Spalletti, Juve da Champions e Benfica: "Furbate di Mourinho e ragnatele. Rinnovo? Le idee cambiano"

Le parole dell'allenatore bianconero in conferenza stampa in vista del match contro i lusitani

Rialzarsi: questa la parola chiave nel mondo Juve. Dopo la sconfitta a sorpresa contro il Cagliari, i bianconeri sono pronti a riscattarsi in Champions League contro il Benfica. La Vecchia Signora ha bisogno di tre punti per ipotecare la qualificazione almeno ai playoff e giocare così con tranquillità l'ultima partita in trasferta contro il Monaco. Spalletti in allenamento ha riportato serenità e voglia di affrontare subito una nuova sfida. E in conferenza stampa ha presentato il match contro i lusitani, rispondendo ai temi caldi della settimana e sciogliendo alcuni dubbi.

Juve-Benfica, conferenza stampa Spalletti

"Quando si gioca contro club come contro il Benfica, si affronta un pezzo di storia del calcio, un'identità. Le squadre portoghesi hanno la caratteristica di risucchiarti nel loro ritmo e se non sei preparato ci finisci dentro e se non te ne accorgi è già tardi. Noi abbiamo tutte le possibilità per prevenire a tutto quello che ci aspettiamo e spero che i calciatori siano pronti ad esprimersi con le loro qualità" - ha detto Spalletti in conferenza. Poi ha proseguito: "Mourinho? Con lui c'è stato un primo periodo dove ci siamo detti qualcosa, più lui a me, in questo contesto vince sempre lui. Poi ci siamo sentiti a telefono, ci siamo stimati. Nelle partite in cui c'è Mourinho si alza il volume del calcio e per me essere sull'altra panchina è motivo d'orgoglio". Sul Benfica: "Sotto l'aspetto della preparazione della partita, con Mourinho ti aspetti sempre qualcosa di differente. Come diceva prima Thuram, questo è uno scontro diretto, per cui mi aspetto un Benfica aggressivo che verrà a fare la partita, che magari proverà a usare anche la furbata del suo allenatore. Poi saranno costretti a mettere una loro identità sullo scorrimento della partita. E sono convinto che verrà fuori una partita interessante".

 

 

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"Comolli e Ottolini? Solo la notte non ci vediamo". E sul mercato...

Sul mercato Spalletti è stato chiaro: "Se ho contatti con Comolli e Ottolini? Ce li ho accanto in ufficio, si pensava di andare anche nello stesso condominio. Solo la notte non ci vediamo. Comolli è venuto a vedere anche l'allenamento. Sul mercato dovete parlare con loro. Siccome ho accettato questa Juve qui, non mi aspetto niente. Se ovviamente vogliono il mio pensiero glielo dico ed è sempre stato lo stesso. Sono fiducioso di poter lottare sui nostri obiettivi con i giocatori che ho trovato qui dentro. Sono molto contento dei calciatori che ho a disposizione. Sanno bene che i protagonisti sono loro". Poi il tecnico bianconero ha aggiunto: "Sono convinto che sia semplice il nostro obiettivo. Prima di tutto cerchiamo coerenza. Ogni calciatore ha delle caratteristiche e diventa fondamentale vedere come funzionano tutti insieme nella somma delle caratteristiche e secondo me i giocatori stanno andando a esplorare cose nuove e raggiungeremo un'identità che ci permetterà di farla apprezzare anche a chi lo vede. Bisogna andare a fare dei risultati". E a tal proposito ha espresso il suo parere sui risultatisti e giochisti...

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Risultatismo o giochismo? L'analisi di Spalletti

"L'altro giorno si parlava di giochismo e risultatismo, ma il giochismo non è una contrapposizione al risultatismo, ma un modo per raggiungerlo. Secondo me dà più possibilità. Ognugno fa delle scelte e in base a quelle che fai ti presentano un conto" - ha spiegato Spalletti. Poi sulla chisura di questo primo cerchio, aperto con la sfida allo Sporting e che ora lo mette di fronte a un'altra portoghese: Cosa mi aspetto? Di vedere le cose di tutti i giorni. Loro si divertono a sviluppare gli allenamenti e io a vederli. Le squadre portoghesi si assomigliano: lo Sporting è molto simile al Benfica, sono bravi negli spazi ristretti, a giocare con pochi tocchi e a creare una ragnatela dove ti ci trovi dentro. Se non si fanno scelte da blocco squadra si rischia di rimanere in queste ragnatela. Le portoghesi sono squadre forti e anche noi".

