Juve-Lazio che non avete visto: Sarri proibito, Conceicao smarrito e Spalletti tra profezie, calcioni e scuse

Tutti gli episodi nascosti della sfida dello Stadium tra bianconeri e biancocelesti ripresi da "BordoCam": le parole di Guida sul contatto Cabal-Gila

La Juve impatta contro la Lazio allo Stadium dopo un match dominato. È la partita del ritorno di Sarri e quella della celebrazione del rinnovo di Kenan Yildiz fino al 2030. Ennessima prestazione in pieno controllo dei bianconeri a cui però non corrispondono i 3 punti. Con questa arriviamo a 4 gare (Lecce, Cagliari e Atalanta in Coppa Italia) in cui la squadra di Spalletti crea più dell'avversario ma non ottiene il bottino pieno. Tutte le sfaccettature della partita sono state riprese da BordoCam su Dazn.

 

La festa per Yildiz e le scelte di Spalletti

È il giorno della celebrazione di Kenan Yildiz, accolto in pompa magna dallo Stadium per festeggiare il prolungamento di contratto fino al 2030. I tifosi bianconeri fanno sentire al turco tutto il loro amore con cori dedicati a lui durante il riscaldamento pre-partita. È anche il ritorno di Sarri a quello che per un anno è stato casa sua. Il tecnico toscano trova lo Stadium trasformato e lo dice a Spalletti: "Ma che hanno fatto alle panchine?". Nell'undici Spalletti fa a meno di Conceicao e Kelly, che partono entrambi dalla panchina, puntando su un 4-2-3-1 con Cambiaso come esterno alto. Oltre all'ex Genoa, ci sono McKennie e Yildiz a supporto di David. A centrocampo ci sono Thuram, Locatelli. Difesa a 4 con Kalulu, Bremer, Cabal e Koopmeiners. Sarri si affida al suo solito 4-3-3 con Maldini da falso nove.

Primo episodio, prima azione

Nemmeno il tempo di cominciare e già abbiamo il primo episodio dubbio. Direttamente dal calcio di inizio, la Juventus arriva nei pressi dell'area di rigore biancoceleste, all'interno della quale Marusic tocca il pallone con la mano. Guida però lascia correre. A fare da "leitmotiv" nel primo tempo è il nervosismo. Tanti gli errori da parte di entrambe le squadre, a cui i rispettivi allenatori reagiscono con stizza. Il primo tiro in porta della gara è per la Juventus: Cambiaso riceve palla da Yildiz e calcia dal limite dell'area in maniera debole e centrale, Provedel blocca. Al sedicesimo è nuovamente la squadra di Spalletti a rendersi pericolosa, questa volta con Bremer che di testa obbliga il portiere avversario a un grande intervento. Gli errori restano comunque tanti e i due allenatori iniziano ad appuntare informazioni sui loro taccuini.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Gila-Cabal e il gol annullato a Koopmeiners

Al 25' ecco l'episodio che sta tenendo banco in questi ultimi giorni. In area di rigore biancoceleste Gila atterra Cabal, che nel mentre riesce a scaricare il pallone. È proprio su quest'ultimo elelemento che si basa la decisione di Guida di non assegnare il calcio di rigore. Circondato dai giocatori bianconeri, l'arbitro è irremovibile: "È un contatto di gioco". Dopo la beffa arriva poi il danno. L'azione continua e sull'appoggio di Yildiz Koopmeiners infila la rete del vantaggio bianconero. Rete che viene tuttavia annullata poichè segnalato un fuorigioco di Kephren Thuram. La reazione dell'olandese non lascia spazio a interpretazioni: la delusione sul suo volto è palpabile, quel gol gli sarebbe servito tanto.

La sofferenza e il vantaggio della Lazio

La Lazio continua a faticare. Prima subisce un altro tiro da Cambiaso, poi perde per infortunio Basic, che però stringe i denti e termina il primo tempo. Sarri capisce il momento difficile dei suoi e non potendo scendere direttamente lui in campo, si affida alla più classica scaramanzia "toccando ferro". A 30 secondi dal termine della prima frazione di gara, Locatelli perde un pallone sanguinoso innescando la ripartenza di Maldini, abile a scaricare immediatamente su Pedro. Lo spagnolo è fortunato a trovare la deviazione di Bremer, che spedisce il pallone alle spalle di Di Gregorio e regala il vantaggio alla Lazio allo scadere dei primi 45 minuti. Sarri esulta, Spalletti rimane immobile e sconsolato. Come contro Lecce, Cagliari e Atalanta in Coppa Italia, la Juve prende gol al primo tiro in porta avversario.

