En-Nesyri, a Spalletti non va proprio giù: il retroscena Juve. Ora c’è una sola speranza

Il tecnico bianconero si è ritrovato con il cerino in mano e alla società ha dato un input chiaro

No, non l’ha presa bene. Anche perché il club aveva già apparecchiato la tavola a Luciano Spalletti, garantendo l’approdo di Youssef En-Nesyri. Lucio è rimasto spiazzato dall’ottimismo in abbondanza profuso nell’avvicinamento alla sfida contro il Napoli. La Juve gli ha fatto intendere di essere ai dettagli su tutto: col Fenerbahce, in effetti, è andata così. Col giocatore no. Spalletti ha dato l’ok all’attaccante, ritrovandosi però col cerino in mano. Alla società, nei successivi dialoghi, ha dato un input chiaro: o un giocatore come Randal Kolo Muani - non necessariamente lui, ma uno che in tempi rapidissimi possa essere inserito nei meccanismi - o niente. La citazione di Kolo Muani è stata ascoltata, ma in questo senso a Spalletti non sono state date garanzie: difficile che il Tottenham se ne privi, difficilissimo che il Psg possa riparlare dell’attaccante con la Juve considerati i trascorsi estivi.

Le parole di Spalletti

Sull’esigenza della punta il tecnico ha tracciato le caratteristiche anche dopo Juve-Napoli: «C’è la punta come Hojlund a cui scaraventano la palla addosso, lui la rende giocabile e lì la squadra deve fare cento metri per andare a ricomporsi in area di rigore. E questo noi non ce l’abbiamo. Ci vuole uno che prenda palla addosso e faccia a sportellate col difensore centrale». La considerazione fatta su McKennie, invece, suona quasi come una provocazione: «Non abbiamo solo David e Openda, ma anche lui nella batteria degli attaccanti». Anche perché le speranze di riavere Vlahovic a stretto giro, nonostante le buone sensazioni di inizio mese, si sono affievolite. Spalletti si è comprensibilmente un po’ irritato: è il primo a cui sono state date delle indicazioni, per cui è stato il primo ad essere avvisato della poca voglia di Juve di En-Nesyri. Pensava di poter iniziare a lavorare oggi col nuovo bomber, ma il compimento della missione è rimandato a data da destinarsi. Il messaggio è chiaro: uno come Kolo Muani (persino lo stesso Kolo Muani) o niente. Il tempo per addestrare un giocatore che possa diventare da Juve non c’è.

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