Haaland e Bellingham alla Juve: Chiellini svela tutto! E quel "messaggio bellissimo..."

L'Head of Next Gen Area bianconero è intervenuto durante il workshop 'Il Rapporto col Calciatore'

La tendenza nel mondo del calcio sembra essere ormai chiara: si va delineando un mondo sempre meno asettico, maggiormente aperto anche all'instaurazione di rapporti umani oltre che professionali all'interno delle società D'altronde è questo anche il concetto espresso da Claudio Chiellini, Head of Next Gen Area alla Juventus. Tra esempi, aneddoti, curiosità e qualche "rimpianto" di mercato (leggasi Haaland e Bellingham) il dirigente bianconero è intervenuto durante il workshop 'Il Rapporto col Calciatore', organizzato da Piace Formazione al J|Hotel.

Next Gen, Chiellini e l'esempio Pedro Felipe

Chiellini, a proposito di rapporto coi giocatori, ha raccontato un aneddoto relativo a Pedro Felipe. Il giovane difensore ha lasciato la Juve trasferendosi al Sassuolo, ma senza dimenticare tutto quello vissuto in bianconero: "Ho ricevuto un bellissimo messaggio da Pedro Felipe, che è andato in prestito al Sassuolo. Lo abbiamo aiutato nel quotidiano, nei momenti difficili, e questo ce lo ha riconosciuto. Ha mandato dei messaggi bellissimi a me, al team manager, al mister". E a proposito del tecnico della Next Gen: "Con l'allenatore c'è un rapporto di confronto. Con Brambilla abbiamo un rapporto diretto, di stima: abbiamo imparato a conoscerci e per me è più facile individuare i giocatori che possono andar bene per il suo calcio".

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L'individuazione dei giocatori

I temi toccati da Chiellini sono tanti, come anche il percorso di crescita che effettuano i calciatori e l'individuazione di quei profili che possono arrivare ai vertici: "Prima o poi arriva il momento giusto. Noi già sappiamo tra sei mesi, un anno o anche tre anni, quei giocatori che potrebbero approdare in Serie A. Questo non significa che poi ci arrivino davvero, perché il percorso può cambiare. Però i calciatori si riconoscono fin dall’inizio, anche quelli che non sembrano destinati ma crescono grazie al lavoro, anno dopo anno. Quando li scegliamo sappiamo se possono diventare di alto livello, di livello medio o semplicemente utili alla squadra. E a volte ci sono anche delle sorprese".

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"Punti di vista distanti portano ad errori"

A proposito della scelta dei calciatori, Chiellini spiega con quali criteri avviene il processo decisionale di selezione: "La scelta di un giocatore non dipende mai da una sola figura, come può essere quella del direttore sportivo, ma è il risultato del lavoro di più persone. Non bisogna ragionare al plurale, bensì al singolare. Alla Juventus l’obiettivo è far crescere il calciatore e portarlo fino alla Prima squadra, mentre il Pisa ha finalità diverse. La decisione arriva solo dopo mesi di osservazione. È fondamentale valutare prima l’aspetto umano del giocatore e poi confrontarsi con l’allenatore per capire se sia quello giusto. Serve una visione condivisa e ravvicinata: punti di vista troppo distanti possono portare a errori".

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Da agente a dirigente Juve

Nell'excursus Chiellini spiega anche quello che è stato il percorso della sua carriera, dove è passato da essere un agente a diventare dirigente: "Il mio cammino nel calcio è cominciato molto presto: ho giocato in Eccellenza e ho smesso giovane, a 23 anni. Quasi per caso ho iniziato la carriera da agente, quando nel 2007 vidi il bando per diventare agente FIFA. Superato l’esame, contattai Davide Lippi, che all’epoca seguiva mio fratello, e iniziai a collaborare con lui fino al 2013. Successivamente arrivò, sempre in modo inaspettato, l’opportunità di entrare alla Juventus. Paratici e Cherubini mi fermarono per propormi un ruolo come responsabile dei giocatori in prestito. Da sempre tifoso juventino, accettai subito, cambiando completamente posizione nel mondo del calcio: da agente a dirigente. Sono rimasto alla Juve fino al 2021, poi ho vissuto due anni splendidi al Pisa e nel 2023 sono rientrato alla Juventus".

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Haaland e Bellingham sfiorati

Una carriera da dirigente fatta di tanti colpi rivelatisi importantissimi. Ma come sempre accade, c'è anche qualche affare non chiuso che, col senno di poi, avrebbe potuto rappresentare un colpo mondiale. Lampanti i casi di Haaland (immortalato in quel periodo anche mentre indossava un cappellino Juve) e Bellingham: "In una sessione di mercato puoi avviare anche venti trattative, ma alla fine ne porti a termine solo due o tre. Molti giocatori non sono poi arrivati: Haaland, ad esempio, è stato a Vinovo con suo padre, abbiamo tentato di prenderlo. Anche i fratelli Bellingham sono venuti, così come tanti altri a Torino, ma non siamo riusciti a chiudere le operazioni".

Tanti anni di carriera e tanti calciatori conosciuti. Con qualcuno si è creato anche un legame speciale: "Con Spinazzola ho un legame speciale. Giocava nel Siena, negli Allievi, l’ho seguito come agente e poi è approdato alla Juventus. Ha fatto un lungo percorso, passando in prestito in 8 o 9 squadre. Lo abbiamo fatto crescere, aspettato e poi è rientrato alla Juve. Con lui sono molto legato. C’è poi anche Idrissa Touré, che ho portato sia alla Juventus sia al Pisa".

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La tendenza nel mondo del calcio sembra essere ormai chiara: si va delineando un mondo sempre meno asettico, maggiormente aperto anche all'instaurazione di rapporti umani oltre che professionali all'interno delle società D'altronde è questo anche il concetto espresso da Claudio Chiellini, Head of Next Gen Area alla Juventus. Tra esempi, aneddoti, curiosità e qualche "rimpianto" di mercato (leggasi Haaland e Bellingham) il dirigente bianconero è intervenuto durante il workshop 'Il Rapporto col Calciatore', organizzato da Piace Formazione al J|Hotel.

Next Gen, Chiellini e l'esempio Pedro Felipe

Chiellini, a proposito di rapporto coi giocatori, ha raccontato un aneddoto relativo a Pedro Felipe. Il giovane difensore ha lasciato la Juve trasferendosi al Sassuolo, ma senza dimenticare tutto quello vissuto in bianconero: "Ho ricevuto un bellissimo messaggio da Pedro Felipe, che è andato in prestito al Sassuolo. Lo abbiamo aiutato nel quotidiano, nei momenti difficili, e questo ce lo ha riconosciuto. Ha mandato dei messaggi bellissimi a me, al team manager, al mister". E a proposito del tecnico della Next Gen: "Con l'allenatore c'è un rapporto di confronto. Con Brambilla abbiamo un rapporto diretto, di stima: abbiamo imparato a conoscerci e per me è più facile individuare i giocatori che possono andar bene per il suo calcio".

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