"Tutto falsato, finito spampanati", Spalletti e i difetti Juve. Bremer: Così troppo, chiediamo scusa

L'allenatore bianconero analizza il ko contro l'Atalanta nel post partita e sul rigore: "Il mio lavoro è differente"
"Tutto falsato, finito spampanati", Spalletti e i difetti Juve. Bremer: Così troppo, chiediamo scusa
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La Juve cade a Bergamo e deve salutare la Coppa Italia ai quarti di finale. Una partita, quella contro l'Atalanta, piena di polemiche soprattutto per la direzione di gara di Fabbri nel primo tempo e il rigore totalmente regalato alla Dea per un mano di Bremer non punibile per la dinamica dell'azione e realizzato da Scamacca. Nella ripresa poi sono Sulemana e Pasalic a chiudere i giochi sul 3-0 e a regalare ai nerazzurri il passaggio del turno. I bianconeri, dunque, vengono sconfitti nonostante una buona prova dove non riesce a concretizzare diverse occasioni come quella doppia, clamorosa, capitata sui piedi di Conceicao e con il risultato ancora inchiodato sullo 0-0. Al termine della gara a parlare è l'allenatore della Juve, Spalletti

Spalletti: "Inutile rincorrere le situazioni"

Spalletti analizza a Mediaset la partita contro l'Atalanta: "Loro sono stati più bravi di noi nei momenti determinanti, per cui quando si va a commentare un 3-0 diventa inutile rincorrere le situazioni. Gli si fanno i complimenti alla squadra, a Palladino, giocano un buon calcio, squadra costruita bene: gli si dice bravi. Cosa è mancato? Le scelte determinanti quando la partita si è fatta vera: a volte la partita scorre per le statistiche, altri momenti diventa vera e bisogna prendere decisioni lucide e veloci. Le decisioni le abbiamo prese tutte sbagliate e loro tutte giuste".

I difetti Juve e l'analisi della sconfitta

Poi l'allenatore bianconero risponde alla domanda di Tacchinardi sulle cosiddette seconde linee: "Devono alzare il livello? Raggiungere un certo livello di calcio giocato è sempre merito di tutto il gruppo, di come si allenano, del modo di ragionare. Abbiamo difetti come altre, ma siamo squadra: bisogna solo andare a rendersi conto di questi momenti che diventano determinanti: essere più precisi, saperli riconoscere di più. Se si vuole andare a fare la conta delle occasioni è tutto falsato, ma alla fine hai perso 3-0, è un’analisi che si fa tra di noi: i ragazzi si sono impegnati, facendo una buona partita. Non mi è piaciuto all’ultimo che ci siamo spampanati, un po’ in giro, sempre alla ricerca di ritagliarsi uno spazio ma in questo abbiamo perso ordine. Mentre fino ad ora riuscivamo a farlo mantenendo una logica, in quelle fasi ci siamo disuniti".

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Mancanza di concretezza ed errori

L'allenatore poi continua: "Dopo l’1-0 ti capitano quelle 4-5 palle, ma anche prima: non scegli l’uomo giusto, non la dai giusta, o la porti vicino alla bandierina invece di imbucare. Ci si incasina. Perché? Manca un po’ riconoscere determinate situazioni, poi ci sono caratteristiche nei calciatori che spesso gliele vai a riconoscere, meno male o purtroppo. Vedi che arrivi lì e fuori di 1 cm, traversa, parata del portiere: non si riesce ad avere quella lucidità e a saper fare quella scelta determinante nel momento determinante. Si gioca per la partita quando è in condizione di essere riconoscibile per tutti, quando diventa irriconoscibile per tanti e devi fare la scelta giusta col comportamento importante manca quello lì"

Spalletti e il rigore per l'Atalanta

A chiudere Spalletti parla del rigore assegnato all'Atalanta: "È rigore perché è rigore, la tocca con la mano… Non è più calcio? Va bene ma a me interessano altre cose. Il mio è un lavoro differente (sorride, ndr). Quando la fai di qua la partita, a difenderti, ci son troppi di questi rischi, e questo è uno dei motivi per cui è meglio giocare di la. Cose come queste ti incasinano la partita, te la ribaltano: la cosa più difficile domani è far capire ai ragazzi i reali comportamenti al di là del risultato".

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Spalletti: "A volte si vince e altre si impara"

Spalletti fa la sua consueta analisi anche in conferenza: "Ho guardato la partita, ero anche rilassato perché oggi ho dormito. Nello scorrimento della partita ci sono momenti finti che servono alle statistiche e momenti in cui la partita diventa vera, lì sono le scelte che si fanno. Da quei momenti lì viene fuori l’andamento della gara. Noi quelle scelte non le abbiamo fatte pulite e giuste. Abbiamo giocato una partita alla pari contro un’Atalanta, allenata benissimo da Palladino, costruita benissimo dalla famiglia Percassi, viene da un periodo di buoni risultati e gli si dice bravi. A volte si vince e a volte come stasera si impara". Poi alla domanda sul mercato e l'attaccante: "Giochino al quale non partecipo. Sei bravo a entrare nell’angusto delle domande ma non partecipo. Sono contento di chi ho, vado avanti, e i giocatori che ho ci daranno quello che manca".

