Mateta, si riapre la pista Juve. Lumicino En-Nesyri, ma il colpo last minute potrebbe essere…

La società bianconera aspetta una risposta nel giro di 24 ore da parte dell'attaccante marocchino, sempre tentato dal ritorno al Siviglia. Nuovi contatti in vista col Palace per il francese

TORINO - Mettiamola così: il gol di David, la vittoria schiacciante e roboante, più la consapevolezza di essere sulla strada giusta, hanno alleggerito la giornata di Marco Ottolini. Ieri sera era all'Allianz Stadium: ha sorriso e festeggiato. Ma non ha dimenticato quanto le prossime ore possano essere determinanti per cambiare in meglio i destini della Juventus. Aspetta una risposta da En-Nesyri e dal suo entourage, il direttore. E lo farà fino a oggi, quando il marocchino sarà chiamato al dentro o fuori definitivo: sarà Juve o sarà altrove, anche perché al Fenerbahçe - che spinge per la cessione ai bianconeri, con i quali ha un accordo blindato da tempo - non rimarrà.

Vuole il Siviglia

La preferenza del giocatore però è sembrata chiara sin dall'inizio, nonostante gli ok di massima fossero arrivati, e nonostante la sicurezza juventina di averlo in pugno e di poterlo convincere a un passo dall'imbarco per Caselle. Vuole tornare al Siviglia. Per una questione di clima, in primis. E per le certezze che la società andalusa gli ha fornito, soprattutto quelle future. Sensazioni che dalla Juve non ha percepito, in particolare per la modalità d'acquisto con la quale Comolli l'avrebbe strappato ai turchi: solamente prestito con diritto di riscatto, nessuna certezza sul futuro, che l'attaccante avrebbe potuto e dovuto colorare a suon di gol. Non gli è bastata, questa prospettiva. E non è stata una roba semplice da digerire, ancor meno per Luciano Spalletti, le cui aspettative erano legate alla possibilità di avere un nuovo giocatore offensivo addirittura entro il match di ieri. Niente. Non è accaduto. E chissà se accadrà entro Parma, cioè entro la fine del mercato. Del domani, soprattutto di questa sessione di gennaio, al momento non v'è alcuna certezza.

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Rispunta Mateta e Beto...

L'unica consapevolezza maturata ieri dalla dirigenza è che si proverà fino alla fine a completare il reparto offensivo, per questo è stata riaperta la porta in direzione Mateta, sul quale però è ferma la resistenza (anche economica) del Crystal Palace. Mentre Beto è stato sondato e potrebbe essere un colpo dell'ultimo minuto. A prescindere, fanno fede le dichiarazioni di Giorgio Chiellini nel pre partita: «Vedremo se ci saranno occasioni, saremo vigili». Di sicuro, la linea su En-Nesyri è che «per noi è una trattativa chiusa, perché il ragazzo ha espresso dubbi sulla formula e non vogliamo acquistare a titolo definitivo». In realtà, un lumicino di speranza è rimasto, e più probabilmente si spegnerà questa mattina, quand'è previsto un nuovo vertice tra il Fenerbahçe e il calciatore, ieri convocato dal club turco e comunque ben lontano dal campo di gioco. Andrà via, e questo è risaputo. La destinazione no, non è ancora conosciuta. Per convincerlo la Juventus dovrebbe disegnare attorno a lui un destino da sostituto di Vlahovic, però non ne ha né la voglia e nemmeno la possibilità. Pure l'eventuale, altro numero nove che arriverà dal mercato, non potrà avere questa certezza. Può al limite giocarsela. E allora sotto chi è disposto a farlo.

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TORINO - Mettiamola così: il gol di David, la vittoria schiacciante e roboante, più la consapevolezza di essere sulla strada giusta, hanno alleggerito la giornata di Marco Ottolini. Ieri sera era all'Allianz Stadium: ha sorriso e festeggiato. Ma non ha dimenticato quanto le prossime ore possano essere determinanti per cambiare in meglio i destini della Juventus. Aspetta una risposta da En-Nesyri e dal suo entourage, il direttore. E lo farà fino a oggi, quando il marocchino sarà chiamato al dentro o fuori definitivo: sarà Juve o sarà altrove, anche perché al Fenerbahçe - che spinge per la cessione ai bianconeri, con i quali ha un accordo blindato da tempo - non rimarrà.

Vuole il Siviglia

La preferenza del giocatore però è sembrata chiara sin dall'inizio, nonostante gli ok di massima fossero arrivati, e nonostante la sicurezza juventina di averlo in pugno e di poterlo convincere a un passo dall'imbarco per Caselle. Vuole tornare al Siviglia. Per una questione di clima, in primis. E per le certezze che la società andalusa gli ha fornito, soprattutto quelle future. Sensazioni che dalla Juve non ha percepito, in particolare per la modalità d'acquisto con la quale Comolli l'avrebbe strappato ai turchi: solamente prestito con diritto di riscatto, nessuna certezza sul futuro, che l'attaccante avrebbe potuto e dovuto colorare a suon di gol. Non gli è bastata, questa prospettiva. E non è stata una roba semplice da digerire, ancor meno per Luciano Spalletti, le cui aspettative erano legate alla possibilità di avere un nuovo giocatore offensivo addirittura entro il match di ieri. Niente. Non è accaduto. E chissà se accadrà entro Parma, cioè entro la fine del mercato. Del domani, soprattutto di questa sessione di gennaio, al momento non v'è alcuna certezza.

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Mateta, si riapre la pista Juve. Lumicino En-Nesyri, ma il colpo last minute potrebbe essere…
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