Tutto nasce al 26’ del primo tempo del quarto di finale di Coppa Italia. Ederson arriva sul fondo con l’idea di mettere il pallone in mezzo. Bremer lo affronta in copertura strettissima, a meno di un metro, cercando solo di chiudere lo spazio. Il brasiliano calcia con forza per crossare e il pallone finisce sul braccio del difensore: alto, sì, ma senza alcuna volontà di intervenire sulla traiettoria e colpito in modo del tutto fortuito, con il braccio che viene subito ritratto. In tempo reale l’arbitro Fabbri valuta correttamente l’episodio e lascia proseguire, ritenendo il tutto non sanzionabile. Poco dopo, però, arriva il richiamo del VAR, con Abisso che invita il direttore di gara alla revisione al monitor.

Le immagini, rallentate e fermate, finiscono per falsare la percezione dell’azione, ignorando la velocità del pallone e la distanza ravvicinatissima, elementi che avrebbero dovuto portare il VAR a non intervenire, non essendoci un chiaro ed evidente errore. L'arbitro, come spesso accade, si adegua all’indicazione dalla sala monitor e assegna un penaly che appare un vero e proprio regalo alla Dea. E anche la reazione di Palladino lo fa capire.