Ci è voluta un po’ di quella sana frenesia che è solita accompagnare le ultime ore di trattative per accendere concretamente il motore del mercato bianconero. Un meccanismo ingolfato che ha richiesto pazienza - tanta - e vigore tra una tirata alla manovella e l’altra, per propiziare il primo scoppio. Da lì, la Juve ha accelerato senza esitazioni, consegnando a Lucio due dei profili richiesti nelle prime riunioni operative della Continassa: il vice Yildiz e l’esterno destro. Tradotto: Jeremie Boga ed Emil Holm. Di certo, non i primi nomi della lista di Spalletti, ben contento - comunque - di poter lavorare da qui in poi con un paio di ricambi in due zone del campo dove si è trovato costretto a chiedere gli straordinari al duo Yildiz-Kalulu.
Boga, cosa può dare a Spalletti
Del resto, il tecnico sapeva quanto limitato fosse il margine di manovra del club per questa finestra di mercato. Sì, Boga di certo - per fascino - non intrigherà l’immaginario bianconero quanto non avrebbe fatto l’eventuale ritorno a casa di Chiesa, ma si tratta in ogni caso di un profilo che, una volta recuperato al meglio, offrirà a Lucio un roaster ben più nutrito di soluzioni offensive. L’ivoriano conosce bene la Serie A, il campionato in cui si è consacrato calcisticamente con le maglie di Sassuolo e Atalanta, prima dell’approdo in Ligue 1 alla corte del Nizza, dove si è messo in mostra con 11 gol e 9 assist in 73 presenze fra tutte le competizioni. Poi la rottura, improvvisa, a margine di un ko in trasferta contro il Lorient, con tanto di aggressione - violenta - subita da un gruppo di ultras al rientro in città.
