Pagina 3 | Qual è la Juventus più forte della storia: leggete e votate

Funziona sempre. Nelle giornate di festa, di più. Basta chiedere, per esempio, «Chi è il più grande di tutti i tempi?» e si scatena il gioco di società più divertente di tutti: stilare le classifiche del cuore. E in tempi duri per il popolo juventino, a dieta di successi da un quinquennio, può essere balsamico ripercorrere gli ultimi cinquant’anni di storia e gloria, provando a mettere in ordine le migliori Juve dagli Anni 70 a oggi. Ecco le nostre, sindacabili, nomination che si potranno votare sul sito. Ma a margine del cenone della vigilia o del pranzo di Natale è lecito aggiungere le proprie candidature. 

1976-77 

È la Juve completamente italiana che vince lo scudetto con il record dei punti (51 su 60 quando la vittoria ne valeva 2) e alza la Coppa Uefa a Bilbao. È una squadra dalla micidiale cattiveria agonistica con gente come Morini, Furino e Benetti che spaventano qualsiasi attaccante, ma nello stesso tempo dotata di un livello tecnico strepitoso con Scirea, Causio, Bettega, Cabrini e Tardelli, il tutto con Zoff in porta e Boninsegna centravanti. 

1981-82 

È la Juve della seconda stella, un miracolo di pragmatismo ed efficienza. Non c’è nulla di superfluo, tutto è essenziale e al servizio della squadra. La squadra costruita con il ritorno degli stranieri nel campionato italiano (uno per squadra) è un capolavoro di Boniperti e Trapattoni che insieme costruiscono il telaio dell’Italia campione del Mondo in Spagna. A partire dalla difesa che farà la fortuna di Bearzot (Zoff, Gentile, Cabrini e Scirea). Poi ci sono uno dei migliori registi del mondo (Brady), affiancato da uno dei migliori incursori del mondo (Tardelli), l’eclettica fantasia di Marocchino a ispirare Virdis e Bettega. Per gradire, nel finale, il ritorno in campo di Paolo Rossi. E il ventesimo scudetto è l’antipasto del Mondiale. 

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1985-86 

È la logica prosecuzione della Juve campione d’Europa, l’apogeo del ciclo firmato da Boniperti e Trapattoni. Qualità in ogni ruolo: dagli ormai veterani Scirea e Cabrini ai nuovi Mauro, Briaschi e Manfredonia, poi un Platini ispirato e un Laudrup frizzantissimo. Con Tacconi, Brio e Favero in difesa non passa nessuno, mentre quando c’è da buttarla dentro basta citofonare Aldo Serena. A Tokyo è campione del mondo, poi vince lo scudetto e chiude idealmente un ciclo decennale in cui il club ha vinto letteralmente tutto quello che poteva vincere in Italia e in Europa. 

1995-96 

È la Juve dell’urlo più bello, che si alza a Roma, il 22 maggio, quando Gianluca Vialli alza la Champions nel cielo sopra l’Olimpico. Del Piero è sbocciato in tutta la sua grandezza, Vialli è una locomotiva in grado di trascinare qualsiasi cosa e il resto della formazione è una specie di Hall of Fame bianconera: Peruzzi, Ferrara, Conte, Di Livio, Deschamps, Torricelli, Pessotto, Sousa, Ravanelli, Jugovic, Carrera, Padovano, Tacchinardi, Marocchi...  

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1997-98 

È la Juve più forte che non ha vinto, insieme a quella del 1983. È crudele che quella formazione abbia perso la Champions contro un Real minore (e con un gol in fuorigioco), perché c’erano Zidane, Del Piero, Inzaghi, Peruzzi, Conte, Montero, Deschamps, Davids, Ferrara, Amoruso e Tacchinardi solo per citare i principali. 

2005-06 

È la Juve di Capello, la corazzata che vanta i migliori in ogni ruolo, che in attacco deve far ruotare Trezeguet, Del Piero e Ibrahimovic, che ha un centrocampo formato da Camoranesi, Vieira, Emerson e Nedved e in difesa schiera Buffon, Thuram, Cannavaro, Zambrotta e Zebina. Non ha fortuna in Europa, in Italia domina per due anni di seguito. 

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2013-14 

È la Juve top di gamma del ciclo Conte, quella dei 102 punti, quella sulla quale viene innestato Tevez, che ha l’impatto di un uragano. E poi Pogba in crescendo, Pirlo in controllo totale con Vidal e Marchisio che, a destra e sinistra, sono due macchine da guerra da innescare, dietro c’è la BBC a difendere Buffon. Il tutto con optional di lusso quali Llorente, Lichtsteiner, Vucinic, Osvaldo, Giovinco e Caceres. 

2016-17 

È la versione corazzata della Juve del 2015, perde solo con il Real dei marziani. Buffon e la BBC, Dani Alves e Alex Sandro, una combo di centrocampo con Khedira, Pjanic e Marchisio, poi Cuadrado, Dybala, Higuain e Mandzukic, il centravanti-terzino che fa tremare la terra. È la Juve più forte allenata da Allegri nel ciclo dei cinque scudetti, è una squadra sostanzialmente perfetta che compie un percorso di Champions spettacolare, con punte altissime come le due partite con il Tottenham (soprattutto quella di Londra) e la semifinale di andata con il Monaco. 

 

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1997-98 

È la Juve più forte che non ha vinto, insieme a quella del 1983. È crudele che quella formazione abbia perso la Champions contro un Real minore (e con un gol in fuorigioco), perché c’erano Zidane, Del Piero, Inzaghi, Peruzzi, Conte, Montero, Deschamps, Davids, Ferrara, Amoruso e Tacchinardi solo per citare i principali. 

2005-06 

È la Juve di Capello, la corazzata che vanta i migliori in ogni ruolo, che in attacco deve far ruotare Trezeguet, Del Piero e Ibrahimovic, che ha un centrocampo formato da Camoranesi, Vieira, Emerson e Nedved e in difesa schiera Buffon, Thuram, Cannavaro, Zambrotta e Zebina. Non ha fortuna in Europa, in Italia domina per due anni di seguito. 

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