Dall’urlo di Spalletti al duello con Baggio: il viaggio dentro il museo di Luciano

La Rimessa come una galleria d’arte: l’allenatore della Juve colleziona di tutto: maglie, scarpe, cimeli e ricordi, ma anche martelli e... un volante

INVIATO A MONTAIONE - Luciano Spalletti è un accumulatore seriale di ricordi. Di oggetti, foto, ritagli, utensili. E poi maglie, scarpe, vini. E ancora palloni, soprammobili e dischi. La Rimessa non è una casa: è un museo. C'è una quantità di vita vissuta persino complicata da descrivere. Lucio vuole catturare ogni attimo della propria esistenza. Dà forma a luoghi e angoli tutti personalizzati, crea spazi di rara bellezza pur di non perdere nemmeno un fotogramma del proprio passato. Nella dimora di Montaione c'è un posto dedicato agli amici più stretti: si chiama "La capanna dei ciuchi neri". Sì, gli asini neri, l'appellativo scherzoso delle persone più vicine a lui: è come se chiamasse inetti tutte le persone che lo circondano e che gli rallegrano la quotidianità, in presenza o a distanza. La capanna, luogo di ritrovo per pranzi e cene (anche per gli staff tecnici di Spalletti), è dedicata all'amato fratello Marcello. Dentro ci sono foto di ogni tipo. A partire da quelle di Avane. Campeggia uno striscione manifesto della società che ha visto crescere la famiglia Spalletti: «Impossibile un cazzo».

Spalletti ha un'attrazione fatale per i campioni

È il loro modo per esorcizzare ogni difficoltà. Da lì, si snoda un'intera vita. Ci sono le foto degli anni da giocatore e da allenatore a Empoli: la doppia promozione dalla Serie C alla Serie A, ma anche gli avversari. Luciano è affezionato ad un duello fisico con Roberto Baggio. In generale, Spalletti ha un'attrazione fatale per i campioni. Dentro la capanna ci sono innumerevoli riferimenti a Maradona. E non solo. Dopo Empoli, c'è posto per gli scatti risalenti al periodo alla guida dell'Udinese: non poteva mancare la festa per l'approdo in Champions dei friulani. La tappa che gli consente di conquistare Roma. Tanti i riferimenti alla Coppa Italia vinta nel 2007. E poi Francesco Totti: presente dappertutto. Ma anche la famiglia Sensi, Daniele Pradè e Bruno Conti. Non manca nessuno, neppure i giocatori simbolo di quella gestione. Gli anni di San Pietroburgo sono ovviamente un po' più sfumati. Spalletti, in tanti quadretti appesi al soffitto in legno della capanna, si prende anche un po' in giro. C'è il celebre ritratto dell'Urlo di Munch col volto del mister. Ma anche le foto vestito da figlio dei fiori: ogni anno, intorno a metà giugno, alla Rimessa va in scena la rappresentazione moderna dell'Isola di White.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Da Sinner al volante della Panda

Pantaloni a zampa d'elefante, camicie stracariche di fiori e occhiali stilizzati: tutto dedicato a Marcello, ombra vivente. Ovviamente le passioni di Luciano hanno un ruolo chiave. I suoi idoli hanno trovato una fissa dimora nella capanna: spiccano Venditti, Salvatore Esposito, Pezzali, Bocelli e Sinner, per esempio. Alla collezione si aggiungono gli oggetti: c'è persino il volante della Panda che gli rubarono a Napoli. Della macchina non c'è più neanche l'ombra, ma alcuni suoi ex tifosi sono riusciti a recuperare un pezzo. Come? Meglio non chiederselo. Dalla capanna si passa alla cantina. E lì il pezzo forte: la celebre collezione di maglie. Dei suoi giocatori e pure degli avversari. Impossibile non notare Buffon e Chiellini: sono sul tavolo, insieme alle scarpe di Davide Astori, alle quali Spalletti è particolarmente legato. Sulle pareti, altre immagini: Ancelotti e Lippi hanno uno posto d'onore. In cantina ci sono ritagli di giornale ovunque: i Tuttosport di metà anni '90, ma anche l'edizione speciale di Topolino in cui diventò "Spallucci" ai tempi dell'Inter. Non sa più dove mettere gli oggetti. In un'altra zona della Rimessa, quella riservata ai dipendenti della struttura ricettiva, ci sono le scarpe: quelle di Salah, Icardi, Totti, Maccarone e molti altri.

E la collezione di martelli?

E la collezione di martelli? Altra fissazione del tecnico della Juve. Li considera gli utensili più nobili perché rappresentano l'estensione della mano del contadino. Dentro casa sua c'è un gigantesco corno, regalato da alcuni tifosi del Napoli. E anche la Coppa Italia del 2007 e la Supercoppa dello stesso anno, vinte con la Roma. Il presepe, composto dai giocatori del suo gruppo tricolore, non poteva mancare. Ha tenuto, però, altri posti liberi: c'è una vita bianconera che d'ora in avanti dovrà prendere forma.

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INVIATO A MONTAIONE - Luciano Spalletti è un accumulatore seriale di ricordi. Di oggetti, foto, ritagli, utensili. E poi maglie, scarpe, vini. E ancora palloni, soprammobili e dischi. La Rimessa non è una casa: è un museo. C'è una quantità di vita vissuta persino complicata da descrivere. Lucio vuole catturare ogni attimo della propria esistenza. Dà forma a luoghi e angoli tutti personalizzati, crea spazi di rara bellezza pur di non perdere nemmeno un fotogramma del proprio passato. Nella dimora di Montaione c'è un posto dedicato agli amici più stretti: si chiama "La capanna dei ciuchi neri". Sì, gli asini neri, l'appellativo scherzoso delle persone più vicine a lui: è come se chiamasse inetti tutte le persone che lo circondano e che gli rallegrano la quotidianità, in presenza o a distanza. La capanna, luogo di ritrovo per pranzi e cene (anche per gli staff tecnici di Spalletti), è dedicata all'amato fratello Marcello. Dentro ci sono foto di ogni tipo. A partire da quelle di Avane. Campeggia uno striscione manifesto della società che ha visto crescere la famiglia Spalletti: «Impossibile un cazzo».

Spalletti ha un'attrazione fatale per i campioni

È il loro modo per esorcizzare ogni difficoltà. Da lì, si snoda un'intera vita. Ci sono le foto degli anni da giocatore e da allenatore a Empoli: la doppia promozione dalla Serie C alla Serie A, ma anche gli avversari. Luciano è affezionato ad un duello fisico con Roberto Baggio. In generale, Spalletti ha un'attrazione fatale per i campioni. Dentro la capanna ci sono innumerevoli riferimenti a Maradona. E non solo. Dopo Empoli, c'è posto per gli scatti risalenti al periodo alla guida dell'Udinese: non poteva mancare la festa per l'approdo in Champions dei friulani. La tappa che gli consente di conquistare Roma. Tanti i riferimenti alla Coppa Italia vinta nel 2007. E poi Francesco Totti: presente dappertutto. Ma anche la famiglia Sensi, Daniele Pradè e Bruno Conti. Non manca nessuno, neppure i giocatori simbolo di quella gestione. Gli anni di San Pietroburgo sono ovviamente un po' più sfumati. Spalletti, in tanti quadretti appesi al soffitto in legno della capanna, si prende anche un po' in giro. C'è il celebre ritratto dell'Urlo di Munch col volto del mister. Ma anche le foto vestito da figlio dei fiori: ogni anno, intorno a metà giugno, alla Rimessa va in scena la rappresentazione moderna dell'Isola di White.

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