La reazione di Spalletti al ritorno di Chiesa alla Juve e lo stop a un nome caldo di mercato

Il tecnico bianconero vuole misurare le reali intenzioni di Fede: una telefonata può risolvere gli ultimi dubbi

Quando gli hanno parlato di Federico Chiesa, i suoi occhi si sono accesi. La prima reazione è stata: wow! Sì, perché Luciano Spalletti apprezza da sempre Federico Chiesa. Il ragazzo, il giocatore, la sua attitudine. E per caratteristiche l’esterno del Liverpool integrerebbe piuttosto bene il reparto off ensivo bianconero. Completerebbe una corsia mancina già molto forte: da quella parte ci sono Cambiaso, Cabal e soprattutto Kenan Yildiz. Chiesa alla Juve non leva il posto a nessuno, almeno sulla carta: si incastra, però, in una batteria di giocatori che ha bisogno di almeno un ricambio in più. Perché già tra due settimane si torna a scendere in campo ogni tre giorni. E da quel momento tutto cambierà: Spalletti avrà bisogno di trovare, anche tra le alternative, le soluzioni per vincere le partite. Chiesa piace, indubbiamente. Ma dopo l’entusiasmo iniziale Lucio vuole vederci chiaro prima di battezzare definitivamente il ritorno di Fede alla Continassa.

Spalletti, Chiesa è un grande sì!

Partendo da una telefonata, ancora non partita, con Chiesa. Spalletti intende valutare molto bene la voglia di Juve del suo pupillo in Nazionale. Anche perché non verrebbe da salvatore della patria, ma da gregario di lusso. Un lusso che i bianconeri si vogliono concedere per affrontare al meglio le tre competizioni. Il tecnico pretende la testa giusta per calarsi in questi panni e Chiesa in qualche modo dovrà convincerlo. Non basterà, infatti, il sacro legame creato tra le mura di Coverciano. Spalletti non intende far calare la luminosità di Yildiz, creando un dualismo tra i due. Sarebbe pericoloso, soprattutto a gennaio, in un contesto in cui le cose si sono finalmente incanalate nella giusta direzione. Chiesa come candidatura ha già ricevuto un grandissimo sì, per cui le ultime valutazioni (prima ancora di quelle economiche nell’ambito dell’aff are intavolato col Liverpool) passano dal parere dell’allenatore. Quest’ultimo è convinto che il miglior Chiesa possa essere un valore aggiunto, mentre il peggior Chiesa possa creare degli scompensi che a livello ambientale la Juve non può permettersi.

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Rodriguez e la somiglianza con Locatelli

Prendere tanto per prendere non è l’ottica di Spalletti. Quest’ultimo, quando gli hanno presentato la prospettiva di avere un rinforzo come Guido Rodriguez in mezzo al campo, non si sarebbe scaldato più di tanto. Lo considera come caratteristiche troppo simile a Locatelli, andrebbe inserito rapidamente nei meccanismi e sul piano fisico non viene ritenuto un giocatore incisivo da subito. Lucio sa che per ricondizionare l’argentino classe ‘94 - 252 minuti raggranellati negli ultimi sei mesi al West Ham - serve un tempo che la Juve non ha. Non se vuole migliorare, non se da qui a marzo intende costruirsi i presupposti per arrivare al rush finale con una velocità di crociera interessante. Spalletti aspetta i profili perfetti per la sua creatura, non quelli che si limitino soltanto a riempire una casella mancante. L’ha riferito al club. Solo Chiesa può decollare prima di fine mese, purché sciolga tutti i nodi di Lucio.

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Quando gli hanno parlato di Federico Chiesa, i suoi occhi si sono accesi. La prima reazione è stata: wow! Sì, perché Luciano Spalletti apprezza da sempre Federico Chiesa. Il ragazzo, il giocatore, la sua attitudine. E per caratteristiche l’esterno del Liverpool integrerebbe piuttosto bene il reparto off ensivo bianconero. Completerebbe una corsia mancina già molto forte: da quella parte ci sono Cambiaso, Cabal e soprattutto Kenan Yildiz. Chiesa alla Juve non leva il posto a nessuno, almeno sulla carta: si incastra, però, in una batteria di giocatori che ha bisogno di almeno un ricambio in più. Perché già tra due settimane si torna a scendere in campo ogni tre giorni. E da quel momento tutto cambierà: Spalletti avrà bisogno di trovare, anche tra le alternative, le soluzioni per vincere le partite. Chiesa piace, indubbiamente. Ma dopo l’entusiasmo iniziale Lucio vuole vederci chiaro prima di battezzare definitivamente il ritorno di Fede alla Continassa.

Spalletti, Chiesa è un grande sì!

Partendo da una telefonata, ancora non partita, con Chiesa. Spalletti intende valutare molto bene la voglia di Juve del suo pupillo in Nazionale. Anche perché non verrebbe da salvatore della patria, ma da gregario di lusso. Un lusso che i bianconeri si vogliono concedere per affrontare al meglio le tre competizioni. Il tecnico pretende la testa giusta per calarsi in questi panni e Chiesa in qualche modo dovrà convincerlo. Non basterà, infatti, il sacro legame creato tra le mura di Coverciano. Spalletti non intende far calare la luminosità di Yildiz, creando un dualismo tra i due. Sarebbe pericoloso, soprattutto a gennaio, in un contesto in cui le cose si sono finalmente incanalate nella giusta direzione. Chiesa come candidatura ha già ricevuto un grandissimo sì, per cui le ultime valutazioni (prima ancora di quelle economiche nell’ambito dell’aff are intavolato col Liverpool) passano dal parere dell’allenatore. Quest’ultimo è convinto che il miglior Chiesa possa essere un valore aggiunto, mentre il peggior Chiesa possa creare degli scompensi che a livello ambientale la Juve non può permettersi.

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