Thuram pronto alla trasformazione: il progetto Anguissa di Spalletti per fargli girare testa e carriera

Il centrocampista francese è già un titolare ma l'allenatore bianconero è convinto che ci sia un grande potenziale inespresso da tirar fuori così

Gli sono bastati un paio di mesi per mettere mano alla triste scala di grigi delle prime uscite stagionali e riconsegnare all’immaginario juventino una tavolozza sempre più vivace e rigogliosa. Un pigmento alla volta, senza fretta. È stato così per McKennie, Locatelli, Kelly, Miretti, Conceiçao e ora - seppur in via più marginale - pure con David: profili rivitalizzati, in palla e funzionali in un meccanismo di gioco finalmente riconoscibile. Nulla di troppo sorprendente: Luciano Spalletti nel corso delle sue avventure in panchina è sempre riuscito a valorizzare i vari patrimoni tecnici con cui si è trovato ad operare. Merito delle sue intuizioni tattiche, della sua contagiosa empatia, utile per entrare nella testa dei suoi ragazzi e spingerli oltre ogni limite.

Spalletti ed il suo 'progetto Thuram'

Sì, la dimensione ideale che ha in mente per la sua Juventus è ancora un miraggio. Un punto abbozzato a matita sulla cartina, distante migliaia di chilometri. Nulla di irraggiungibile, però, a patto che i suoi totem bianconeri scelgano di mettersi in discussione e seguirlo senza battere ciglio. Yildiz, in questo senso, ha fatto da apri fila. Ora starà a un altro predestinato l’arduo compito di orientare la prua verso la consacrazione calcistica: Khéphren Thuram. Sia chiaro: il francese è già così uno dei pochi insostituibili. Ma questo non significa che Lucio sia pienamente soddisfatto del suo apporto in gara. Il tecnico, infatti, è convinto che l’ex Lilla non abbia mostrato nemmeno la metà del potenziale di cui dispone. Non solo sul piano della costruzione di gioco, quanto più a livello di partecipazione nelle trame offensive della squadra.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Thuram: "Il mister mi dice sempre di girare la testa"

E allora lo striglia costantemente, in allenamento come in partita, orientandone il passo con il Joystick. Come del resto ha ammesso lo stesso Thuram a margine del match vinto contro il Sassuolo: «Il mister mi dice sempre di girare la testa e ha ragione. Un centrocampista deve sapere già quello che deve fare prima di ricevere la palla. E poi mi chiede di fare più gol, di giocare più offensivo». Il piano è stato chiaro fin dal primo allenamento della Continassa: cercare di rendere il francese un incursore a tutti gli effetti, sulla falsa riga di quanto già fatto in passato con Anguissa, Nainggolan, Vecino e Muntari. Una mezzala di inserimento che attacca la profondità senza palla e con insistenza, da innescare negli ultimi metri per aumentare il roaster di soluzioni offensive.

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Juve, le condizioni Kelly e Conceicao

Oggi alla Continassa, dopo il giorno di riposo concesso ieri da Spalletti, la squadra tornerà ad allenarsi in vista del prossimo impegno di campionato contro la Cremonese. Tre giorni di lavoro per affinare le trame tattiche e recuperare una parte degli acciaccati, a cominciare da Lloyd Kelly e Chico Conceiçao, ancora alle prese con i rispetti affaticamenti muscolari. Le condizioni dell’inglese fanno ben sperare per la gara dell’Allianz, probabile infatti che oggi possa già svolgere una parte di seduta con il gruppo. Più dubbi, invece, sulle condizioni di Conceiçao che verrà valutato nei prossimi giorni per capire se possa quantomeno sedersi in panchina. 

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Gli sono bastati un paio di mesi per mettere mano alla triste scala di grigi delle prime uscite stagionali e riconsegnare all’immaginario juventino una tavolozza sempre più vivace e rigogliosa. Un pigmento alla volta, senza fretta. È stato così per McKennie, Locatelli, Kelly, Miretti, Conceiçao e ora - seppur in via più marginale - pure con David: profili rivitalizzati, in palla e funzionali in un meccanismo di gioco finalmente riconoscibile. Nulla di troppo sorprendente: Luciano Spalletti nel corso delle sue avventure in panchina è sempre riuscito a valorizzare i vari patrimoni tecnici con cui si è trovato ad operare. Merito delle sue intuizioni tattiche, della sua contagiosa empatia, utile per entrare nella testa dei suoi ragazzi e spingerli oltre ogni limite.

Spalletti ed il suo 'progetto Thuram'

Sì, la dimensione ideale che ha in mente per la sua Juventus è ancora un miraggio. Un punto abbozzato a matita sulla cartina, distante migliaia di chilometri. Nulla di irraggiungibile, però, a patto che i suoi totem bianconeri scelgano di mettersi in discussione e seguirlo senza battere ciglio. Yildiz, in questo senso, ha fatto da apri fila. Ora starà a un altro predestinato l’arduo compito di orientare la prua verso la consacrazione calcistica: Khéphren Thuram. Sia chiaro: il francese è già così uno dei pochi insostituibili. Ma questo non significa che Lucio sia pienamente soddisfatto del suo apporto in gara. Il tecnico, infatti, è convinto che l’ex Lilla non abbia mostrato nemmeno la metà del potenziale di cui dispone. Non solo sul piano della costruzione di gioco, quanto più a livello di partecipazione nelle trame offensive della squadra.

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