Eliminò la Juve e alzò la Champions in faccia al Milan, ora vive nella disperazione della bancarotta

L'ex giocatore rischia il fallimento a causa di uno scontro legale multimilionario con il fratello

Ricordate Steve Finnan? Con il Liverpool si tolse la soddisfazione della più grande rimonta in una finale di Champions League, quel 3-3 che condannò il Milan ai rigori a Istanbul nel 2005, dopo che i rossoneri chiusero il primo tempo con tre reti di vantaggio. E nel percorso verso l'ultimo atto dell'Ataturk, il terzino irlandese eliminò anche la Juve di Capello. Bei ricordi per il giocatore, che però ora sta vievendo un periodo difficile e buio a causa di una battaglia finanziaria durata un decennio con il fratello Sean, legata ad un'attività immobiliare. E ora l'ex difensore sta affrontando una richiesta di bancarotta. Una situazione molto delicata che lo ha costretto anche a mettere all'asta i cimeli della finale della Champions vinta contro Ancelotti.

Finnan rischia la bancarotta: cosa è successo

Ma cosa è successo? Bisogna fare un passo indietro. Finnan ottenne un risarcimento di 4 milioni di sterline nel 2018 dopo essersi rivolto all'Alta Corte circa alcune preoccupazioni su come venivano gestiti i suoi affari immobiliari. Ma il terzino irlandese non ricevette mai i soldi dopo che suo fratello dichiarò fallimento nel 2019, il che portò il calciatore a ritrovarsi coinvolto in una serie di battaglie legali con i suoi avvocati. In un caso, stando sempre alla ricostruzione del The Sun, fece causa contro un suo legale per negligenza, chiedendo una richiesta di risarcimento danni da 6 milioni di sterline contro lo studio legale Charles Russell Speechlys, respinta. Fu inoltre coinvolto in ulteriori contenziosi con gli avvocati che avevano preso in carico il suo caso (Candey Ltd), dopo aver contestato le loro fatture, ma anche in questo caso non vinse. Finnan allora si ritrovò con un conto spese a cinque cifre da saldare, che non ha ancora ripagato. E l'irlandese sta affrontando una petizione che lo vorrebbe dichiarare in bancarotta.

Finnan e il ricorso respinto: le dichiarazioni del giudice

Il caso ora è stato trasferito alla Central London County Court, dove il giudice distrettuale Carla Revere ha emanato una serie di direttive e ordinanze. Ma Finnan ha presentato ricorso contro una parte dell'ordinanza, sostenendo che il caso "complesso" avrebbe dovuto essere esaminato da un giudice dell'Alta Corte. Ha inoltre sostenuto che il giudice distrettuale Revere fosse stato accusato di "apparente parzialità" nei suoi confronti e ha messo in dubbio il potere di quest'ultima di emanare ordini. Ma respingendo il suo ricorso, il giudice Mellor ha affermato che la richiesta di fallimento in sé non riguarda i milioni di sterline che figurano altrove nelle sue controversie, bensì un ordine di spese inferiore a 50.000 sterline. Il giudice ha aggiunto: "Facendo un passo indietro, è sorprendente che il signor Finnan abbia contestato questo ordine direttivo... le sue lamentele sono in gran parte procedurali e non hanno sostanza. Sono fermamente convinto che questo ricorso equivalga semplicemente a un tentativo da parte sua di ritardare il più a lungo possibile l'udienza finale di questa petizione. Nego l'autorizzazione a presentare ricorso e lo respingo. Certifico inoltre che questo ricorso è totalmente infondato. È stato, in ogni momento, completamente inutile. La petizione dovrà essere oggetto di ulteriori direttive. Credo che sia meglio che siano fornite da un giudice iscritto nell'elenco delle procedure concorsuali. È molto probabile che qualsiasi ulteriore ordine di direttive ripeterà le stesse contenute nell'ordine del giudice distrettuale Revere". Al momento non è stata fissata alcuna data per il ritorno in tribunale per il caso di bancarotta.

 

 

 

 

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