Yildiz, dall’ammissione di colpevolezza di Tudor a Spalletti: come cambia lo spartito

Il nuovo tecnico Juve concede un turno di riposo al turco, in riserva e dolorante al ginocchio

La prima mano bianconera di Luciano Spalletti nasce storta. A Cremona, per l’esordio in panchina, l’ex ct dovrà fare a meno del suo asso vincente: Kenan Yildiz. Quello attorno a cui, da qualche giorno, fantastica di costruire la sua Juventus, sulla falsa riga di quanto fatto a Napoli con Khvicha Kvaratskhelia. Nulla di troppo grave. Anzi, una scelta precauzionale, per tutelare il ginocchio del turco in vista dei prossimi impegni stagionali prima della sosta. A cominciare dalla gara di martedì contro lo Sporting. Kenan ha imparato a convivere con la tendinopatia rotula che, da un anno a questa parte, tormenta il suo ginocchio sinistro. Un dolore costante, ma arginabile - di tanto in tanto - con qualche turno di riposo. Un concetto ignoto a Igor Tudor che, negli ultimi due mesi, ha scelto di spremerlo fino all’ultima goccia, pur di non correre il rischio di mettere a repentaglio la sua avventura sulla panchina bianconera. Sì, perché nell’unico match in cui ha scelto di farlo partire dalla panchina (la trasferta dell’Olimpico con la Lazio) ha poi cambiato idea in corsa, spedendolo in campo nella ripresa.

Anche Kelly ko

Una goffa ammissione di colpevolezza: senza il turco la sua Juventus sembrava brancolare nel buio. Come se dalle sue intuizioni dipendesse il 99% del peso realizzativo dell’intera rosa. Spalletti non vuole correre il rischio di perderlo per davvero. Da qui la scelta di lasciarlo a Torino, per riprendere fiato e recuperare la miglior versione di sé, dopo le ultime gare passate a zoppicare su e giù per il campo. Diversa, invece, la situazione di Lloyd Kelly: il centrale inglese - l’unico insieme a Kalulu ad essere rimasto in campo per 90 minuti in tutte e 12 le gare disputate fin qui dalla Juventus tra Serie A e Champions - si è dovuto fermare per via di un affaticamento muscolare alla coscia sinistra, rimediato nella gara con l’Udinese. L’ex Newcastle aveva svolto con il resto dei compagni la seduta di scarico di giovedì, per poi dare definitivamente forfait nella rifinitura di ieri. Troppo presto per parlare di tempi di recupero: lo staff bianconero lo valuterà di giorno in giorno, nella speranza che il problema rientri al più presto. Non è da escludere, infatti, che Kelly possa tornare arruolabile già per la gara di martedì.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Si riparte dal 3-4-3

Buone notizie, invece, per quanto riguarda Khéphren Thuram, che ha smaltito il problema al polpaccio e stasera sarà nuovamente in panchina. Spalletti - come del resto ha sottolineato in conferenza stampa - ha avuto solo un giorno di lavoro a disposizione. Motivo per cui non dovrebbe - almeno per il momento - porre in essere chissà quale rivoluzione tattica. Ripartirà, dunque, dal 3-4-3, con Kalulu, Rugani e Gatti a proteggere la porta di Di Gregorio. Sugli esterni vanno verso la riconferma Cambiaso e Kostic. In mezzo al campo spazio alla coppia Locatelli-Koopmeiners. Un assetto ibrido che, in fase di possesso, potrebbe mutare in un 4-3-3 con Kostic che arretrerebbe nella linea a 4 e Cambiaso libero di agire da mezzala destra a supporto del tridente composto da Conceiçao, Vlahovic e uno tra Openda e David, con il primo leggermente favorito.

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La prima mano bianconera di Luciano Spalletti nasce storta. A Cremona, per l’esordio in panchina, l’ex ct dovrà fare a meno del suo asso vincente: Kenan Yildiz. Quello attorno a cui, da qualche giorno, fantastica di costruire la sua Juventus, sulla falsa riga di quanto fatto a Napoli con Khvicha Kvaratskhelia. Nulla di troppo grave. Anzi, una scelta precauzionale, per tutelare il ginocchio del turco in vista dei prossimi impegni stagionali prima della sosta. A cominciare dalla gara di martedì contro lo Sporting. Kenan ha imparato a convivere con la tendinopatia rotula che, da un anno a questa parte, tormenta il suo ginocchio sinistro. Un dolore costante, ma arginabile - di tanto in tanto - con qualche turno di riposo. Un concetto ignoto a Igor Tudor che, negli ultimi due mesi, ha scelto di spremerlo fino all’ultima goccia, pur di non correre il rischio di mettere a repentaglio la sua avventura sulla panchina bianconera. Sì, perché nell’unico match in cui ha scelto di farlo partire dalla panchina (la trasferta dell’Olimpico con la Lazio) ha poi cambiato idea in corsa, spedendolo in campo nella ripresa.

Anche Kelly ko

Una goffa ammissione di colpevolezza: senza il turco la sua Juventus sembrava brancolare nel buio. Come se dalle sue intuizioni dipendesse il 99% del peso realizzativo dell’intera rosa. Spalletti non vuole correre il rischio di perderlo per davvero. Da qui la scelta di lasciarlo a Torino, per riprendere fiato e recuperare la miglior versione di sé, dopo le ultime gare passate a zoppicare su e giù per il campo. Diversa, invece, la situazione di Lloyd Kelly: il centrale inglese - l’unico insieme a Kalulu ad essere rimasto in campo per 90 minuti in tutte e 12 le gare disputate fin qui dalla Juventus tra Serie A e Champions - si è dovuto fermare per via di un affaticamento muscolare alla coscia sinistra, rimediato nella gara con l’Udinese. L’ex Newcastle aveva svolto con il resto dei compagni la seduta di scarico di giovedì, per poi dare definitivamente forfait nella rifinitura di ieri. Troppo presto per parlare di tempi di recupero: lo staff bianconero lo valuterà di giorno in giorno, nella speranza che il problema rientri al più presto. Non è da escludere, infatti, che Kelly possa tornare arruolabile già per la gara di martedì.

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