Pagina 4 | Spalletti, Juve-Lazio: "Yildiz c'è. Boga, Holm e Kelly... Vi dico chi sono gli allenatori forti"

Per la Juventus è una vigilia speciale. Non solo l'analisi sul match contro la Lazio, che arriva dopo l'elminazione in Coppa Italia contro l'Atalanta, ma anche il momento di condivisione del rinnovo ufficiale di Yildiz. La notizia che tutti i tifosi aspettavano con ansia. Il numero 10 ha firmato il nuovo contratto con la Vecchia Signora fino al 2030: un prolungamento che lo renderà ancora più al centro del progetto. E del suo futuro in bianconero ne ha parlato proprio Kenan, in conferenza insieme a Spalletti (che ha discusso anche della prossima partita contro i biancocelesti) e l'amministratore delegato Comolli.

La conferenza di Yildiz e Comolli

Il club ha anticipato la conferenza con una foto che parla da sola: la famosa panchina dove è stata fondanta la Juve, messa al centro del campo e sotto le luci dei riflettori dell'Allianz Stadium. Una metafora per rappresentare Kenan come Boniperti e Del Piero.

 

Tutta la dirigenza della Juve, genitori di Kenan e il tecnico si sono disposti in prima fila per assistere all'annuncio ufficiale sul rinnovo di Yildiz. Ha preso prima parola Comolli, che ha parlato in italiano: "Vi chiedo di scusarmi se farò qualche errore, ma questa occasione è troppo importante per comunicare nella vostra lingua. Oggi siamo tutti molto contenti nell'annunciare il rinnovo di Kenan fino al 2030. Una felicità condivisa da tutta la proprietà e i tifosi, perché Kenan è un campione vero, una stella del calcio come il suo cognome ci ricorda.

 

 

Ha talento ma anche le qualità del leader, senso di responsabilità da mettere a servizio della squadra. Valori come quelli della famiglia bianconera. Grazie per aver deciso di rimanere con noi. Stiamo affrontando un discorso ambizioso e impegnativop. Vogliamo riportare la Juve dove merita e costruire un gran futuro. Il rinnovo di Kenan è il primo passo ma non sarà l'unico".

 

 

 

Poi il microfono è passato a Yildiz: "Voglio ringraziare Elkann, Comolli e i tifosi. Sono felice di rinnovare il contrario e stare con voi. Sono sicuro che faremo belle cose, amo la Juve. Da quando sono venuto qui sono state sempre sicuro che avremmo fatto belle cose. Grazie mille e fino alla fine". Dopo le belle parole del fuoriclasse bianconero, è iniziata anche la conferenza di Spalletti.

 

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La conferenza di Spalletti

L'allenatore della Juve ha parlato subito del rinnovo di Yildiz: "Ci siamo vestiti tutti così perché è un giorno importante per il futuro della Juve. Ѐ bellisimo pensare di avere Kenan per più anni possibili. Come sta? A disposizione, si è allenato con la squadra. Conceicao e Kelly hanno lavorato a parte, bisogna valutare domani". Sulla vicinanza delle proprietà e il suo rinnovo come allenatore del futuro: "Meglio non mettergli pressione, quando lo dimostrerò come Kenan sarà possibile. Siamo concentrati sulla priorità di preparare bene le partite. La Juve deve sistemare cose per il futuro, deve valutare anche altri contratti in scadenza. Io sono venuto qui mettendo a disposizione della Juve la scelta. Ci sono tante partite da giocare che possono far cambiare idea a tutti, bisogna fare le cose con calma. Con Elkann ho parlato a telefono e lo sento partecipe. Con lui vicino ci sentiamo ancora più forti".

 

 

Spalletti ha poi parlato del rendimento dei titolari e delle seconde linee: "Siamo costretti a fare delle scelte e siccome siamo una squadra con un comportamento ben preciso, la capacità di influenzarsi tra di loro diventa importante. Facendo giocare sempre alcuni forse li ho condizionati di più. Ma io non vedo tanto la differenza tra chi ha giocato di più o di meno. Con il Monaco non posso giudicare chi ha giocato come colpevoli ad esempio". 

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"Giochisti o risultatisti? Equilibristi"

Il tecnico della Juve si è espresso di nuovo su un grande tema: "Giochisti o risultatisti? Ci sono in mezzo gli equilibisti. Con la palla si possono decidere le nostre sorti". E così ha iniziato a parlare della Lazio: "Sarri lo conosciamo, se gli diamo la palla sapete la qualità che hanno. Ci sono delle partite che ti fanno sentire incompleto, ma questo è quello che vogliamo fare, siamo una squadra che lavora per fare queste trasformazioni tra ruoli con giocatori che sanno adattarsi al contesto. Per questo dobbiamo tentare di avere più palla noi. Poi ovviamente portarla più o meno veloce è un altro discorso. Poi possiamo decidere se fare possesso sterile che non porta a niente o verticalizzare. Il sistema è liquido e lo dobbiamo valutare di volta in volta".

Il ruolo da leader di Yildiz

Tornando su Yildiz: "Cosa significa avere un leader di 20 anni? Prima di tutto dà forza a tutta la squadra. Le valutazioni di questi campioni sono in funzione di quanto fanno brillare la squadra. Lui ha quello strappo fulminante che ti mette in condizione di avere il grande vantaggio, chi ha questa qualità ti permette di giocare in superiorità. Quasi sempre salta il suo avversario. Poi ha estro, fantasia, finalizzazione, veramente tanta roba Yildiz. Il fatto che sia tanto giovane (e determinante come leader ndr) è qualcosa che fa parte della sua cultura e famiglia. Si vede che ha avuto un grande insegnamento, bello pulito, solare e sorridente. Saper stare con le altre persone e capirle è una qualità importantissima. La vera cultura è saper stare dentro i contesti e con persone che la pensano in modo diverso. Lui sa farsi apprezzare, è una qualità assoluta".

