"Non ti muovi dalla Juve": Perin convinto da Spalletti, cosa è cambiato con Locatelli

Il tecnico ha respinto il Genoa che voleva il portiere, l’altro leader insieme al capitano bianconero

TORINO - Contro il Cagliari tocca a lui. Non un semplice premio fedeltà, ma un vero e proprio attestato di stima da parte di Luciano Spalletti, uno che non regala mai niente a nessuno. Mattia Perin titolare stasera. Per dimostrare, non soltanto a parole, una centralità nel progetto Juve. Sebbene a livello di gerarchie non ci siano proprio dubbi, soprattutto in questo momento: il rendimento di Michele Di Gregorio è di livello altissimo. Cresce di partita in partita. E non c’è davvero spazio per un ribaltamento di fronte, non adesso, non in una fase in cui ogni cosa funziona alla perfezione o quasi. Dunque, gioca Perin. Pochi mesi fa Spalletti trovò una definizione geniale per descriverlo: «Mattia è l’influencer del nostro spogliatoio». Termine calzante. Termine che spiega anche gli sviluppi di mercato di inizio mese.

Perin colonna Juve

La Juve, infatti, aveva praticamente già intavolato una trattativa per il passaggio di Perin al Genoa: sarebbe stato un grande ritorno, voluto in particolare dal classe ‘92, desideroso di giocare con maggiore continuità. Lo attendeva Daniele De Rossi, suo estimatore da una vita. Mattia era sempre più convinto di poter dire addio, fino al colloquio finale con Spalletti. Lucio con lui è stato chiaro: «Tu da qui non ti muovi». Gli ha detto una frase di questo tipo per convincerlo a restare. Ma l’ha anche motivata. Perché Perin è considerato un uomo fondamentale all’interno dello spogliatoio, un equilibratore perfetto tra la nuova e la vecchia guardia. Una sorta di capo gruppo dello zoccolo duro degli italiani, sebbene sia a tutti gli effetti una riserva. Meglio: un’alternativa di lusso. Un uomo essenziale per tenere insieme tutti i fili. Dopodiché, anche sul terreno di gioco, Mattia raramente ha deluso: ha qualche responsabilità soltanto sul 2-2 di Renato Veiga subito a Villareal. Fu lui, infatti, a regalare il calcio d’angolo decisivo agli spagnoli. Per il resto, però, non ha mai deluso, come nella gara d’andata contro il Cagliari di fine novembre: contro i sardi, infatti, quest’anno gioca solo Perin.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Dopo Modric c'è Locatelli

Ma tra i senatori non c’è solo Mattia. Significative, in questo senso, sono le parole pronunciate in conferenza stampa da Spalletti su Manuel Locatelli. Investono più sfere: «Ci sono dei dati che parlano per Locatelli, perché dopo Modric è il giocatore che fa più passaggi chiave in Serie A. Dal mio punto di vista ci sono quelli più addetti a creare occasioni e altri più adatti ad equilibrare la squadra. Lui per me è perfetto e non c’è calciatore migliore per fare questo doppio ruolo. Adesso è entrato nel ruolo fino in fondo. Lo vedo in crescita continua. E per me è un buon capitano». Così ha sentenziato il tecnico, che sta apprezzando tantissimo Locatelli. Per come si esprime in campo e per come guida i compagni. Per come incarna un ruolo molto delicato sul terreno di gioco e pure all’interno dello spogliatoio. Lucio, ormai, si fida di Manuel, bravissimo a mettere da parte l’amarezza che aveva contraddistinto gli albori del suo rapporto con Spalletti. L’aveva escluso agli Europei, preferendo puntare su Fagioli. Una mazzata. Loca ha saputo andare oltre, Lucio l’ha rivalutato senza preconcetti: tra persone intelligenti ci si intende, prima o poi. 

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TORINO - Contro il Cagliari tocca a lui. Non un semplice premio fedeltà, ma un vero e proprio attestato di stima da parte di Luciano Spalletti, uno che non regala mai niente a nessuno. Mattia Perin titolare stasera. Per dimostrare, non soltanto a parole, una centralità nel progetto Juve. Sebbene a livello di gerarchie non ci siano proprio dubbi, soprattutto in questo momento: il rendimento di Michele Di Gregorio è di livello altissimo. Cresce di partita in partita. E non c’è davvero spazio per un ribaltamento di fronte, non adesso, non in una fase in cui ogni cosa funziona alla perfezione o quasi. Dunque, gioca Perin. Pochi mesi fa Spalletti trovò una definizione geniale per descriverlo: «Mattia è l’influencer del nostro spogliatoio». Termine calzante. Termine che spiega anche gli sviluppi di mercato di inizio mese.

Perin colonna Juve

La Juve, infatti, aveva praticamente già intavolato una trattativa per il passaggio di Perin al Genoa: sarebbe stato un grande ritorno, voluto in particolare dal classe ‘92, desideroso di giocare con maggiore continuità. Lo attendeva Daniele De Rossi, suo estimatore da una vita. Mattia era sempre più convinto di poter dire addio, fino al colloquio finale con Spalletti. Lucio con lui è stato chiaro: «Tu da qui non ti muovi». Gli ha detto una frase di questo tipo per convincerlo a restare. Ma l’ha anche motivata. Perché Perin è considerato un uomo fondamentale all’interno dello spogliatoio, un equilibratore perfetto tra la nuova e la vecchia guardia. Una sorta di capo gruppo dello zoccolo duro degli italiani, sebbene sia a tutti gli effetti una riserva. Meglio: un’alternativa di lusso. Un uomo essenziale per tenere insieme tutti i fili. Dopodiché, anche sul terreno di gioco, Mattia raramente ha deluso: ha qualche responsabilità soltanto sul 2-2 di Renato Veiga subito a Villareal. Fu lui, infatti, a regalare il calcio d’angolo decisivo agli spagnoli. Per il resto, però, non ha mai deluso, come nella gara d’andata contro il Cagliari di fine novembre: contro i sardi, infatti, quest’anno gioca solo Perin.

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