Pagina 2 | Chiesa, ecco la formula Juve per convincere il Liverpool: la trattativa, il grande nodo, le garanzie

TORINO - Messi sul tavolo interessamenti e ammiccamenti, per Juventus e Liverpool è il momento di trovare un accordo per Federico Chiesa. Non sarà facile. Non lo è quasi mai. Ancor meno quando il mercato è quello di gennaio e il budget è limitato, vincolato all’autofinanziamento, incastrato dalle uscite prima delle entrate. In questo calderone però la Juve vuole uscirne con un nome in grado di aiutare Spalletti per la missione Champions. Magari per sognare un po’ più in alto, però senza dirlo, lasciando che la classifica eventualmente faccia la voce grossa. L’ha individuato in Chiesa. Su cui stanno convergendo i principali sforzi di questi giorni. Ieri, come l’altro ieri, ci sono stati nuovi contatti tra i bianconeri e i Reds, dai quali il messaggio è rimasto pressoché lo stesso, senza cambiare di una virgola nemmeno dopo lo zero spaccato alla voce “minuti” dell’esterno, tenuto in panchina per tutto il tempo contro l’Arsenal: è finita 0-0, di Fede c’era bisogno eccome, però Slot ne ha fatto a meno. Di nuovo. Un altro segnale di quanto margine ci possa essere per concretizzare il ritorno, che più di ogni altro vuole proprio Federico, con i contatti diretti con gli ex compagni a farsi ulteriore testimonianza.

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Costo del cartellino e formula dell’operazione: i nodi della trattativa

L’attenzione massima è pertanto rivolta sul vero tavolo della trattativa, quello che coinvolge principalmente i due club. Per il Liverpool la richiesta è superiore ai 10 milioni, cifra che invece la Juve immaginava più contenuta. Nell’idea degli inglesi, l’affare può addirittura chiudersi a quota 15, con la possibilità di andare incontro a Comolli e Ottolini, sempre che questi ultimi facciano lo stesso con il board di Anfield. Alla base - ed è questo il grande nodo, non ancora sciolto -, dev’esserci l’intenzione concreta di procedere con un acquisto a titolo definitivo, opzione alla quale la Juventus non ha ancora aperto. Da Torino è arrivata forte la volontà di provare a stappare l’affare in prestito con diritto di riscatto, un modo anche per valutare le condizioni del ragazzo, reduce sì da 90 minuti in campo, però solamente nelle ultime 8 partite di Premier League. Dubbi legittimi, dunque. Che Comolli ha provato a fugare attraverso dei report dettagliati su condizione, corsa, chilometraggio e possibile usura di Federico. Che ha superato anche così la prima scrematura, la fase di scelta. Che poi è balzato in pole perché ha un prezzo poco in linea con valore e ancor meno con il potenziale che può sprigionare in un ambiente conosciuto alla perfezione e in un campionato in grado di premiare i suoi strappi probabilmente come nessun altro. E allora sì, Juve e Liverpool sono già nella fase in cui lo stallo può premiare la fantasia, in cui l’obiettivo diventa principalmente superare ostacoli e creare perciò occasioni. Tanto di confronto quanto di compromesso. L’unico percorribile, lato bianconero, è trasformare il diritto di riscatto in obbligo, però condizionato alle presenze collezionate da Chiesa. Testato così sul punto interrogativo più grande di tutti: la garanzia di continuità.

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Perché il ritorno di Chiesa alla Juve conviene a tutti

Si lavora su questo. Nel colmare questo vuoto. Anche perché il resto è pressoché noto: lo sono i rischi, comunque meno delle potenzialità. L’idea juventina è che, con Federico, si andrebbe ad aumentare la quantità di qualità già presente in rosa, migliorandola dal punto di vista della produzione offensiva e più banalmente nelle possibilità al servizio di Spalletti. In più, per il ragazzo, sarebbe il dentro o fuori più grande della sua carriera: ha 28 anni, un Mondiale (chissà se) all’orizzonte, è nell’età della maturità e può ricominciare più o meno da dove aveva lasciato prima di tentare di spiccare il volo in Premier League. Come dicono gli inglesi, una situazione “win-win”, ossia una in cui a vincere potrebbero essere davvero tutte le parti in causa. Il Liverpool innanzitutto, in grado di generare plusvalenza da un calciatore utilizzato di rado; la Juve, capace di riportare a casa un talento che fa una grande differenza in Serie A; il ragazzo, infine, perché ha bisogno di minuti come di fiducia. E Spalletti gliela garantirebbe all’istante. Sedute al tavolo, pur virtuale, le due dirigenze hanno parlato di questo e continueranno a farlo nei prossimi giorni. L’incastro giusto può diventare una promessa, per la quale occorrono tuttavia maggiori garanzie. Robe d’affari. Di mercato. E di intese. Quelle che al momento ancora mancano.

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Costo del cartellino e formula dell’operazione: i nodi della trattativa

L’attenzione massima è pertanto rivolta sul vero tavolo della trattativa, quello che coinvolge principalmente i due club. Per il Liverpool la richiesta è superiore ai 10 milioni, cifra che invece la Juve immaginava più contenuta. Nell’idea degli inglesi, l’affare può addirittura chiudersi a quota 15, con la possibilità di andare incontro a Comolli e Ottolini, sempre che questi ultimi facciano lo stesso con il board di Anfield. Alla base - ed è questo il grande nodo, non ancora sciolto -, dev’esserci l’intenzione concreta di procedere con un acquisto a titolo definitivo, opzione alla quale la Juventus non ha ancora aperto. Da Torino è arrivata forte la volontà di provare a stappare l’affare in prestito con diritto di riscatto, un modo anche per valutare le condizioni del ragazzo, reduce sì da 90 minuti in campo, però solamente nelle ultime 8 partite di Premier League. Dubbi legittimi, dunque. Che Comolli ha provato a fugare attraverso dei report dettagliati su condizione, corsa, chilometraggio e possibile usura di Federico. Che ha superato anche così la prima scrematura, la fase di scelta. Che poi è balzato in pole perché ha un prezzo poco in linea con valore e ancor meno con il potenziale che può sprigionare in un ambiente conosciuto alla perfezione e in un campionato in grado di premiare i suoi strappi probabilmente come nessun altro. E allora sì, Juve e Liverpool sono già nella fase in cui lo stallo può premiare la fantasia, in cui l’obiettivo diventa principalmente superare ostacoli e creare perciò occasioni. Tanto di confronto quanto di compromesso. L’unico percorribile, lato bianconero, è trasformare il diritto di riscatto in obbligo, però condizionato alle presenze collezionate da Chiesa. Testato così sul punto interrogativo più grande di tutti: la garanzia di continuità.

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