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Boga, Holm e gli acquisti futuri

Sugli acquisti di gennaio Boga e Holm: "Sono due giocatori forti che possono darci una mano. Ci serviva un giocatore con le caratteristiche come Yildiz, ma Boga sa stare anche da altre parti. Anche lui ha questa rapidità e tecnica e sensibilità con la palla al piede. Sa saltare l'avversario, tutte cose importanti che messe in un contesto che funziona diventa più facile adattarle in altri ruoli. Quando il contesto funziona ti fa essere più campione di quello che sei. Poi ci ha fatto vedere subito che ha personalità. Holm lo conosco da più tempo perché ha giocato a La Spezia, mia moglie è di lì e i miei figli sono nati lì. L'ho visto spesso e poi ha avuto una crescita grazie a Italiano". Sul futuro: "Se mi aspetto altri colpi alla Yildiz? Io penso che una delle migliori qualità degli allenatori sia quella di farsi comprare i giocatori. Ci vogliano calciatori forti che abbiano personalità, livello, che siano nelle condizioni di far giocare la squadra per degli obiettivi importanti. L'allenatore si può impegnare ed essere bravo o meno bravo, ma è il livello dei giocatori che determina. Quindi se dovessi essere io l'allenatore è chiaro che con la società lavoreremo per avere giocatori utili in questo senso, evitando spese inutili".

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La Lazio e il nuovo ruolo della punta

Sulla Lazio Spalletti è stato chiaro: "Sono una squadra in continuo movimento, di palleggio, sanno giocare a calcio. Sapersi adattare a scenari che cambiano di continuo è una qualità importante. Contro di loro le distanze e il ritmo devono essere allineati. Sapete qual è la qualità di Sarri, ti mette sempre la squadra addosso, con tutti sempre uniti. Bisogna essere bravi ad essere collegati e dobbiamo leggere i momenti della partita. Giocano meglio di quella che è la loro classifica". Sul nuovo ruolo della punta: "Nel calcio tanti anni fa il centravanti era il punto di arrivo, finalizzatore. Ora spesso è il punto di partenza, perché la finalizzazione viene distribuita in tutta la squadra. La prima punta da noi è quella che apre e dà spazio a McKennie. La punta che viene a giocare con la squadra ti fa superiorità e allo stesso tempo libera uno spazio, portandosi dietro il centrale. Come dicevo prima vogliamo essere una squadra in cui i giocatori si influenzano tra di loro. Poi ovviamente il centravanti deve saper finalizzare. Noi McKennie lo usiamo in più reparti anche perché sa gestire la classica pallata addosso".

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L'elogio a Kelly e come deve migliorare Conceicao

"Cosa ne penso di Kelly? Lui è un calciatore fortissimo, usa una percentuale bassa delle potenzialità che ha. Crediamo sia solo mancino, ma usa il destro benissimo. Ha qualità nelle scelte dei passaggi quando esce dal suo reparto. Ha una castagna di sinistro... può battere le punizioni di potenza. Qualcuna ora gliela vogliamo far battere, è completo come calciatore. Conceicao? Deve crescere, nel calcio moderno bisogna saper valutare qual è il pallone che cambia la storia della partita e bisogna farlo in due secondi. Il pallone obbedisce prima all'idea che al piede, bisogna avere un'idea ben precisa quando ricevi il pallone. L'istinto è difficile che ti dia la conclusione giusta" - ha spiegato Spalletti. Poi ha concluso: "Quanto peserà questo mese di scontri diretti? Bisogna avere una visione più completa di chi abbiamo davanti, noi non abbiamo di fronte solo una squadra ma il campionato, giochiamo ogni volta contro il nostro futuro. Ogni partita è nostra, nel senso che giochiamo sempre noi, sempre la nostra squadra. Dobbiamo giocare sempre la nostra partita, non in base al nome dell'avversario. Dobbiamo avere una mentalità, non deve influenzarci chi abbiamo davanti o il contesto. La mentalità non si spezza o adatta, è una voce che dice chi sei in ogni partita". 

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Boga, Holm e gli acquisti futuri

Sugli acquisti di gennaio Boga e Holm: "Sono due giocatori forti che possono darci una mano. Ci serviva un giocatore con le caratteristiche come Yildiz, ma Boga sa stare anche da altre parti. Anche lui ha questa rapidità e tecnica e sensibilità con la palla al piede. Sa saltare l'avversario, tutte cose importanti che messe in un contesto che funziona diventa più facile adattarle in altri ruoli. Quando il contesto funziona ti fa essere più campione di quello che sei. Poi ci ha fatto vedere subito che ha personalità. Holm lo conosco da più tempo perché ha giocato a La Spezia, mia moglie è di lì e i miei figli sono nati lì. L'ho visto spesso e poi ha avuto una crescita grazie a Italiano". Sul futuro: "Se mi aspetto altri colpi alla Yildiz? Io penso che una delle migliori qualità degli allenatori sia quella di farsi comprare i giocatori. Ci vogliano calciatori forti che abbiano personalità, livello, che siano nelle condizioni di far giocare la squadra per degli obiettivi importanti. L'allenatore si può impegnare ed essere bravo o meno bravo, ma è il livello dei giocatori che determina. Quindi se dovessi essere io l'allenatore è chiaro che con la società lavoreremo per avere giocatori utili in questo senso, evitando spese inutili".

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