Lo schiaffone e poi la sveglia: cosa manca alla Juve e cosa emerge dallo Stadium

Successo che pesa in vista del Napoli, ma come a Bodo troppi brividi nel finale

TORINO - Di rimonta, come a Bodo. Pure stavolta correndo qualche pericolo di troppo. Però la Juve torna alla vittoria anche in campionato, dopo i pareggi con Torino e Fiorentina: non è stata una passeggiata, quella con il Cagliari. Ma contava soprattutto, per Spalletti, prendersi i 3 punti per rimanere ancora aggrappati al treno delle prime. In Champions non aveva segnato ma aveva ispirato tutte e tre le reti, stavolta Yildiz si mette in proprio e ribalta il Cagliari con una doppietta d’autore: sul piano del gioco non è un passo avanti per i bianconeri, ma per il tecnico di Certaldo è fondamentale trovare continuità di risultati, perché sarà anche una frase fatta, ma quando si dice che vincere aiuta a vincere è davvero così.

Le impressioni dallo Stadium

Poi ci sono anche due sensazioni che emergono dallo Stadium, non necessariamente positive per Spalletti: la Juve va dove la porta Yildiz, almeno in questa fase della stagione. E poi l’impressione, come successo in Norvegia, è che la squadra abbia bisogno di prendere uno schiaffone, calcisticamente parlando, prima di svegliarsi e reagire. Capita lo stesso con il Cagliari che, all’improvviso ma nemmeno troppo, galoppa a briglia sciolta sulla destra approfittando delle incertezze di Kostic e così confeziona l’1-0 rossoblù, con l’azione personale dello scatenato Palestra finalizzata da Esposito. Sugli spalti dello Stadium cala un gelo che nemmeno a Bodo: a quel punto, però, la Juve si ridesta, di soprassalto come durante un incubo, e rimette tutto in equilibrio nel giro di un minuto o giù di lì. Ecco la zampata di Yildiz dopo un recupero di un Thuram tornato dominante.

E poi arriva il secondo gol del gioiello turco poco prima della fine del primo tempo - fondamentale per tornare negli spogliatoi con un altro spirito - al termine di una bella azione corale firmata da Locatelli e McKennie (di tacco). Spalletti mette Yildiz al centro della sua Juve in tutti i sensi, anche in campo, e la differenza si vede: tocca più palloni, ha licenza di svariare su tutto il fronte d’attacco ed è più al centro dell’azione, indipendentemente da chi sia il centravanti di turno.

Juve, Vlahovic ko

A proposito: Spalletti dovrà trovare un nuovo assetto se, come sembra, Vlahovic sarà costretto a saltare un certo numero di partite per un problema all’adduttore da valutare nelle prossime ore: il serbo, non al meglio, calcia, si fa male ed esce quasi in lacrime lasciando il posto a David. E ora Spalletti dovrà capire su chi puntare nella probabile staffetta tra il canadese (pure beccato dal pubblico di casa per qualche errore tecnico di troppo) e Openda (entrato a pochi minuti dalla fine e non con l’atteggiamento auspicabile): se sono quelli di ieri, c’è poco da stare tranquilli.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, devi chiudere le partite

In avvio di ripresa la Juve manca per tre volte ravvicinate il colpo del ko, prima con Conceiçao, poi con Koopmeiners e ancora con il folletto portoghese, dopo che Cambiaso e Miretti avevano preso il posto di Kostic (prova fortemente negativa) e Thuram (uscito acciaccato). Un terzo gol che non arriva, anzi i bianconeri corrono pure qualche rischio di troppo che spaventa il pubblico dello Stadium e lascia perplesso Spalletti: poi, in fin dei conti, come già successo con il Bodo era importante dare continuità di risultati. E martedì si torna subito in campo, per gli ottavi di Coppa Italia con l’Udinese, prima di pensare al Napoli.

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TORINO - Di rimonta, come a Bodo. Pure stavolta correndo qualche pericolo di troppo. Però la Juve torna alla vittoria anche in campionato, dopo i pareggi con Torino e Fiorentina: non è stata una passeggiata, quella con il Cagliari. Ma contava soprattutto, per Spalletti, prendersi i 3 punti per rimanere ancora aggrappati al treno delle prime. In Champions non aveva segnato ma aveva ispirato tutte e tre le reti, stavolta Yildiz si mette in proprio e ribalta il Cagliari con una doppietta d’autore: sul piano del gioco non è un passo avanti per i bianconeri, ma per il tecnico di Certaldo è fondamentale trovare continuità di risultati, perché sarà anche una frase fatta, ma quando si dice che vincere aiuta a vincere è davvero così.

Le impressioni dallo Stadium

Poi ci sono anche due sensazioni che emergono dallo Stadium, non necessariamente positive per Spalletti: la Juve va dove la porta Yildiz, almeno in questa fase della stagione. E poi l’impressione, come successo in Norvegia, è che la squadra abbia bisogno di prendere uno schiaffone, calcisticamente parlando, prima di svegliarsi e reagire. Capita lo stesso con il Cagliari che, all’improvviso ma nemmeno troppo, galoppa a briglia sciolta sulla destra approfittando delle incertezze di Kostic e così confeziona l’1-0 rossoblù, con l’azione personale dello scatenato Palestra finalizzata da Esposito. Sugli spalti dello Stadium cala un gelo che nemmeno a Bodo: a quel punto, però, la Juve si ridesta, di soprassalto come durante un incubo, e rimette tutto in equilibrio nel giro di un minuto o giù di lì. Ecco la zampata di Yildiz dopo un recupero di un Thuram tornato dominante.

E poi arriva il secondo gol del gioiello turco poco prima della fine del primo tempo - fondamentale per tornare negli spogliatoi con un altro spirito - al termine di una bella azione corale firmata da Locatelli e McKennie (di tacco). Spalletti mette Yildiz al centro della sua Juve in tutti i sensi, anche in campo, e la differenza si vede: tocca più palloni, ha licenza di svariare su tutto il fronte d’attacco ed è più al centro dell’azione, indipendentemente da chi sia il centravanti di turno.

Juve, Vlahovic ko

A proposito: Spalletti dovrà trovare un nuovo assetto se, come sembra, Vlahovic sarà costretto a saltare un certo numero di partite per un problema all’adduttore da valutare nelle prossime ore: il serbo, non al meglio, calcia, si fa male ed esce quasi in lacrime lasciando il posto a David. E ora Spalletti dovrà capire su chi puntare nella probabile staffetta tra il canadese (pure beccato dal pubblico di casa per qualche errore tecnico di troppo) e Openda (entrato a pochi minuti dalla fine e non con l’atteggiamento auspicabile): se sono quelli di ieri, c’è poco da stare tranquilli.

 

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