“Da partente a certezza. Il mercato sottovalutato, il rimpianto Juve e la previsione Yildiz”

L’analisi dell’ex attaccante bianconero Matri dopo lo straordinario 5-0 della squadra di Spalletti sulla Cremonese: “L’Inter è ancora la più attrezzata”

La Juventus contro la Cremonese ha fatto vedere una prestazione di altissimo livello (le pagelle della partita). Giocate nello stretto, attacchi alla profondità e l'impressione di essere sempre in controllo della partita. Un 5-0 netto, che ha permesso alla squadra di Spalletti di salire a quota 39 punti, a -4 dall'Inter in testa alla classifica (che però ha giocato una partita in meno). Ora per i bianconeri pensare di nuovo allo Scudetto non è più follia (il parere dell'algoritmo). Intervenuto dagli studi di Dazn, Alessandro Matri ha confermato: "Scudetto? Credo che ci sia posto sulla poltrona per la Juventus. Vuoi il calendario che l'ha aiutata con squadre alla portata, ma ha risposto sul campo vincendo le partite. Alcune squadre fanno fatica con le formazione sulla destra della classifica, invece la Juventus, tolto il Lecce, sta macinando punti e scalando la classifica. La vicinanza al primo posto la candida per giocarsi lo scudetto".

"Spalletti? È un rimpianto non averlo in panchina dall'inizio"

Dall'arrivo di Spalletti, la Juve ha lentamente cambiato faccia, tornando a essere una squadra propositiva e pericolosa: "Le giocate arrivano con velocità e certezza, hanno meno paura di sbagliare. Prima era una squadra lenta, macchinosa, che aveva paura di rischiare la giocata. Ora invece occupano gli spazi, ruotano bene gli spazi, McKennie occupa tutto il campo, fa l'attaccante e il difensore. Hanno delle direttive ben precise e loro si sentono messi bene in campo. E se ci fosse stato Spalletti sin dall'inizio? È un rimpianto, per il potenziale che sta dimostrando di avere la squadra. Non mi piace fare questi paragoni perché non avremo mai la controprova, ma è il risultato della qualità della rosa e del mercato fatto, che è stato un po' sottovalutato. Se metti i giocatori nell'opportunità di far bene, sanno come far male agli avversari".

"McKennie ogni anno sembra il primo a partire e invece..."

Protagonista di partita contro la Cremonese è stato Weston McKennie, che ha segnato un gol e provocato un autogol. L'americano è sempre più al centro del progetto: "Dove lo metti sta e sa muoversi. Occupa gli spazi, ha lettura, sa dove arriva la palla. Lui vede che David gli va incontro e lui va a occupare la sua postazione, attaccando il centrale e mettendo tutti in difficoltà. Sul secondo gol si sposta a sinistra perchè entra Zhegrova e si fa trovare dentro l'area. Ha presenza, movimento, ogni anno sembra il primo a partire e invece è una certezza, sempre titolare".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Yildiz e la cura Spalletti: "Può arrivare a 15 gol"

Anche contro la Cremonese Kenan Yildiz ha lasciato il segno, trovando un altro gol. Su di lui Matri non ha dubbi: "Può arrivare tranquillamente a 15 gol e in doppia doppia. Però il gioco di Spalletti lo si vede anche in questo. Non è più una Juve che cerca solo il gioco su Yildiz. Ha fatto una buona partita, quando punta l'uomo mette sempre in difficoltà ma non è più una Juve che dipende solo da lui. Ora anche lui è più tranquillo e sereno di vivere al meglio la partita e potersela giocare a suo modo".

Finalmente David

E nelle ultime uscite sembra essersi sbloccato anche Jonathan David, autore di due reti nelle ultime due partite giocate: "Spalletti sta alzando il baricentro e sta portando David sempre più vicino alla porta avversaria. Lui negli ultimi 20 metri sa muoversi, anche negli ultimi minuti va a tirare in porta a tu per tu. Sente la porta, ha dei difetti come detto da Spalletti, ma la Juve ha bisogno di uno che occupi l'area. Così c'è sempre una presenza fissa, con tre dietro che sanno muoversi e occupare gli spazi"

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Matri: "L'Inter resta temibile, è la più attrezzata"

La Juve se la giocherà per lo scudetto con l'Inter, prima in classifica ma con zero vittorie negli scontri diretti. Anche contro il Napoli, infatti, la squadra di Chivu ha pareggiato: "Non ne esce ridimensionata. Darei merito al Napoli di Antonio Conte, che ha fatto una partita perfetta e ha ricostruito una squadra dopo sei assenze importanti, mi ha impressionato nel ritmo. Con l'ingresso di Mkhitaryan l'Inter è migliorata, ha la possibilità di scegliere. Sta facendo fatica negli scontri diretti, è vero, ma la vedo sempre una squadra temibile, un po' più attrezzata delle altre. Troppi gol subiti nel finale? È la mentalità che sta dando Chivu. Non è una squadra che anche se è in vantaggio prova a difendersi, che continua ad attaccare e lascia spazi, dando possibilità agli avversari".