Poi una domanda particolare: "Che vino darei a Mourinho? A Mourinho offrirei un vino dei miei, un rosso diretto così lo buttano fuori. Sarà un piacere averlo vicino, c'è sempre da imparare da personaggi di questo livello. Bisogna vincere la sfida in modo corretto dal punto di vista di sviluppo di gioco, di autenticità". Poi ancora sul Benfica: "A me sembra che sia una squadra che ha le carte in regola per giocare contro chiunque. Anche quando hanno perso, le loro partite sono state dure e difficili. Io devo concentrare l'analisi sulla mia squadra. Il calcio portoghese piace a tutti perché si prova sempre ad essere offensivi e propositivi. Ho apprezzato la qualità di molti portoghesi. Ma ripeto, le mie attenzioni sono solo per la mia squadra".

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Il rinnovo con la Juve

Sul contratto Spalletti è stato molto diretto: "Se sarei pronto a firmare in bianco? Non sono pronto a niente e neanche la Juve. Questo dubbio glielo risolveremo l'ultima settimana della nostra convivenza. Non ho fatto niente per meritarmi questo. Nel calcio si cambiano idee velocemente e facilmente. La Juve ha avuto allenatori fortissimi e ne troverà altri. Io se vorrò trovare un'altra squadra spero di trovarla. Diciamo che tutto è molto smart. Le valutazioni si faranno alla fine e non bisogna cambiarle con uan vittoria o sconfitta. Nell'ultima settimana decideremo insieme".

Sui calci d'angolo non sfruttati: "Ho visto passare dei palloni a cinque centimetri dalla testa, altri a trenta centimetri dal piede. Poi una palla non giocata con molta efficacia. Ci sono molti particolari che ci hanno girato le spalle. Poi è chiaro che bisogna fare delle ricerche approfondite, fatte con coerenza. Quello che ha detto Bremer è corretto: quando vai a saltare dentro l'area non basta più un cambio di direzione, ma ne servono due. Bisogna essere sempre a conoscenza di cose nuove, bisogna essere curiosi. Nel calcio attuale conta questo, bisogna bisgona affrontare competenze differenti dentro la squadra. Se le caratteristiche come quelle di anticipare si possono allenare oppure o le hai o non le hai? Chi le ha le fa vedere subito. Noi dobbiamo lavorare però in un contesto che abbia questa caratteristica affinché venga stimolata. Il fatto che Thuram l'abbia detto mi garba parecchio, il fatto che ci ponga attenzione mi fa stare a posto". Poi ha concluso: "Quanto questa casa è matura e intelligente? Lui intelligente lo è già (rivolgendosi a Thuram ndr), ha delle qualità non tutte sfruttate e potrebbe essere preso come esempio come specchio della squadra, che ha delle potenzialità che non va a sfruttare fino in fondo, ma siamo sulla buona strada. Per cui si va avanti con fiducia".

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Le parole di Spalletti a Sky

L'allenatore della Juventus è intervenuto anche ai microfoni di Sky Sport: "Vincere? C'è da chiedere la disponibilità agli avversari che di solito non la danno. La vedo dura e vedo dura anche la partita, anche loro si giocano moltissimo della loro stagione. Tutte e due abbiamo bisogno di fare risultato pieno. Con il calcio portoghese si ha sempre un confronto particolare, perchè se non si è attenti e ordinati per tutta la partita hanno questi ribaltamenti improvvisi che ti mettono in difficoltà". Dopo il brutto risultato contro il Cagliari, i bianconeri riusciranno a dare una scossa? "C'è qualcuno che non ha fatto il suo dovere? No, tutti lo hanno fatto - ha detto Spalletti -. Sono cose che succedono, di veder ribaltato il tuo comportamento e attenzione. Si accetta e si va alla successiva". Sui dubbi di Formazione: "Con Conceicao bisogna stare attenti. Farlo giocare 90 minuti vuol dire fargli rischiare una ricaduta. C'è da vedere se questo spezzone di partita lo farà prima o dopo. David e Openda? Giocheranno tutti e due".

Il rapporto con Mourinho

La Juventus affronterà una vecchia conoscenza del calcio italiano, Josè Mourinho: "Fino a qualche tempo fa ci siamo anche sentiti al telefono, abbracciati e salutati a fine partita al di là del risultato. Perchè è giusto così, gli riconosco grandissime qualità. È un'icona del calcio. Quello che diventa un po' più complicato è giocare contro le sue squadre, che sono belle presenti in campo. Ha calciatori esperti e tecnici, che fanno della qualità la caratteristica di squadra. C'è un sovraffollamento sulla trequarti di giocatori e quando provano a prendertela schizzano in avanti con due conti. Servirà un blocco squadra compatto, sia quando si pressa che quando si difende al limite dell'area".

