Tudor sbotta, ma Como si fa? "Quel gol non si può prendere! Dietro scelta giusta, davanti..."

Il tecnico della Juve e la prima sconfitta in stagione: "Cose da dire nello spogliatoio, non da tv"

La Juve cade a Como. Non riesce più a trovare la vittoria la formazione bianconera che, dopo cinque pareggi consecutivi, incassa una sconfitta per 2-0 contro la squadra di Fabregas. Dopo 7 giornate sono 12 i punti conquistati da Yildiz e compagni. Al termine della gara, Igor Tudor, ai microfoni di DAZN, ha commentato la prestazione dei suoi, analizzando gli episodi che hanno portato ai gol e la scelta di giocare con la difesa a quattro.

Tudor: "Primo tempo alla pari, dopo il 2-0 è finita la gara"

In primo luogo, l'allenatore croato ha analizzato la prestazione dei suoi: "Noi volevamo andare avanti, volevamo pressare e non siamo stati solo dentro alla nostra area contro una squadra che fa bel calcio. E' stata una partita difficile, abbiamo preso gol all'inizio da calcio piazzato, è una rete che non bisogna prendere". Ancora sulla differenza che c'è stata tra il primo e il secondo tempo: "Il primo tempo è stato giocato alla pari, noi abbiamo fatto cose interessanti e anche loro. Nel secondo tempo ci sono stati tanti momenti di partita rotti da falli e per loro comportamenti, poi dopo il 2-0 è finita la partita".

Difesa a quattro e Vlahovic e David insieme

Sul modulo e la scelta di giocare con la difesa a quattro: "Non possiamo giocare con due attaccanti o due ali, altrimenti chi difende? Credo nessuno giochi così. Difesa a quattro? Non si sperimenta niente, per me era meglio per la squadra, a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta, per me è stata una scelta giusta. In attacco siamo andati molte volte vicino all'area ma ci è mancato l'ultimo tiro, siamo venuti molte volte davanti l'area. Vlahovic prima punta e David leggermente verticale con lui? In 15' era giusto provare, con il Como che gioca bene, però, bisogna correre. Con Conceicao e Yildiz in mezzo non è facile neanche coprire, poi dopo il 2-0 è finita". L'allenatore della Juve, poi, ha continuato rispondendo alle domande dei giornalisti: "Preoccupato? Mi preoccupa sempre tutto, la vita dell'allenatore è questa: che vinca, che perda o che pareggia, l'allenatore deve essere sempre preoccupato, vuol dire che è attento e sa che si può fare meglio. Cosa si può fare meglio? Lo discuteremo nello spogliatoio, non qua".

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Tudor in conferenza: "Deluso dal risultato, ma ho visto buone cose"

Igor Tudor, poi, si è presentato in conferenza stampa per analizzare la prestazione e la prima sconfitta della stagione in campionato: "Sono deluso dal risultato, ma ho visto delle cose buone. Il Como era organizzato, purtroppo abbiamo preso il gol all'inizio su calcio piazzato. Poi abbiamo fatto cose buone, ci è mancato l'ultimo passaggio e tiro. Avevo la sensazione di una mancanza di pericolosità negli ultimi metri, purtroppo abbiamo fatto pochi tiri concreti nel primo tempo. Nella ripresa il gioco è stato molto spezzato, con i due attaccanti volevamo far qualcosa ma poi abbiamo preso il 2-0". Poi sul cambio modulo a gara in corso, arrivato forse tardi: "Volevo giocare con le due ali, poi si fa fatica a reggere la squadra con una difesa a quattro così. Era giusto provare negli ultimi venti minuti. Poi però abbiamo preso il contropiede". Sulle dichiarazioni di Fabregas"Può dire quello che vuole, sono cose sue. In cosa mi ha sorpreso dal Como? Niente, ha fatto gol subito su calcio piazzato. Non invidio nulla, io penso alla mia squadra".

Difesa a quattro e calci piazzati

Sulla scelta di giocare con la difesa a quattro dall'inizio: "Era giusto fare così in questa partita. Io devo scegliere i migliori undici, la scelta è stata questa. A me sono piaciute molte cose oggi, poi se non la mettiamo dentro è un problema. Bisogna dare un equilibrio, è difficile reggere i due attaccanti. I ragazzi hanno dato tutto, io penso solo a loro e provo a migliorare tutto". E su come cosa bisogna lavorare per evitare di subire gol da calci piazzati: "Bella domanda, magari ci mettiamo a uomo e così c'è più condivisione di responsabilità. Quella di marcare a uomo può essere un'idea, parliamo coi giocatori e vediamo cosa dicono. Preoccupato? Un allenatore è sempre preoccupato, la risposta è ormai scontata. Sono trent'anni che sento le partite decisive, è una roba che mi interessa poco. Oggi penso a come migliorare la squadra".

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Locatelli: "Cosa ci siamo detti con Tudor"

Ai microfoni di DAZN è intevenuto anche Manuel Locatelli, centrocampista della Juve: "Non possiamo permetterci di perdere queste partite. Sono arrabbiato per come abbiamo giocato e dei dettagli che hanno fatto la differenza. L'importante è sistemare queste cose, abbiamo provato a recuperare la partita ma ci sono stati dei dettagli che fanno la differenza: ci siam parlati col mister dentro, certe cose vanno migliorate. Ora dobbiamo concentrarci sulla partita col Real Madrid". Sul confronto con Tudor in spogliatoio: "Se posso dire cosa ci siamo detti nello spogliatoio, anche se Tudor ci tiene che le cose restino tra di noi? Anche noi giocatori dobbiamo fare così. Secondo me soprattutto a inizio primo tempo abbiamo sbagliato tante seconde palle, abbiamo perso qualche contrasto: doveva essere una partita molto fisica perché conosciamo le loro doti. Dobbiamo migliorare tante cose, a partire dal Real Madrid: siamo arrabbiati ma la partita è andata, dobbiamo migliorare a partire da quei dettagli di cui parlavo prima".

