Ardoino non ci sta e rilancia, Juve sempre nel mirino: le prossime mosse

Nessuna risposta dopo il comunicato di Exor e il messaggio di Elkann: il silenzio social e quanto vale davvero il club bianconero

Verrebbe da dire: fino alla fine, un po’ come da motto. Ma la fine sembra già arrivata, perché in un’acquisizione c’è certamente un compratore, però pure chi dev’essere disposto a vendere. Se manca una delle parti in causa, più pragmaticamente, l’affare non avviene. E tanti saluti a chi ci ha provato. Ecco, Tether, di salutare, non ne ha intenzione. Né si accontenta della prima risposta: dagli Usa ribadiscono pertanto come l’intenzione sia quella di provare ugualmente un rilancio, così da tentare Exor. I risultati, per quanto prevedibili e in larga parte già annunciati da John Elkann e accertati dal comunicato dell’azionista di maggioranza, sono ugualmente da comprovare. Almeno per Ardoino e i suoi, trincerati nel silenzio social dopo aver passato la giornata di venerdì a montare la possibilità di diventare presto, forse subito, una nuova luce di speranza per i tifosi con cui si interfacciavano tra un tweet e l’altro.

Il reale valore della Juve

No, ieri non sono arrivate reazioni, non ufficiali almeno. Il Ceo di Tether ha trascorso buona parte della giornata in viaggio e ha messo da parte le cartucce che pure ha in canna: la sensazione, comprovata dal modo in cui è stato accolto il rifiuto alla proposta d’acquisto, è che tutto questo fosse esattamente nel piano dei vertici del colosso cripto, adesso chiamati al passo successivo, verosimilmente a un’offerta in grado di superare ampiamente la prima di circa 1,1 miliardi di euro, destinati ad arrivare a 1,4 miliardi se si considerano i 300 milioni di indebitamento netto. Insomma: non è poco. Ma è pur sempre meno del valore reale del club, che si aggira almeno attorno ai 2 miliardi di euro con annessi e connessi. Perciò? Superare quella soglia, tanto pratica quanto psicologica, potrebbe essere una buona base di partenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, per il momento tutto tace

Per il momento, tutto tace. Forse in attesa di altri giochi, nuove comunicazioni, fuochi d’artificio e mosse semplicemente imprevedibili, com’era imprevedibile in fondo la tempistica della proposta, pur caldeggiata da sempre dai vertici di Tether, sin dall’inizio del rastrellamento di quote. Del resto, la scalata è stata netta, repentina, forte: dal 5% al 10,7%, arrivando fino all’ultimo numero, registrato nella più recente Assemblea degli Azionisti, quell’11,5% che ha sostanzialmente consegnato un posto in Consiglio alla stablecoin, occupato da Francesco Garino, torinese e specialista in ortodonzia. C’era anche lui, nei primi incontri informali tra Juventus e Tether, dove si è discusso di questioni commerciali, alcune più fumose e altre più concrete.

Ardoino, cosa succede ora

Ci sarà soprattutto lui nei prossimi incontri, quelli in cui si comprenderà meglio la natura del rapporto tra le parti: la mossa della società con sede a El Salvador ha fatto rumore, e continuerà a farlo per un bel po’, e non è stata chiaramente accolta con favore, in particolare dopo l’apertura mostrata da Exor nei loro confronti. Ad Ardoino, ora, la palla e la conduzione: proverà ad aumentare i giri oppure opterà per una ritirata e una nuova strategia? Bella domanda. Nei prossimi giorni, però, si avrà certamente risposta.

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Verrebbe da dire: fino alla fine, un po’ come da motto. Ma la fine sembra già arrivata, perché in un’acquisizione c’è certamente un compratore, però pure chi dev’essere disposto a vendere. Se manca una delle parti in causa, più pragmaticamente, l’affare non avviene. E tanti saluti a chi ci ha provato. Ecco, Tether, di salutare, non ne ha intenzione. Né si accontenta della prima risposta: dagli Usa ribadiscono pertanto come l’intenzione sia quella di provare ugualmente un rilancio, così da tentare Exor. I risultati, per quanto prevedibili e in larga parte già annunciati da John Elkann e accertati dal comunicato dell’azionista di maggioranza, sono ugualmente da comprovare. Almeno per Ardoino e i suoi, trincerati nel silenzio social dopo aver passato la giornata di venerdì a montare la possibilità di diventare presto, forse subito, una nuova luce di speranza per i tifosi con cui si interfacciavano tra un tweet e l’altro.

Il reale valore della Juve

No, ieri non sono arrivate reazioni, non ufficiali almeno. Il Ceo di Tether ha trascorso buona parte della giornata in viaggio e ha messo da parte le cartucce che pure ha in canna: la sensazione, comprovata dal modo in cui è stato accolto il rifiuto alla proposta d’acquisto, è che tutto questo fosse esattamente nel piano dei vertici del colosso cripto, adesso chiamati al passo successivo, verosimilmente a un’offerta in grado di superare ampiamente la prima di circa 1,1 miliardi di euro, destinati ad arrivare a 1,4 miliardi se si considerano i 300 milioni di indebitamento netto. Insomma: non è poco. Ma è pur sempre meno del valore reale del club, che si aggira almeno attorno ai 2 miliardi di euro con annessi e connessi. Perciò? Superare quella soglia, tanto pratica quanto psicologica, potrebbe essere una buona base di partenza.

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