A Bergamo si sono materializzate le paure che i tifosi bianconeri hanno cominciato a percepire lunedì alle ore 20, quando la sessione di mercato invernale della Juventus si è conclusa senza il centravanti, dunque senza esaudire la specifica ed esplicita richiesta, non certo l’unica ma di sicuro la principale, di Luciano Spalletti. Che aveva bisogno di un centravanti con caratteristiche differenti da quelli in rosa e che non è arrivato, perché – è la solita filastrocca di quando la volpe non riesce ad arrivare all’uva – “piuttosto che una soluzione di emergenza o un rincalzo, meglio rimanere così come si è”. Peccato però che con l’Atalanta la mancanza del vero 9 si sia sentita, eccome: uno che aiuti la squadra a salire, che difenda il pallone, che faccia a sportellate e, soprattutto, uno che la butti dentro quando è il momento giusto. Con Scamacca a maglie invertite forse sarebbe andata diversamente, però con i se e con i ma la storia non si scrive. Piuttosto ormai non ha nemmeno più senso guardarsi alle spalle: il mercato è chiuso e un obiettivo stagionale è ormai bello che andato.
Batosta che preoccupa
Una batosta in piena regola che, al netto dei meriti, dei demeriti e degli episodi, fa preoccupare per il futuro: se da una parte i nuovi innesti lasciano ben sperare - specialmente Boga che è entrato con il giusto piglio - dall’altra l’assenza di un 9 puro si fa sentire. E ci sono ancora troppe partite fondamentali prima di poter celebrare il ritorno di Vlahovic, atteso per inizio marzo. E il serbo andrebbe comunque gestito. Premessa: David non ha disputato una brutta partita, ha lavorato con e per la squadra, si è sbattuto e battuto, alla fine ha portato a casa una prestazione sufficiente sotto il profilo personale. Ma serve anche altro: McKennie può fare tutto, però così rischia finanche lui brutte figure. E Openda sembra ormai molto in basso nelle gerarchie di Spalletti, sempre più ruota di scorta. Quella del tecnico bianconero era una necessità, non certo un capriccio: un colpo per alzare il livello, per provare ad andare fino in fondo in tutte le competizioni. Non sappiamo se Kolo Muani avrebbe cambiato il volto di questa squadra: un anno fa lo ha fatto, ma non abbiamo la controprova.
