TORINO - Giacca, cravatta. Occhiali tondi. Sorriso spontaneo, tipico di un’emozione forte. E passo svelto, perché così si percorrono i metri che ti separano da un giorno importante, ma chissà davvero quanto. Quando Francesco Garino, luminare dell’ortodonzia, torinese e juventino, varca la soglia dell’Allianz Stadium, il suo arrivo passa pressoché inosservato. Nessuno gli va incontro, in pochi lo riconoscono. Chi lo fa, gli stringe la mano. Lo saluta. Gli fa un caloroso in bocca al lupo. In fondo, la giornata è totalmente differente rispetto a quella di centinaia e altri presenti: sta per diventare il nono elemento del Consiglio d’Amministrazione della Juventus, l’espressione (riuscita) di Tether, infilatasi nel mondo bianconero dopo aver acquistato l’11,5% di quote societarie. Un investimento da oltre 100 milioni di euro in azioni per avere la possibilità di parlare, senza però poter alzare la voce.
Exor fa chiarezza
Sin dalle prime richieste, in fondo, Exor ha chiarito la propria posizione rispetto al primo degli azionisti di minoranza: l’apertura al dialogo è massima, ma se il colosso cripto pensa di poter erodere il potere della proprietà allora si sbaglia di grosso. Un incontro tra le parti c’è stato, ed è servito a finalizzare quanto ufficializzato ieri. Nel meeting, oltre a discutere di situazioni prettamente commerciali, Tether era riuscita ad accaparrarsi una sedia in Consiglio, accettando di restare fuori dai collegi più importanti. Quelli chiaramente di controllo. Da qui, probabilmente, il cambio di strategia dell’azienda fondata da Devasini e Ardoino, evidentemente impazienti di imporre il proprio marchio nel mondo bianconero. Oltre a esprimere felicità per la nomina del dottor Garino, il Ceo di Tether ha sfruttato l’assist (e l’attenzione) per passare per la prima volta a un attacco più diretto. «Sebbene la Juventus resti una delle società calcistiche più iconiche al mondo, Tether ha costantemente pro-mosso una governance più solida, una maggiore responsabilità e un coinvolgimento più trasparente con gli azionisti di minoranza - recita il comunicato, apparso poco dopo la nomina del Consiglio d’Amministrazione -. Il risultato odierno mette in evidenza le sfide ancora presenti nella struttura di governance attuale del club e la sua riluttanza a coinvolgere in modo trasparente tifosi e azionisti di minoranza».
