Tentazione Vlahovic: il piano Juve di Spalletti per la Fiorentina e per la Champions

Il tecnico bianconero pensa a Dusan dal 1’: si attende l’ok definitivo. La prima alternativa al serbo è David

TORINO - La tentazione è forte, il ragionamento è affilato. In mezzo, ecco, la voglia di prendersi un rischio giusto e non un azzardo insensato, che poi è sempre camminare sul filo del rasoio: basta una sbandata, spesso del destino, e ci si ritrova caduti e quasi sempre inermi. Ma nei ragionamenti di Spalletti la possibilità che Vlahovic giochi dal primo minuto al Franchi è molto viva. Anzi: vivissima. Il serbo è la prima scelta per il suo attacco, o almeno il pensiero con cui ha cullato la notte del suo ritorno a Firenze. 

La sfida da ex

Una città che conosce bene, dove ha vissuto, investito, coltivato vita. E dove arriva da allenatore della Juventus, non esattamente il ruolo ideale se si vuole strappare applausi. Tant'è: gli obiettivi sono ben altri, e li ha raccontati tutti nella conferenza stampa di presentazione del match del Franchi, in cui vuole vedere quei passi in avanti apparentemente prodotti negli ultimi allenamenti. Sono questi: giropalla veloce, idee pulite, guizzi e "fucilate nella notte" che potrebbero arrivare un po' ovunque, ma soprattutto tra i piedi di Yildiz e Cambiaso, chiamati al salto di qualità che poi sarebbe quello dell'intera squadra, per cui tanto c'è da fare e ancor di più da provare.

Il modulo a Firenze

Non sarà una Juve da difesa a 4, a Firenze. Lucio non si fida ancora e per poco ci ha lavorato, giusto qualche tentativo e privo comunque di Rugani e Bremer, due giocatori che aiuteranno, come lo faranno i rientrati Cabal e Kelly, quantomeno tra i convocati. In mezzo al campo, la regia di Miretti ha insidiato quella di Locatelli, ma non dovrebbero esserci scossoni, così come paiono confermati Thuram e lo stesso McKennie, che pure potrebbe agire sulla zolla parallela di Yildiz, nel 3-4-2-1 (formale) che ritorna. Almeno per il momento. 

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La novità

E comunque con una piccola variazione, almeno dalle ultime prove: Cambiaso è tornato ad agire largo a destra, sul versante opposto potrebbe dunque esserci Kostic. E davanti? Con Kenan pronto a star di nuovo largo, in quel pezzo di campo da cui non vuole minimamente staccarsi, la scelta dovrebbe perciò ricadere su Dusan. Sennò David. In alternativa Openda, rispolverato per l'occasione e però oscurato dal ritorno del nove, che negli ultimi allenamenti ha dato segnali più che incoraggianti.

Vlahovic riposa in Champions

Ecco, più probabile che il centravanti a questo punto resti fuori a Bodo, nella sfida di Champions di martedì, e anche per un discorso di condizioni climatiche. Oltre che di flessori ballerini. Pertanto, se si vorrà testare la tenuta, il Franchi val bene un ritorno alle origini, sotto tutti i punti di vista. Quelle del calciatore, in primis - DV9 ha 108 presenze in viola, 49 sono invece i gol fatti, ma da avversario non ha mai timbrato contro la sua ex squadra -, e quelle della Juventus in seconda battuta. Ancora una volta, Spalletti per certi versi confiderà nel lavoro di Tudor provando a dare continuità a quanto fatto, provato, recuperato in questi allenamenti. Non esattamente pregni di giocatori, però di contenuti sì. 

Spalletti attende risposte

E allo stesso modo di risposte. L'ultima, Spalletti, se l'aspetta proprio da Vlahovic, sulle cui condizioni non si discute più, discorso differente è invece la tenuta. Quanto può garantire senza andare incontro a eccessive preoccupazioni? Il nodo finale si farà presto decisione, con il serbo che verosimilmente non si tirerà indietro. E che mira a sfatare pure un bel tabù: non solo trovare il gol, ma farlo in un ambiente in cui è volato di tutto, in cui ha gioito e sofferto. Una vittoria, in fondo, avrebbe il sapore della ripartenza. Per tutti e per lui sempre un po' di più.

 

 

 

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TORINO - La tentazione è forte, il ragionamento è affilato. In mezzo, ecco, la voglia di prendersi un rischio giusto e non un azzardo insensato, che poi è sempre camminare sul filo del rasoio: basta una sbandata, spesso del destino, e ci si ritrova caduti e quasi sempre inermi. Ma nei ragionamenti di Spalletti la possibilità che Vlahovic giochi dal primo minuto al Franchi è molto viva. Anzi: vivissima. Il serbo è la prima scelta per il suo attacco, o almeno il pensiero con cui ha cullato la notte del suo ritorno a Firenze. 

La sfida da ex

Una città che conosce bene, dove ha vissuto, investito, coltivato vita. E dove arriva da allenatore della Juventus, non esattamente il ruolo ideale se si vuole strappare applausi. Tant'è: gli obiettivi sono ben altri, e li ha raccontati tutti nella conferenza stampa di presentazione del match del Franchi, in cui vuole vedere quei passi in avanti apparentemente prodotti negli ultimi allenamenti. Sono questi: giropalla veloce, idee pulite, guizzi e "fucilate nella notte" che potrebbero arrivare un po' ovunque, ma soprattutto tra i piedi di Yildiz e Cambiaso, chiamati al salto di qualità che poi sarebbe quello dell'intera squadra, per cui tanto c'è da fare e ancor di più da provare.

Il modulo a Firenze

Non sarà una Juve da difesa a 4, a Firenze. Lucio non si fida ancora e per poco ci ha lavorato, giusto qualche tentativo e privo comunque di Rugani e Bremer, due giocatori che aiuteranno, come lo faranno i rientrati Cabal e Kelly, quantomeno tra i convocati. In mezzo al campo, la regia di Miretti ha insidiato quella di Locatelli, ma non dovrebbero esserci scossoni, così come paiono confermati Thuram e lo stesso McKennie, che pure potrebbe agire sulla zolla parallela di Yildiz, nel 3-4-2-1 (formale) che ritorna. Almeno per il momento. 

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