“Ma è nostra o è loro?”: Palladino, la reazione dice tutto: Abisso al Var inventa il rigore 

Il video-calcio in Atalanta-Juve si è percepito anche dalla mimica del tecnico della Dea, che ha spiazzato tutti i tifosi bianconeri

"Questo rigore è l'anti-calcio" ha detto l'ex arbitro Graziano Cesari a Mediaset nel post partita. Un'analisi diretta che fa capire in che direzione sta andando il mondo del pallone. Quella strada che abbiamo definito come video-calcio, dove un frame estrapolato in slow motion vale più di una dinamica che rispetta le leggi della fisica. Ed è quello che è successo in Atalanta-Juve, quando da un cross sbagliato di Ederson la palla ha colpito il polso di Bremer, che non ha fatto nulla per provare ad intercettare la sfera. Nessuno ha protestato, ma dopo qualche minuto è arrivato l'impensabile, con il gioco fermo e la chiamata del Var. Una chiamata che ha lasciato tutti perplessi, anche Palladino, che a primo impatto non aveva capito che fosse a suo favore. Ma ricordiamo prima l'episodio.

L’episodio chiave di Atalanta-Juve

Tutto nasce al 26’ del primo tempo del quarto di finale di Coppa Italia. Ederson arriva sul fondo con l’idea di mettere il pallone in mezzo. Bremer lo affronta in copertura strettissima, a meno di un metro, cercando solo di chiudere lo spazio. Il brasiliano calcia con forza per crossare e il pallone finisce sul braccio del difensore: alto, sì, ma senza alcuna volontà di intervenire sulla traiettoria e colpito in modo del tutto fortuito, con il braccio che viene subito ritratto. In tempo reale l’arbitro Fabbri valuta correttamente l’episodio e lascia proseguire, ritenendo il tutto non sanzionabile. Poco dopo, però, arriva il richiamo del VAR, con Abisso che invita il direttore di gara alla revisione al monitor.

 

 

Le immagini, rallentate e fermate, finiscono per falsare la percezione dell’azione, ignorando la velocità del pallone e la distanza ravvicinatissima, elementi che avrebbero dovuto portare il VAR a non intervenire, non essendoci un chiaro ed evidente errore. L'arbitro, come spesso accade, si adegua all’indicazione dalla sala monitor e assegna un penaly che appare un vero e proprio regalo alla Dea. E anche la reazione di Palladino lo fa capire.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La reazione di Palladino

Che nessuno si fosse accorto dell'episodio lo dimostra anche la reazione di Palladino, che subito dopo il richiamo dell'arbitro al monitor ha detto: "Ma è nostra o è loro?". Neanche il tecnico dell'Atalanta aveva capito l'intervento a suo favore. Un'altra dimostrazione che spiega come il calcio stia andando verso una sorta di moviola-spezzatino in cui ogni video viene suddiviso in tanti piccoli micro movimenti per trovare qualcosa di punibile. E la mimica di Spalletti mentre Fabbri stava rivendendo l'intervento a due passi da lui rappresenta quella di molti tifosi, come a dire "ma di cosa stiamo parlando?". Ecco, cercare di capirlo ormai sta diventando sempre più complicato.

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"Questo rigore è l'anti-calcio" ha detto l'ex arbitro Graziano Cesari a Mediaset nel post partita. Un'analisi diretta che fa capire in che direzione sta andando il mondo del pallone. Quella strada che abbiamo definito come video-calcio, dove un frame estrapolato in slow motion vale più di una dinamica che rispetta le leggi della fisica. Ed è quello che è successo in Atalanta-Juve, quando da un cross sbagliato di Ederson la palla ha colpito il polso di Bremer, che non ha fatto nulla per provare ad intercettare la sfera. Nessuno ha protestato, ma dopo qualche minuto è arrivato l'impensabile, con il gioco fermo e la chiamata del Var. Una chiamata che ha lasciato tutti perplessi, anche Palladino, che a primo impatto non aveva capito che fosse a suo favore. Ma ricordiamo prima l'episodio.

L’episodio chiave di Atalanta-Juve

Tutto nasce al 26’ del primo tempo del quarto di finale di Coppa Italia. Ederson arriva sul fondo con l’idea di mettere il pallone in mezzo. Bremer lo affronta in copertura strettissima, a meno di un metro, cercando solo di chiudere lo spazio. Il brasiliano calcia con forza per crossare e il pallone finisce sul braccio del difensore: alto, sì, ma senza alcuna volontà di intervenire sulla traiettoria e colpito in modo del tutto fortuito, con il braccio che viene subito ritratto. In tempo reale l’arbitro Fabbri valuta correttamente l’episodio e lascia proseguire, ritenendo il tutto non sanzionabile. Poco dopo, però, arriva il richiamo del VAR, con Abisso che invita il direttore di gara alla revisione al monitor.

 

 

Le immagini, rallentate e fermate, finiscono per falsare la percezione dell’azione, ignorando la velocità del pallone e la distanza ravvicinatissima, elementi che avrebbero dovuto portare il VAR a non intervenire, non essendoci un chiaro ed evidente errore. L'arbitro, come spesso accade, si adegua all’indicazione dalla sala monitor e assegna un penaly che appare un vero e proprio regalo alla Dea. E anche la reazione di Palladino lo fa capire.

 

 

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