Un nove, ma anche un nove e mezzo. La Juve è alla ricerca di un attaccante con una duplice valenza. Che intanto sia una punta a tutti gli effetti, in grado così di diventare alter ego di Dusan Vlahovic e magari di compensare il deficit fisico in attesa del ritorno del serbo (non avverrà prima della fine di febbraio); che sia poi mobile, che possa essere all’occorrenza un vice Yildiz, lavorare tra fascia e parte centrale, magari a ridosso di un centravanti in un possibile 3-5-2. Insomma: senza fissarsi sui moduli - e Spalletti non potrebbe essere più chiaro -, il punto è che un giocatore con dei gol nelle gambe potrebbe tornare estremamente utile. E soprattutto, ecco, è necessario. Perché basta un raffreddore a Kenan e la Juventus cade giù, e perché, come a Pisa, senza Conceiçao e con questo Zhegrova a mezzo servizio, è oggettivamente più difficile creare. Perciò, variare. Cambiare pure modo di aggredire la porta avversaria. Provare a spuntarla con palloni più sporchi, a volte più alti, o comunque con altre direzioni rispetto al giropalla su cui c’è ancora tanto lavoro da fare.
Da Lucca a Sorloth
In questo senso, per cogliere le sfumature delle richieste juventine, basta fermarsi ad ascoltare qualcuno dei sondaggi raccolti fino a questo momento dai bianconeri: si è parlato di Lucca, ma è una pista complicata per mille motivi; Raspadori è sempre un pallino, lo è anche per Spalletti che l’ha allenato a Napoli, però è più vicino alla Roma; infine gli outsiders, quelli impronosticabili alla vigilia di questo mercato, e comunque da incastrare tra le possibilità e le pretese di chi ne detiene il cartellino o vorrebbe giocare sull’ingaggio. I nomi? Il primo è Alexander Sorloth, bomber dell’Atletico Madrid (4 reti in Liga), 30 anni e norvegese. Per gli spagnoli, per i quali è uno dei titolarissimi, non si muove per meno di 30 milioni di euro. Ergo, si è fatta già in salita. L’altra possibilità porterebbe a Darwin Nunez, proposto in inverno com’era stato già fatto in estate: è in uscita dall’Al Hilal, però ha un ingaggio che sicuramente spaventa, e chiaramente sarebbe da limare. Addirittura 20, i milioni percepiti all’anno. Poco da aggiungere. Se non che la Juve rimanga giustamente in attesa di capire come si muoverà il fronte cessioni, se ce ne potranno essere di remunerative, se da quelle potranno arrivare flussi di cassa per poter andare con più forza sugli obiettivi in questo momento solamente ipotizzati. Incastri, sì. Come ormai capita da tempo, come dovrà essere anche questo gennaio.
