Dalla pagella di Lorenzo Aprile, inviato di Tuttosport a Madrid per Real-Juve: Di Gregorio 8. Vede il Real e gli vengono i superpoteri. Reattivo su Brahim Diaz che alla mezz'ora - dal nulla - lo impegna con un tiro velenosissimo. Subito dopo compie un intervento disumano su Mbappé. Nella ripresa è straordinario poi nuovamente sul francese e su Brahim. Quando a Francesco Toldo chiesero come diavolo avesse fatto a parare tutto nella semifinale dell'Europeo 2000, rispose: "Contro l’Olanda mi sentivo invincibile. Urlavo “tirate, tirate, tanto prendo tutto”. Dal 33′ eravamo in dieci per il rosso a Zambrotta, ma ci sono gare in cui un portiere s’incazza e decide che non ce n’è per nessuno". Ecco, la sera del 22 ottobre 2025, a Madrid, Santiago Bernabeu, Michele Di Gregorio, 28 anni, deve essersi sentito come Toldo ad Amsterdam, il 29 giugno 2000. Non ha parato tre rigori, al pari di Francesco, ma ha parato l'impossibile, dicendo no a Diaz e, soprattutto a Mbappé, che andava a segno da undici partite consecutive.
La serata di Di Gregorio
Si è arreso solo a Bellingham. Aveva bisogno di una partita così, il portiere della Juve per rispondere sul campo alle critiche, troppe e ingenerose che l'hanno bersagliato dall'inizio della stagione. Come se fossero stati tutti suoi gli errori di una difesa incline ad andare sulle montagne russe, fra errori e svarioni. Invece no. Proprio nella notte più difficile, nel confronto da molti pronosticato a rischio goleada madridista, Di Gre ha fatto rima con Tigre. reattivo e felino mentre il conto dei tiri del Real toccava quota 28, record negativo per la Juve in Champions dalla stagione 2003-04. Così Michele ha scacciato i fantasmi, compreso quello di Maignan, in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno, che dicono piaccia molto a Comolli. Ma Di Gregorio sa come fargli come cambiare idea.
