La sfida che teme tantissimo e il primo aut aut della stagione: Spalletti-Juve, 40 giorni di fuoco

Il tecnico ha nove partite per capire ambizioni e richieste: la settimana clou a metà dicembre tra Bologna e Roma

Quaranta giorni, nove partite, una ogni quattro giorni e mezzo. I conti son facili, ma solo perché si è all'inizio di una scalata: il punto sarà mantenere la lucidità quando un po' di ossigeno verrà inevitabilmente meno. E quando - soprattutto nelle battute finali - bisognerà andare avanti di ricalcolo per capire dove recuperare, se occorrerà farlo. Se magari sarà il caso anche di cambiare l'obiettivo. Che sì, per ora resta comunque lo stesso: ambire al massimo, per certi versi sfruttare le incertezze di chi si trova in vetta e restare perciò aggrappato, alle vette della classifica come alla fiducia in se stessi. È tornata un po' a vacillare, dopo il derby. Per questo Spalletti riprenderà il discorso lì dove si era interrotto pre Toro: con attenzione e perseveranza, le sabbie mobili offensive scompariranno; con coraggio e personalità, quelle difensive potranno essere definitivamente cancellate. Serve tempo. Quindi pazienza. Sicuramente più di quella che aveva messo in preventivo lo stesso allenatore, che dentro di sé, e al limite con chi gli sta di fianco, avrebbe stilato un percorso netto per definire "guarita" la sua squadra, per ritenere certificata la sua mano sul gruppo. 

ll percorso

Qual è? Intanto, evitare il passo falso a Firenze, città (e sfida) che Spalletti teme tantissimo, anche perché vorrebbe dire ricominciare con uno scossone da smaltire. Bodo invece è il primo aut aut stagionale: o si vince, oppure il percorso Champions si fa drammaticamente più complicato, non compromesso però davvero a pochi passi dal capitolare. Al ritorno dalla Norvegia correrà ospitare il Cagliari allo Stadium: anche lì, fondamentale portare tre punti a casa – e quindi si inizia il percorso in Coppa Italia, ancora a Torino e stavolta contro l’Udinese. È un agglomerato, perciò Spalletti lo farà: è uno degli obiettivi stagionali, non sarà oggetto pertanto di turnover forzatis­simo, né di scarsa considerazione. Non se lo può permettere, la Juventus. Anche perché qualche giorno più tardi avrà il Napoli di Conte al Maradona e ancora dopo il ritorno di Luciano di nuovo a Firenze, lì dove l’anno scorso ha sollevato un trofeo storico. Il modello di accoglienza saranno certamente un tema, ed ovviamente è pure il punto di domanda sulle condizioni bianconere nella vera settimana clou: il 7 si ospita Pafos (10 dicembre), in sei giorni i bianconeri avranno Bologna in casa e la Roma in casa.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Possibili richieste sul mercato

Qui Spalletti vorrà capire quale sia lo stato e chiedere per 7 giorni il massimo a prescindere dalle indicazioni già date e che s’aspetta ugualmente sotto l’albero (vedi il regista). Se la Juventus sarà a ridosso delle prime posizioni, allora potrà avverare pure la forza di un’asticella più alta, sul mercato o comunque, proprio negli obiettivi finali. E a proposito di finali: il 2025 si chiuderà con la trasferta di Pisa e concluderà un mini ciclo fondamentalmente rivelatore. Perché Lucio non è andato lì pilotando, né ha intenzione di farlo: in un mese e mezzo sarà vera Juve, oppure saranno problemi seri, serissimi. In particolare se la strada in Champions League non si vedrà raddrizzata. Un po’ da maestro Yoda di Guerre Stellari: c’è fare o non fare. Tanti saluti ai tentativi, a quel “provare a incrociare” nei primi giorni di conoscenze reciproche alla Continassa.

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Quaranta giorni, nove partite, una ogni quattro giorni e mezzo. I conti son facili, ma solo perché si è all'inizio di una scalata: il punto sarà mantenere la lucidità quando un po' di ossigeno verrà inevitabilmente meno. E quando - soprattutto nelle battute finali - bisognerà andare avanti di ricalcolo per capire dove recuperare, se occorrerà farlo. Se magari sarà il caso anche di cambiare l'obiettivo. Che sì, per ora resta comunque lo stesso: ambire al massimo, per certi versi sfruttare le incertezze di chi si trova in vetta e restare perciò aggrappato, alle vette della classifica come alla fiducia in se stessi. È tornata un po' a vacillare, dopo il derby. Per questo Spalletti riprenderà il discorso lì dove si era interrotto pre Toro: con attenzione e perseveranza, le sabbie mobili offensive scompariranno; con coraggio e personalità, quelle difensive potranno essere definitivamente cancellate. Serve tempo. Quindi pazienza. Sicuramente più di quella che aveva messo in preventivo lo stesso allenatore, che dentro di sé, e al limite con chi gli sta di fianco, avrebbe stilato un percorso netto per definire "guarita" la sua squadra, per ritenere certificata la sua mano sul gruppo. 

ll percorso

Qual è? Intanto, evitare il passo falso a Firenze, città (e sfida) che Spalletti teme tantissimo, anche perché vorrebbe dire ricominciare con uno scossone da smaltire. Bodo invece è il primo aut aut stagionale: o si vince, oppure il percorso Champions si fa drammaticamente più complicato, non compromesso però davvero a pochi passi dal capitolare. Al ritorno dalla Norvegia correrà ospitare il Cagliari allo Stadium: anche lì, fondamentale portare tre punti a casa – e quindi si inizia il percorso in Coppa Italia, ancora a Torino e stavolta contro l’Udinese. È un agglomerato, perciò Spalletti lo farà: è uno degli obiettivi stagionali, non sarà oggetto pertanto di turnover forzatis­simo, né di scarsa considerazione. Non se lo può permettere, la Juventus. Anche perché qualche giorno più tardi avrà il Napoli di Conte al Maradona e ancora dopo il ritorno di Luciano di nuovo a Firenze, lì dove l’anno scorso ha sollevato un trofeo storico. Il modello di accoglienza saranno certamente un tema, ed ovviamente è pure il punto di domanda sulle condizioni bianconere nella vera settimana clou: il 7 si ospita Pafos (10 dicembre), in sei giorni i bianconeri avranno Bologna in casa e la Roma in casa.

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