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La conferenza di Thuram

"Scontro diretto? Sì è una partita importante, quando giochi con la Juve lo fai sempre per vincere. Se il mio modo di giocare è cambiato? Il mister mi ha fatto capire che posso fare gol, è importante per il mio gioco e per la squadra. La Juve mi ha cambiato tanto, prima di arrivare qui ero giovane e qui ho capito che ogni minuto di allenamento e quello che fai è importante. Tutto, dormire bene, mangiare bene… per essere più forte" - ha spiegato Thuram in conferenza. Poi ha proseguito: "La panchina con il Cagliari? Ovvio che da giocatore vuoi sempre giocare, ma abbiamo una rosa di talento. Accetto la panchina quando devo andarci e penso sempre ad aiutare i miei compagni quando entro. Se ci sentiamo più forti? Sicuro, penso che si vede quando giochiamo le partite. Poi ovviamente ti senti più forte quando vinci di più. Cosa ci siamo detti dopo Cagliari? Siamo una squadra forte che gioca bene a calcio e crea occasioni. Dopo la partita non ci siamo detti niente, guardiamo cosa non abbiamo fatto bene e pensiamo alla prossima. Se penso al Mondiale? Io provo a non pensare al Mondiale, perché è più importante quello che c’è adesso, la mia crescita come calciatore e provare a vincere più partite possibile. Al Mondiale pensiamo a fine stagione".

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Thuram, le parole su Adzic e Miretti

In seguito Thuram ha speso belle parole anche per due compagni di squadra... e di reparto. Quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse di Adzic e Miretti, il centrocampista francese ha risposto: "Due giocatori di talento. Fabio lavora ogni giorno per migliorarsi, anche Adzic si allena molto bene. Non do consiglio, conoscono la strada giusta per arrivare a quello che vogliono. Se il calcio di Spalletti è più impegnativo e divertente? Il calcio del mister mi piace (ride ndr)". Infine, una considerazione sulle sue capacità di tirare da fuori area per sorprendere i portieri avversari: "Non è una cosa che mi chiede il mister, mi dice di essere un giocatore intelligente e di anticipare le cose. Quando sei più intelligente puoi anticipare molte cose".

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Rialzarsi: questa la parola chiave nel mondo Juve. Dopo la sconfitta a sorpresa contro il Cagliari, i bianconeri sono pronti a riscattarsi in Champions League contro il Benfica. La Vecchia Signora ha bisogno di tre punti per ipotecare la qualificazione almeno ai playoff e giocare così con tranquillità l'ultima partita in trasferta contro il Monaco. Spalletti in allenamento ha riportato serenità e voglia di affrontare subito una nuova sfida. E in conferenza stampa ha presentato il match contro i lusitani, rispondendo ai temi caldi della settimana e sciogliendo alcuni dubbi.

Juve-Benfica, conferenza stampa Spalletti

"Quando si gioca contro club come contro il Benfica, si affronta un pezzo di storia del calcio, un'identità. Le squadre portoghesi hanno la caratteristica di risucchiarti nel loro ritmo e se non sei preparato ci finisci dentro e se non te ne accorgi è già tardi. Noi abbiamo tutte le possibilità per prevenire a tutto quello che ci aspettiamo e spero che i calciatori siano pronti ad esprimersi con le loro qualità" - ha detto Spalletti in conferenza. Poi ha proseguito: "Mourinho? Con lui c'è stato un primo periodo dove ci siamo detti qualcosa, più lui a me, in questo contesto vince sempre lui. Poi ci siamo sentiti a telefono, ci siamo stimati. Nelle partite in cui c'è Mourinho si alza il volume del calcio e per me essere sull'altra panchina è motivo d'orgoglio". Sul Benfica: "Sotto l'aspetto della preparazione della partita, con Mourinho ti aspetti sempre qualcosa di differente. Come diceva prima Thuram, questo è uno scontro diretto, per cui mi aspetto un Benfica aggressivo che verrà a fare la partita, che magari proverà a usare anche la furbata del suo allenatore. Poi saranno costretti a mettere una loro identità sullo scorrimento della partita. E sono convinto che verrà fuori una partita interessante".

 

 

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