Testa al Real

Il giocatore bianconero, proseguendo, si è soffermato sul Real Madrid e sula prossima sfida in Champions della Juve: "Il Real è un avversario completamente diverso, oggi dovevamo servire più velocemente gli esterni che potevano fare la differenza, sono due grandi giocatori che devono farci vincere le partite. Col Real probabilmente cambierà qualcosa, ma deciderà il mister: noi dobbiamo alzare la testa e lavorare. Vero che ci saranno tante partite in 1 mese, ma quando indossi questa maglia hai l'obbligo di provare a vincerle, senza alibi di stanchezza o altro, dando più di quello che stiamo dando"

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Locatelli in conferenza: "Dobbiamo essere più cattivi, vale per tutti"

Il centrocampista della Juve, poi, si è presentato in conferenza stampa: "Secondo me sbagliamo alcune scelte importante negli ultimi metri, bisogna essere un po' più cattivi e questo vale per tutti e non solo per gli attaccanti. Bisogna analizzare quello che abbiamo sbagliato. Como? Al di là del mio derby, in quanto lecchese, visto che Como è una bella città e non c'è nessuna controversia, ma è una squadra che gioca molto bene e il mister è molto bravo. Andava fatta una partita fisica e questo ci è mancato nel primo tempo, questi sono dettagli che andrebbero sistemati". Sulla sua posizione in campo, oggi diversa rispetto alle ultime uscite: "Ho giocato così solo per il Como? No era una soluzione, c'era un centrocampista in più come Koop. Alcune cose le abbiamo fatte bene, ma dobbiamo migliorare".

La prestazione c'è solo quando la Juve vince

Su cosa bisogna migliorare, poi, il centrocampista ha aggiunto: "Non è facile, ogni partita è una storia a se. Col Milan era stata un'altra partita. Bisogna essere più cattivi e concentrati, anche nelle palle inattive. Serve un po' più di equilibrio e voglia di far gol, migliorare in tante cose. Fiducia nel lavoro? Non deve mai mancare, ci deve sempre essere e seguire quello che dice il mister e la società. Dobbiamo essere fiduciosi tra di noi, essere una squadra anche in quello. Bisogna crederci di più. Calci d'angolo? E' un tema che avevamo già affrontato, questo è un dettaglio importante e che va migliorato. Ne parleremo in settimana, bisogna avere più cattiveria nel far gol e non subirli. Il mister ha fatto una scelta in cui voleva premiare le due punte, poi bisognava far meglio sia prima che dopo. Ora bisogna star qui per lavorare e far meglio. La prestazione da Juventus c'è quando vinci, questa è la realtà".

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La Juve cade a Como. Non riesce più a trovare la vittoria la formazione bianconera che, dopo cinque pareggi consecutivi, incassa una sconfitta per 2-0 contro la squadra di Fabregas. Dopo 7 giornate sono 12 i punti conquistati da Yildiz e compagni. Al termine della gara, Igor Tudor, ai microfoni di DAZN, ha commentato la prestazione dei suoi, analizzando gli episodi che hanno portato ai gol e la scelta di giocare con la difesa a quattro.

Tudor: "Primo tempo alla pari, dopo il 2-0 è finita la gara"

In primo luogo, l'allenatore croato ha analizzato la prestazione dei suoi: "Noi volevamo andare avanti, volevamo pressare e non siamo stati solo dentro alla nostra area contro una squadra che fa bel calcio. E' stata una partita difficile, abbiamo preso gol all'inizio da calcio piazzato, è una rete che non bisogna prendere". Ancora sulla differenza che c'è stata tra il primo e il secondo tempo: "Il primo tempo è stato giocato alla pari, noi abbiamo fatto cose interessanti e anche loro. Nel secondo tempo ci sono stati tanti momenti di partita rotti da falli e per loro comportamenti, poi dopo il 2-0 è finita la partita".

Difesa a quattro e Vlahovic e David insieme

Sul modulo e la scelta di giocare con la difesa a quattro: "Non possiamo giocare con due attaccanti o due ali, altrimenti chi difende? Credo nessuno giochi così. Difesa a quattro? Non si sperimenta niente, per me era meglio per la squadra, a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta, per me è stata una scelta giusta. In attacco siamo andati molte volte vicino all'area ma ci è mancato l'ultimo tiro, siamo venuti molte volte davanti l'area. Vlahovic prima punta e David leggermente verticale con lui? In 15' era giusto provare, con il Como che gioca bene, però, bisogna correre. Con Conceicao e Yildiz in mezzo non è facile neanche coprire, poi dopo il 2-0 è finita". L'allenatore della Juve, poi, ha continuato rispondendo alle domande dei giornalisti: "Preoccupato? Mi preoccupa sempre tutto, la vita dell'allenatore è questa: che vinca, che perda o che pareggia, l'allenatore deve essere sempre preoccupato, vuol dire che è attento e sa che si può fare meglio. Cosa si può fare meglio? Lo discuteremo nello spogliatoio, non qua".

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