Il momento di forma del Napoli

Il Napoli, invece, deve fare i conti con tanti infortuni ma Conte è riuscito a ridare forma alla sua squadra: "Il Napoli è rinato nelle ultime partite nonostante le assenze. Hanno leggermente subito ma hanno reagito alla grande. Quello che mi ha stupito di più è stato il duello Hojlund-Akanji, stravinto da Hojlund. L'ha sovrastato in tutto, in protezione di palla, negli 1 contro 1, l'ha attaccato in profondità. L'idea europea di attaccare in 90 minuti fa parte del narcisismo, fa parte di quello. La condizione fisica di Hojlund è migliorata tantissimo, sembra quasi il primo Lukaku. Conte ha preparato tutto, la ricerca subito dell'uno contro uno, con Politano e un altro a rimorchio. Sapeva che anche solo con un piccolo tocco di poter andare a riattaccare. Condizione fisica? È alta in tante squadre. La Roma sta bene, la Juve sta bene. A volte si corre meno attaccando in avanti".

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La Juventus contro la Cremonese ha fatto vedere una prestazione di altissimo livello (le pagelle della partita). Giocate nello stretto, attacchi alla profondità e l'impressione di essere sempre in controllo della partita. Un 5-0 netto, che ha permesso alla squadra di Spalletti di salire a quota 39 punti, a -4 dall'Inter in testa alla classifica (che però ha giocato una partita in meno). Ora per i bianconeri pensare di nuovo allo Scudetto non è più follia (il parere dell'algoritmo). Intervenuto dagli studi di Dazn, Alessandro Matri ha confermato: "Scudetto? Credo che ci sia posto sulla poltrona per la Juventus. Vuoi il calendario che l'ha aiutata con squadre alla portata, ma ha risposto sul campo vincendo le partite. Alcune squadre fanno fatica con le formazione sulla destra della classifica, invece la Juventus, tolto il Lecce, sta macinando punti e scalando la classifica. La vicinanza al primo posto la candida per giocarsi lo scudetto".

"Spalletti? È un rimpianto non averlo in panchina dall'inizio"

Dall'arrivo di Spalletti, la Juve ha lentamente cambiato faccia, tornando a essere una squadra propositiva e pericolosa: "Le giocate arrivano con velocità e certezza, hanno meno paura di sbagliare. Prima era una squadra lenta, macchinosa, che aveva paura di rischiare la giocata. Ora invece occupano gli spazi, ruotano bene gli spazi, McKennie occupa tutto il campo, fa l'attaccante e il difensore. Hanno delle direttive ben precise e loro si sentono messi bene in campo. E se ci fosse stato Spalletti sin dall'inizio? È un rimpianto, per il potenziale che sta dimostrando di avere la squadra. Non mi piace fare questi paragoni perché non avremo mai la controprova, ma è il risultato della qualità della rosa e del mercato fatto, che è stato un po' sottovalutato. Se metti i giocatori nell'opportunità di far bene, sanno come far male agli avversari".

"McKennie ogni anno sembra il primo a partire e invece..."

Protagonista di partita contro la Cremonese è stato Weston McKennie, che ha segnato un gol e provocato un autogol. L'americano è sempre più al centro del progetto: "Dove lo metti sta e sa muoversi. Occupa gli spazi, ha lettura, sa dove arriva la palla. Lui vede che David gli va incontro e lui va a occupare la sua postazione, attaccando il centrale e mettendo tutti in difficoltà. Sul secondo gol si sposta a sinistra perchè entra Zhegrova e si fa trovare dentro l'area. Ha presenza, movimento, ogni anno sembra il primo a partire e invece è una certezza, sempre titolare".

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“Da partente a certezza. Il mercato sottovalutato, il rimpianto Juve e la previsione Yildiz”
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