Più Maldini e meno Chiesa, lo sponsorizza Spalletti: come procede il mercato Juve

Si attende l’ok dell’Atalanta, il nodo è la formula: i bianconeri offrono solo il diritto di riscatto ma si riduce la distanza tra le parti

Avanti gli altri. Cioè, anche gli altri. La testa non è solo a Mateta perché semplicemente non può andare esclusivamente lì: la Juve continua a battere la pista del vice Yildiz, ruolo sul quale si sono principalmente concentrate le richieste di Spalletti, la cui indicazione contiene una specifica fondamentale e per questo impossibile da trascurare. Ossia: Lucio ha chiesto un’alternativa, però nel vero senso della parola. Un giocatore di qualità, in grado di reggere il peso mentale e tecnico di indossare la maglia della Juventus, che tuttavia non metta in ombra il suo numero dieci. Troppo delicati, certi passaggi. È troppo importante, il turco, per rischiare di finire in un angolo, o magari al centro di casi, dubbi, incertezze. Insomma, delle più classiche delle discussioni, al di là delle più concrete scelte dell’allenatore.

Idea Maldini

Per questo motivo, complici le difficoltà – specialmente economiche – sul fronte Chiesa, la Juventus si è mossa con forza e decisione sul profilo di Daniel Maldini, un nome in grado di illuminare le sensazioni e le ambizioni del tecnico. Del resto, i due si conoscono dalle primissime convocazioni in Nazionale: Spalletti lo ritiene uno dei talenti emergenti del calcio italiano, ne apprezza le doti fisiche e ancor più morali. È uno che può dare una mano importante alla Juve, per lui. E potrebbe incastrarsi bene nello scacchiere che sta modellando, affinando, gestendo con bastone e carota, attento in particolare ai fragili equilibri ereditati dall’era Tudor. Dunque, palla alla dirigenza, in particolare a Ottolini, i cui contatti con l’entourage di Maldini sono costanti: il ragazzo resta in uscita dall’Atalanta, ancor più stretto dall’arrivo di Raspadori a Bergamo. E lo sogna, quel bianconero. Lo vuole fortissimamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La trattativa: lo snodo

Sarebbe pronto all’istante e non ci sarebbe alcun problema sul fronte ingaggio, mentre qualche questione in più è sorta tra le due società. Da una parte, quella nerazzurra e la richiesta di garantirsi oltre dieci milioni per una cessione assicurata; dall’altra, quella bianconera e la necessità di dover procedere con un’offerta di prestito con diritto di riscatto, magari legato a una serie di condizioni, come le presenze a fine anno. Non c’era apertura da parte dell’Atalanta, almeno fino a ieri. Possono invece esserci nuovi spiragli oggi, giorno di ulteriori contatti e verosimilmente di aggiornamenti. Sullo sfondo, finché si potrà, si terrà aperta una porticina per Federico Chiesa: il Liverpool continua a sparare alto, troppo alto, sopra i 15 milioni di euro. E il ritorno, di conseguenza, perde sempre più quota.

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Avanti gli altri. Cioè, anche gli altri. La testa non è solo a Mateta perché semplicemente non può andare esclusivamente lì: la Juve continua a battere la pista del vice Yildiz, ruolo sul quale si sono principalmente concentrate le richieste di Spalletti, la cui indicazione contiene una specifica fondamentale e per questo impossibile da trascurare. Ossia: Lucio ha chiesto un’alternativa, però nel vero senso della parola. Un giocatore di qualità, in grado di reggere il peso mentale e tecnico di indossare la maglia della Juventus, che tuttavia non metta in ombra il suo numero dieci. Troppo delicati, certi passaggi. È troppo importante, il turco, per rischiare di finire in un angolo, o magari al centro di casi, dubbi, incertezze. Insomma, delle più classiche delle discussioni, al di là delle più concrete scelte dell’allenatore.

Idea Maldini

Per questo motivo, complici le difficoltà – specialmente economiche – sul fronte Chiesa, la Juventus si è mossa con forza e decisione sul profilo di Daniel Maldini, un nome in grado di illuminare le sensazioni e le ambizioni del tecnico. Del resto, i due si conoscono dalle primissime convocazioni in Nazionale: Spalletti lo ritiene uno dei talenti emergenti del calcio italiano, ne apprezza le doti fisiche e ancor più morali. È uno che può dare una mano importante alla Juve, per lui. E potrebbe incastrarsi bene nello scacchiere che sta modellando, affinando, gestendo con bastone e carota, attento in particolare ai fragili equilibri ereditati dall’era Tudor. Dunque, palla alla dirigenza, in particolare a Ottolini, i cui contatti con l’entourage di Maldini sono costanti: il ragazzo resta in uscita dall’Atalanta, ancor più stretto dall’arrivo di Raspadori a Bergamo. E lo sogna, quel bianconero. Lo vuole fortissimamente.

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