Paolo PirisiDopo il pareggio in Champions League contro il Monaco, la Juve di Spalletti riparte da una vittoria in campionato. E che vittoria! Ben quattro i gol che la squadra bianconera ha rifilato al Parma dell'ex Cuesta: doppietta di Bremer, rete del solito McKennie e poker di David. Non solo gol, va anche sottolineata la prestazione della Vecchia Signora che ha ritrovato energia e non solo da quando sulla panchina c'è il tecnico di Certaldo.
Di Gregorio 7
La frustate di Valeri, Oristanio e Pellegrino non sono banali, lui risponde con la solita reattività. Per rendimento, ormai, è nella top 3 della Serie A.

Kalulu 7
Il modo in cui pennella il cross per il gol di McKennie è la sua vittoria totale. Bravo a conquistare credibilità in un ruolo non proprio nelle sue corde. Deschamps prende appunti per i Mondiali.

Bremer 7.5
Gleison è presenza. È certezza. È la forza della Juve, la solidità, il punto fermo. L'anno scorso è mancato terribilmente. Con lui in campo la tranquillità è di casa. La zuccata del vantaggio, unita alla zampata del 3-1 che di fatto chiude tutto, emblema del suo momento e della sua importanza.

Gatti (20' st) 6
Minuti fondamentali per ritrovare il sorriso.

Kelly 6
Tutto sereno dalle sue parti. Pellegrino gli fa i grattini, nemmeno il solletico.

Cambiaso 5
Preciso e pulito, in ogni sovrapposizione sulla sinistra nel primo tempo. Legge in anticipo ogni mossa di Yildiz e lo assiste magistralmente. Sull'autogol è sfortunato, sì, ma è gravemente leggero. Momento tosto: ne può uscire solo non sottovalutandolo.

Thuram 7
Prestazione che certifica una crescita totale. Fisica, tecnica, ma anche di impeto e personalità. La sensazione è che Spalletti stia davvero costruendo la versione evoluta di Anguissa. Il rinnovo è già sul tavolo di Comolli: sta raggiungendo uno status da top player.

Locatelli 7
Se la Juve fa la Juve, lo deve anche al suo capitano. Sempre più verticale: imbuca lui il pallone che poi David stoppa da maestro. Rispetto a Montecarlo è un'altra squadra. Rispetto a Montecarlo, più semplicemente, c'è Loca a dirigere l'orchestra in mezzo.

Conceiçao 7
Nemmeno il tempo di allacciarsi le scarpe e crea scompiglio: Corvi fa il miracolo. Poi la traversa e tante altre grandi cose: tra queste l'angolo pennellato per la testa di Bremer. All'appello manca il gol, cosa che gli fa perdere un pelino di lucidità, a tal punto da fargli rischiare il rosso su Keità. Anche Chico, però, finirà la stagione molto più maturo di come l'ha iniziata: David lo ringrazia per il comodo tap-in del 4-1.

Kostic (20' st) 6
Entra a festa in corso.

McKennie 7.5
Confeziona l'assist che Conceiçao spedisce sulla traversa. Poi, il solito timbro. Finora 6 gol e 4 assist in tutte le competizioni. Inutile ripetere quanto sia essenziale allestire la nuova Juve intorno a Wes, uno che oggi fa gola a mezza Europa.

Cabal (29' st) 6
Quando entra è già tutto sereno.

Yildiz 6.5
Alieno. Come al solito. Ma anche gli extraterresti hanno bisogno di respirare: il cambio chiesto nel primo tempo tiene tutti col fiato sospeso. Oggi partono gli scongiuri, al netto dell'arrivo di Boga.

Miretti (1' st) 6.5
Ci mette lo zampino nella doppietta di Bremer: nasce tutto da una sua sciabolata.

David 7
Sempre prezioso. Come nella circostanza in cui doma il lancio di Locatelli che inaugura il 2-0: sa giocare a calcio. Se la Juve dovesse riuscire a rinforzare l'attacco, sarà comunque difficile togliere il posto al canadese. Come può cambiare il mondo in un solo mese: la rete del 4-1 suggella una prova ottima.

Openda (36' st) ng.
All. Spalletti 7.5
La Juve che cesella è uno spettacolo in campionato. Ed è soprattutto una macchina da successi: conseguenza di meccanismi che funzionano a meraviglia. Lì allena da tre mesi, ma sembra arrivato da tre anni.

Gatti (20' st) 6
Minuti fondamentali per ritrovare il sorriso.

Kelly 6
Tutto sereno dalle sue parti. Pellegrino gli fa i grattini, nemmeno il solletico.

Cambiaso 5
Preciso e pulito, in ogni sovrapposizione sulla sinistra nel primo tempo. Legge in anticipo ogni mossa di Yildiz e lo assiste magistralmente. Sull'autogol è sfortunato, sì, ma è gravemente leggero. Momento tosto: ne può uscire solo non sottovalutandolo.