L'impatto dei cambi

Sui cambi: "Poco impatto? Due ragazzi sono arrivati ora, tolti loro i miei li conosco bene, come le mie tasche. Poi la palla persa può succedere. A noi ci è mancato questo fatto di saper leggere quella fase decisiva che ci è capitata. Poi se la vai a vedere bene ti sembra anche tutto falsato. Tutte le situazioni non fai neanche un gol, ne subisci tre. Non abbiamo fatto tanto male che la partita finisse così. Poi sono situazioni dipese dalla durezza della partita, caratterizzata dalla forza delle due squadre e dei duelli. Abbiamo perso qualche palla di troppo e qualche scelta fatta da momenti non veri. Nei momenti veri è importante fare le scelte vere, in quel momento si vede il livello del calciatore top".

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Spalletti: "Paghiamo a caro prezzo gli errori"

A chiudere Spalletti aggiunge: "Cosa dirò allo squadra? Quello che ho detto qui, messo un po’ in maniera diversa. Quando non ci sono spazi, il gioco si sporca, diventa concitato e contesa pura, in quel momento lì bisogna avere la lucidità di venirne fuori con una scelta che sia poi importante per la squadra. Poi si paga un caro prezzo per quello che poteva essere e per quella che è la competizione, ma in questa maniera qui. Noi bisogna raccontare chi siamo da queste partite: il carattere, la personalità, tutte queste robe qui. Il livello di che top sei è la voce da queste gare qui. Loro han vinto 3-0, gli si dice bravi, si va a casa e siamo spappolati dal dispiacere perché la partita l’avevamo fatta".

Bremer: "Difficile parlare del rigore"

Nel post partita anche Bremer parla ai microfoni di Mediaset: "Rigore? Difficile parlare, la regola dice che è rigore: da difensore dico di no, ma l’arbitro ha fischiato. È una decisione che ti cambia la partita, ma c’era ancora il secondo tempo da giocare, tanti minuti: purtroppo è andata così. Mancata concretezza? Sì, è già successo, come col Lecce: dominiamo ma senza riuscire a fare gol. Magari un rigore o un episodio così ti cambia la partita, su questo dobbiamo migliorare. Stasera, Lecce e Cagliari episodi? Sì, però abbiamo iniziato ora un percorso col mister, ci sono cose da migliorare ma la strada è giusta. Chiediamo scusa ai tifosi, una partita del genere non può capitare perché il 3-0 è troppo. Dobbiamo ripartire subito".

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La Juve cade a Bergamo e deve salutare la Coppa Italia ai quarti di finale. Una partita, quella contro l'Atalanta, piena di polemiche soprattutto per la direzione di gara di Fabbri nel primo tempo e il rigore totalmente regalato alla Dea per un mano di Bremer non punibile per la dinamica dell'azione e realizzato da Scamacca. Nella ripresa poi sono Sulemana e Pasalic a chiudere i giochi sul 3-0 e a regalare ai nerazzurri il passaggio del turno. I bianconeri, dunque, vengono sconfitti nonostante una buona prova dove non riesce a concretizzare diverse occasioni come quella doppia, clamorosa, capitata sui piedi di Conceicao e con il risultato ancora inchiodato sullo 0-0. Al termine della gara a parlare è l'allenatore della Juve, Spalletti

Spalletti: "Inutile rincorrere le situazioni"

Spalletti analizza a Mediaset la partita contro l'Atalanta: "Loro sono stati più bravi di noi nei momenti determinanti, per cui quando si va a commentare un 3-0 diventa inutile rincorrere le situazioni. Gli si fanno i complimenti alla squadra, a Palladino, giocano un buon calcio, squadra costruita bene: gli si dice bravi. Cosa è mancato? Le scelte determinanti quando la partita si è fatta vera: a volte la partita scorre per le statistiche, altri momenti diventa vera e bisogna prendere decisioni lucide e veloci. Le decisioni le abbiamo prese tutte sbagliate e loro tutte giuste".

I difetti Juve e l'analisi della sconfitta

Poi l'allenatore bianconero risponde alla domanda di Tacchinardi sulle cosiddette seconde linee: "Devono alzare il livello? Raggiungere un certo livello di calcio giocato è sempre merito di tutto il gruppo, di come si allenano, del modo di ragionare. Abbiamo difetti come altre, ma siamo squadra: bisogna solo andare a rendersi conto di questi momenti che diventano determinanti: essere più precisi, saperli riconoscere di più. Se si vuole andare a fare la conta delle occasioni è tutto falsato, ma alla fine hai perso 3-0, è un’analisi che si fa tra di noi: i ragazzi si sono impegnati, facendo una buona partita. Non mi è piaciuto all’ultimo che ci siamo spampanati, un po’ in giro, sempre alla ricerca di ritagliarsi uno spazio ma in questo abbiamo perso ordine. Mentre fino ad ora riuscivamo a farlo mantenendo una logica, in quelle fasi ci siamo disuniti".

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