Rabbia Spalletti, cambi Juve inadeguati: un'eccezione e l'unico vero vantaggio

Dopo il ko di Bergamo anche la difesa è sotto esame: i messaggi di Lucio dalla squadra al mercato

TORINO - Al fischio finale sembrava che avesse già rivisto almeno tre volte la partita appena giocata, per la lucidità con la quale l’ha analizzata. Luciano Spalletti, dopo il 3-0 subito a Bergamo, si è servito di tutta la saggezza possibile: «Quando la partita s’è fatta vera abbiamo preso decisioni sbagliate. Ora però devo convincere i ragazzi di non aver fatto così male come dice il risultato». I due punti, in sostanza, sono esattamente questi. La Juve è mancata nei momenti chiave. E anche in certi uomini. Ma la verità del campo, almeno della sua gestione, racconta una verità molto chiara: fidarsi di più di 13/14 giocatori è quasi impossibile.

Da Gatti a Zhegrova, livello basso

La resa di tanti che dovrebbero scalare le gerarchie non è adeguata. Partendo da Federico Gatti, che però ha l’alibi di ferro e sacrosanto dell’infortunio dal quale ha appena recuperato. Rompere lo schema fisso Bremer-Kelly allo stato attuale delle cose è impensabile: a Bergamo davvero troppe le sbandate della retroguardia. L’analisi, poi, si rivolge a tanti elementi lontanissimi dall’essere considerati delle alternative al pari dei titolari: Koopmeiners, Openda e Zhegrova (in altri momenti anche Cabal, Kostic e Adzic), su tutti, abbassano il livello. Al momento è così.

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Miretti, l'unico

Solo Fabio Miretti, non un titolarissimo della gestione Spalletti, mantiene uno standard adeguato ai compagni della trequarti. La Juve fa leva sul valore del proprio gioco, di una manovra che ha dato soddisfazioni al tecnico anche a Bergamo. Ma Lucio ha faticato a digerire il ko contro l’Atalanta. Per l’inconsistenza della sua squadra nei frangenti determinanti, nelle fasi in cui la cattiveria diventa tutto. Sta mancando Conceiçao in fase di finalizzazione, il rendimento altalenante di Cambiaso sta diventando un tema e ora Spalletti senza Coppa Italia ha almeno un vantaggio. Quello, cioè, di non dover essere quasi mai schiavo del turnover.

Spalletti, rabbia Juve

D’ora in avanti non ci sono più energie da dosare. Ci si deve spremere, insomma. Per arrivare tra le prime quattro e per provare a percorrere più strada possibile in Champions League: gli ottavi sono l’obiettivo minimo e il Galatasaray non è un avversario morbido, ma è perlomeno domabile. Il rapporto di forze è simile, per cui la Juve se la gioca alla pari coi turchi. Sullo sfondo, infine, il solito problema dei centimetri che mancano davanti. Quando la Juve va sotto, non ha la forza per riprendere certe partite. Per caratteristiche del reparto offensivo e per tante scorribande sulle fasce che non riescono a dare frutti. Spalletti, però, non si appoggia più su questo. Non ora che il mercato è chiuso. La rabbia trasmessa alla Continassa ieri spera venga assimilata subito dai giocatori.

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TORINO - Al fischio finale sembrava che avesse già rivisto almeno tre volte la partita appena giocata, per la lucidità con la quale l’ha analizzata. Luciano Spalletti, dopo il 3-0 subito a Bergamo, si è servito di tutta la saggezza possibile: «Quando la partita s’è fatta vera abbiamo preso decisioni sbagliate. Ora però devo convincere i ragazzi di non aver fatto così male come dice il risultato». I due punti, in sostanza, sono esattamente questi. La Juve è mancata nei momenti chiave. E anche in certi uomini. Ma la verità del campo, almeno della sua gestione, racconta una verità molto chiara: fidarsi di più di 13/14 giocatori è quasi impossibile.

Da Gatti a Zhegrova, livello basso

La resa di tanti che dovrebbero scalare le gerarchie non è adeguata. Partendo da Federico Gatti, che però ha l’alibi di ferro e sacrosanto dell’infortunio dal quale ha appena recuperato. Rompere lo schema fisso Bremer-Kelly allo stato attuale delle cose è impensabile: a Bergamo davvero troppe le sbandate della retroguardia. L’analisi, poi, si rivolge a tanti elementi lontanissimi dall’essere considerati delle alternative al pari dei titolari: Koopmeiners, Openda e Zhegrova (in altri momenti anche Cabal, Kostic e Adzic), su tutti, abbassano il livello. Al momento è così.

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