Lodo Ronaldo, cosa fa la Juve adesso: le motivazioni e l'idea ricorso

Il tribunale del lavoro dà ragione al portoghese, con i bianconeri che avevano già versato i 9,7 milioni

Sul fronte giudiziario, si può dire che Cristiano Ronaldo abbia ottenuto una nuova vittoria sulla Juventus. Il tribunale del lavoro di Torino ha respinto il ricorso presentato dal club bianconero, confermando il lodo arbitrale favorevole al calciatore portoghese. La vicenda riguarda gli stipendi “congelati” durante l’emergenza Covid, una delle questioni più delicate della gestione economica per tutti i club: si tratta comunque di un esito che rafforza la posizione dell’ex bianconero nella lunga disputa legale.

Stipendi congelati e lodo arbitrale: la cifra incassata da Ronaldo

Al centro della causa c’è il pagamento di alcune mensilità maturate da Cristiano Ronaldo nel periodo della pandemia. Secondo il club, quelle somme sarebbero state oggetto di un accordo che ne giustificava il congelamento. Di diverso avviso gli arbitri che, già mesi fa, avevano stabilito che Ronaldo avesse diritto a ricevere gli importi al lordo e non al netto. La cifra complessiva, già versata dalla Juve, ammonta a 9 milioni e 774mila euro, oltre agli interessi maturati: i bianconeri puntavano a ottenere l’annullamento del lodo, ma il tribunale del lavoro di Torino ha confermato la decisione arbitrale, di conseguenza Ronaldo mantiene quanto già incassato. Oltre alla conferma del pagamento degli stipendi, la società dovrà versare circa 50mila euro di spese legali. Ronaldo è stato assistito da un collegio difensivo guidato dall’avvocato John Shehata. Con lui hanno lavorato anche Emanuele Lucchini Guastalla, Fabio Iudica e Paola Tradati.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Strategia Juve e possibili sviluppi legali futuri

È fondamentale precisare che la Juventus aveva già versato a Cristiano Ronaldo l’intera somma oggetto della disputa nel corso del 2024: infatti i circa 9,7 milioni di euro erano stati contabilizzati regolarmente nel bilancio della stagione 2023-24. Il ricorso presentato dal club non mirava quindi a evitare un nuovo esborso, ma puntava - prima del pronunciamento - a ottenere la restituzione di quanto già versato. La strategia si basava su un documento firmato da Ronaldo al momento del trasferimento al Manchester United, nel quale il calciatore dichiarava di non vantare ulteriori crediti nei confronti della Juventus. Tuttavia, la sentenza arbitrale era già esecutiva lo scorso anno. Nei prossimi giorni si capirà se ci saranno altri capitoli della storia: solo dopo aver analizzato le motivazioni nel dettaglio, la Juventus valuterà se proseguire la battaglia legale ed eventualmente ricorrere in Cassazione.

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Sul fronte giudiziario, si può dire che Cristiano Ronaldo abbia ottenuto una nuova vittoria sulla Juventus. Il tribunale del lavoro di Torino ha respinto il ricorso presentato dal club bianconero, confermando il lodo arbitrale favorevole al calciatore portoghese. La vicenda riguarda gli stipendi “congelati” durante l’emergenza Covid, una delle questioni più delicate della gestione economica per tutti i club: si tratta comunque di un esito che rafforza la posizione dell’ex bianconero nella lunga disputa legale.

Stipendi congelati e lodo arbitrale: la cifra incassata da Ronaldo

Al centro della causa c’è il pagamento di alcune mensilità maturate da Cristiano Ronaldo nel periodo della pandemia. Secondo il club, quelle somme sarebbero state oggetto di un accordo che ne giustificava il congelamento. Di diverso avviso gli arbitri che, già mesi fa, avevano stabilito che Ronaldo avesse diritto a ricevere gli importi al lordo e non al netto. La cifra complessiva, già versata dalla Juve, ammonta a 9 milioni e 774mila euro, oltre agli interessi maturati: i bianconeri puntavano a ottenere l’annullamento del lodo, ma il tribunale del lavoro di Torino ha confermato la decisione arbitrale, di conseguenza Ronaldo mantiene quanto già incassato. Oltre alla conferma del pagamento degli stipendi, la società dovrà versare circa 50mila euro di spese legali. Ronaldo è stato assistito da un collegio difensivo guidato dall’avvocato John Shehata. Con lui hanno lavorato anche Emanuele Lucchini Guastalla, Fabio Iudica e Paola Tradati.

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