INVIATO A BODO - Il circolo polare artico non è molto lontano e dal cielo di Bodo scendono da qualche ora altri fiocchi di neve a imbiancare ancor di più la già candida cittadina appoggiata sul mar di Norvegia: non le migliori condizioni possibili per affrontare uno snodo già cruciale della stagione bianconera. Se per la Juve quella di stasera all’Aspmyra Stadion non è una finale, poco ci manca: possiamo definirlo uno spareggio o semplicemente una partita da non sbagliare, una serata (ghiacciata) da dentro o fuori che è l’inevitabile risultato di un cammino fin qui claudicante in Europa da tre punti in quattro partite frutto di tre pareggi in partite abbordabili (Dortmund, Villarreal, Sporting) e una sconfitta a Madrid con il Real superiore per caratura tecnica e spessore a livello di personalità.

Juve, salva la faccia e...il portafogli
Si comincia dalla Norvegia e poi ci sarà l’impegno in casa, all’Allianz Stadium, con i ciprioti del Pafos il 10 dicembre: se non arriveranno sei punti nelle prossime due partite, lo spettro di una eliminazione clamorosa già dopo la prima fase di Champions League andrebbe a concretizzarsi. E il tonfo assumerebbe le dimensioni del disastro, considerando peraltro che superano il turno 24 squadre e pensare che la Juve non riesca a rientrare nelle prime 24 formazioni d’Europa fa gelare il sangue ai tifosi bianconeri più del gelido vento artico che soffia senza sosta su Bodo. C’è da “salvare la faccia”, ma anche il portafogli e di certo le condizioni non saranno delle più facili. Bisogna prima di tutto ribaltare una statistica relativa ai precedenti: si sa che la cabala non conta, ma lo storico della Juventus in Norvegia dice che la formazione bianconera non è mai riuscita a vincere sul territorio della nazione scandinava: c’è dunque da abbattere il più classico dei tabù, riaggiornando gli almanacchi, ma il fatto che non sia facile festeggiare a queste latitudini lo sa benissimo anche Luciano Spalletti.
