Il 4 maggio 2023 allo Stadio Friuli, Victor Osimhen rispondeva al vantaggio dei padroni di casa segnando la rete del definitivo 1-1. Un pareggio che convalidava il più trascurato dei pronostici di inizio stagione: Napoli campione d'Italia per la terza volta. A riportare il tricolore in città 33 anni dopo il trionfo di Diego Armando Maradona fu Luciano Spalletti, ora atteso al vecchio San Paolo dove domenica 7 dicembre tornerà da avversario per la prima volta dopo avere lasciato Castel Volturno al termine di una storica stagione ("Ho bisogno di riposarmi, mi sento un po' stanco e non cambio idea", spiegò nei giorni successivi l'addio).
Chiamato alla Continassa con l'incarico di riportare in carreggiata la Juve, l'ex tecnico dei partenopei si presenta all'appuntamento con un bilancio di 4 vittorie e 3 pareggi complessivi che hanno ridato fiato a una classifica ancora però in debito di punti considerato il ritardo di 4 lunghezze dal 4º posto e 5 da Milan e Napoli. Sull'altro fronte, la formazione di Antonio Conte è reduce da 4 vittorie consecutive fra campionato, Champions e Coppa Italia (dove l'accesso ai quarti è stato risolto solamente dopo 20 calci di rigore che hanno deciso la gara interna con il Cagliari).
Nel mentre, Spalletti è chiamato a ovviare alle assenze di Dusan Vlahovic e Federico Gatti, con possibile rivistazione del ruolo di Kenan Yildiz come falso 9. Ma oltre i rebus tattici, in casa Juve ci si preoccupa di preparare al meglio la trasferta anche sul piano logistico, con la Vecchia Signora che deciso di non pernottare a Napoli il giorno prima del match.
La Juve non pernotta a Napoli: il motivo
Il fischio d'inizio di Napoli-Juve è previsto alle ore 20.45. Tuttavia, nonostante gli ospiti arrivino tradizionalmente a destinazione il giorno prima dell'incontro, la formazione di Spalletti ha optato per rimandare la partenza alla domenica stessa. Una decisione che, oltre a deludere eventuali tifosi che avessero pianificato azioni di disturbo notturno a mezzo di clacson e fuochi d'artificio, risponde alla necessità di ridurre al minimo gli spostamenti della squadra, come già valutato da altri club esteri impegnati in trasferta. Quanto alla possibilità di sottrarre Yildiz e compagni al rischio di risvegliarsi nel pieno di un Capodanno anticipato, non è da escludere che la Juve abbia considerato la lunga lista di precedenti che hanno visto folte schiere di sostenitori azzurri recarsi sotto l'albergo della squadra avversaria col proposito di interrompere il sonno e compromettere il riposo dei giocatori.