trequartisti - Yildiz e Conceiçao - alle spalle della singola punta di ruolo. Ipotesi che, però, al momento non sembra scaldare il tecnico croato. Eppure una soluzione va trovata, e alla svelta perché non è accettabile che dopo sei giornate i tre attaccanti bianconeri abbiano segnato solo 3 dei 9 gol stagionali della Juventus. Vlahovic è a quota 2 (realizzati tra il 24 e il 31 agosto), David a 1 (24 agosto) mentre Openda è ancora a secco

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