© RedazioneLa sfida di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus si sblocca alla New Balance Arena con un episodio arbitrale che arriva dal nulla a cambiare l'esito della partita, un rigore concesso da Fabbri ai padroni di casa dopo essere stato richiamato da Abisso al VAR. Una decisione davvero lontana dal gioco del calcio, in quello che ormai è diventato il VIDEOCALCIO, difficile da spiegare con i parametri con i quali si è abituati a valutare gli episodi di uno sport che ormai inizia a non esistere più e dove la direzione di gara è sempre più di chi sta davanti allo schermo, con l'arbitro in campo a obbedire.
L’episodio chiave, il VAR distorce la realtà
Tutto accade al 26’ del primo tempo del quarto di finale di Coppa Italia. L’Atalanta spinge sulla fascia e Ederson arriva sul fondo con l’intenzione di crossare. Nel tentativo di opporsi, Bremer è in copertura ravvicinata all'avversario, meno di un metro di distanza. Il centrocampista brasiliano colpisce forte per crossare e il pallone impatta sul braccio del difensore, alto ma comunque vicino al corpo, con nessuna intenzione di giocare la palla ed evidentemente colpito in maniera casuale, oltretutto ritraendo il braccio immediatamente. In presa diretta, l’arbitro Fabbri lascia giustamente correre, valutando il contatto non punibile. L’azione prosegue, ma poco dopo arriva il richiamo del VAR, guidato da Abisso. Fabbri viene invitato a rivedere l’episodio al monitor. Le immagini, analizzate con il fermo immagine, alterano la percezione della dinamica reale che comunque, considerando la velocità del pallone e la distanza minima, dovevano essere valutate dal VAR come non punibile o comunque non chiaro ed evidente errore. Fabbri, a questo punto, fa quello che fanno praticamente tutti gli arbitri, eseguono obbedendo al VAR e arriva un rigore che è regalato all'Atalanta.