Tra i tanti ospiti del Social Football Summit, in corso all'Allianz Stadium di Torino, ha parlato anche Giorgio Chiellini, director of football strategy della Juventus. "Non sono un amante dei titoli - ha esordito parlando del suo ruolo -, ma della pratica. Quello che mi sento è un supporto di quello che è stata la Juventus e quello che deve continuare ad essere a livello trasversale. Faccio la spola tra le due e abbiamo anche Vinovo, anche se in questi mesi non sono riuscito a starci abbastanza ma è il nostro futuro. Una cosa a cui teniamo, sappiamo che da quello che facciamo a Vinovo dipende una parte del futuro della Juventus. È una missione. Cresciamo seguendo alcuni valori, e aiutiamo a dare una direzione".
"Questo è un gruppo che ha valori"
Sul modo di porsi: "Io ho a che fare con i giocatori ma anche con tante persone intorno, le 50 che stanno al centro sportivo più i 300 impiegati. Con i giocatori devi tenere un po' di distanza, non sono un loro compagno o non lo sono più. Ma è più facile perchè hai un passato per cui ogni parola viene ascoltata, hai una sensibilità tecnica per cui no ndevi crearti una credibilità. Cerco di non invadere il territorio degli altri, cerco di far capire la strada giusta da percorrere ma poi ci devono arrivare soli. Questo è un gruppo che ha valori, è coeso, non va redarguito o controllato. Un gruppo sano che deve lavorare insieme, sta costruendo fiducia e forza per sostenere le difficoltà. L'obiettivo di questo gruppo è tornare alla normalità di vincere. La fatica deve diventare un piacere normale e non una cosa straordinaria. Questo si costruisce nella quotidianità, non è facile se no vincerebbero tutti. Credo abbiano le qualità umane, i campioni di una volta in Italia non ci sono più e l'importanza di questi valori insieme alle qualità tecniche può fare la differenza. Rubo le parole di una persona che lavora in Juve da più di me: siamo custodi di quelli che sono certi valori. Siamo custodi di certi valori, fortunati di farne parte e di aver fatto un percorso di storia. E' un onore ma è anche un onere e lo sento tutto".
La giornata tipo di Chiellini
Chiellini ha poi rivelato quella che è una sua giornata tipo: "Lascio le bambine a scuola, alle 8:45 sono in ufficio e nel tardo pomeriggio torno a casa. Ma di giornate base sono poche. Come media sono fuori 2-3 giorni a settimana. La cosa più difficile è il tempo nel fare le cose. Non mi pesa, dormo bene. Cerco di essere al campo tutti i giorni e prendere la parte centrale: 1 ora prima dell'inizio dell'allenamento che comprende la parte video e poi l'allenamento. Ho la responsabilità quest'anno da solo delle relazioni con le istituzioni. Un paio di volte a Milano in presenza al mese e una volta a Roma; quelle europee sono di solito durante la sosta nazionali. Poi faccio la parte corporate aziendale e sto cercando di imparare. Sono dentro l'innovazione, per me la Juve è sempre stata innovazione e guardare avanti. Ci sono opportunità che vogliamo cogliere per creare un innovation hub. Ci sono tante cose: come usare sempre più questo stadio. Ci sono tanti progetti esterni per cui per curiosità e conoscenze aiuto il club, in altro che poi una parte che devo imparare. La parte business e commerciale mi interessa per sapere come funziona una società di calcio. Sono tornato un anno fa, non c'è fretta. Sono aree dove ho delle lacune e devo imparare".