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La dinamica Conceicao-Zhegrova e i cambi del secondo tempo

Prima della ripresa della partita c'è spazio per un episodio curioso accaduto durante il riscaldamento. Il prescelto per entrare in campo nel secondo tempo sembra essere Conceicao, che comincia a scaldarsi. Il portoghese però appare dolorante e si tocca spesso la gamba e così ritorna negli spogliatoi. A essere chiamato in campo è quindi Zhegrova, ma anche Conceicao ritorna dagli spogliatoi ma dopo pochi istanti e, dopo essersi consultato con lo staff medico, ritorna da dove era venuto. Alla fine il cambio viene fatto e al posto di Cabal in campo entra Zhegrova. Sembra essere stata solo una questione di tempistiche, perchè a pochi minuti dall'inizio del secondo tempo, e con Zhegrova già in campo, Conceicao arriva a bordo campo e la sua reazione è un misto tra sorpresa e delusione. Per la Lazio al posto di Basic entra Dele-Bashiru

Il raddoppio Lazio e il gol Juve

Pronti via e la Lazio raddoppia. Il più classico dei passaggi "corto-corto-lungo" manda in porta Isaksen, che brucia in velocità Cambiaso e infila un Di Gregorio tutt'altro che perfetto. La panchina della Lazio esulta, Yildiz chiede una sveglia alla squadra, Spalletti predica calma. È proprio il numero 10 bianconero a caricarsi la squadra sulle spalle, chiedendo continuamente di essere servito. La Lazio ha l'occasione per il 3-0 con un pessimo tiro di Dele-Bashiru e la Juve, con il più classico dei gol sbagliati e gol subiti, accorcia le distanze con il solito McKennie. Tutto nasce da un tiro di Zeghrova, Cambiaso recupera il pallone e lo crossa in mezzo dove trova la testa di McKennie che, dopo un bacio al palo, manda il pallone in rete. L'americano inizialmente non esulta, poi sventola la bacchetta magica.

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Dominio, rischi e il pareggio telecomandato

Nei successivi minuti la Juve ha altre tre grandi occasioni con McKennie, Locatelli e Bremer, tutte a vuoto: Pinsoglio si inginocchia disperato, mentre Spalletti per la stizza calcia un pallone che si ritrova davanti e colpisce involontariamente uno dei presenti a bordocampo, chiedendo poi prontamente scusa. Intanto la Lazio va vicina al tris con Taylor. I padroni di casa passano quindi al 3-4-2-1 con gli ingressi di Kelly e Boga. All'86esimo la Lazio ha la chance del 3-2 ma Dele-Bashiru spreca nuovamente spedendo il pallone alle stelle da pochi passi. Guida assegna sei minuti di recupero: decisione che manda in ansia Sarri, che guarda nervosamente il suo orologio e il cronometro. Siamo in pieno recupero, la Juve non ha più nulla da perdere e Spalletti indossa i panni del profeta gridando a squarciagola: "Boga, stai alto,vai su, vai là". Pochi secondi dopo Miretti trasforma una palla che aveva allungato troppo in un tunnel vincente su Noslin, apre il gioco sulla sinistra e chi trova? Boga che ha eseguito gli ordini dell'allenatore, ricevesalta l'uomo e mette in mezzo, pescando un liberissimo Kalulu che incorna di testa. La panchina della Juve, e Vlahovic sceso a bordocampo, esplodono di gioia.

Gli ultimi minuti

La Juventus ora crede addirittura nella vittoria ed in effetti la sfiora per ben due volte. Entrambe con Openda. Nella prima il belga calcia a lato di molto, nella seconda - molto più nitida - lo stesso Openda colpisce di testa, mandando la palla fuori di poco. L'arbitro Guida fischia la fine della partita e la Juventus, per l'ennesima volta, non riesce a conquistare i 3 punti, nonostante la maggior mole di gioco e occasioni create rispetto ai biancocelesti. Sono 93 i tiri messi a segno dai bianconeri nelle ultime 4 gare e il gol subito è sempre stato il primo fatto dagli avversari. Polveri bagnate.

 

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La Juve impatta contro la Lazio allo Stadium dopo un match dominato. È la partita del ritorno di Sarri e quella della celebrazione del rinnovo di Kenan Yildiz fino al 2030. Ennessima prestazione in pieno controllo dei bianconeri a cui però non corrispondono i 3 punti. Con questa arriviamo a 4 gare (Lecce, Cagliari e Atalanta in Coppa Italia) in cui la squadra di Spalletti crea più dell'avversario ma non ottiene il bottino pieno. Tutte le sfaccettature della partita sono state riprese da BordoCam su Dazn.

 

La festa per Yildiz e le scelte di Spalletti

È il giorno della celebrazione di Kenan Yildiz, accolto in pompa magna dallo Stadium per festeggiare il prolungamento di contratto fino al 2030. I tifosi bianconeri fanno sentire al turco tutto il loro amore con cori dedicati a lui durante il riscaldamento pre-partita. È anche il ritorno di Sarri a quello che per un anno è stato casa sua. Il tecnico toscano trova lo Stadium trasformato e lo dice a Spalletti: "Ma che hanno fatto alle panchine?". Nell'undici Spalletti fa a meno di Conceicao e Kelly, che partono entrambi dalla panchina, puntando su un 4-2-3-1 con Cambiaso come esterno alto. Oltre all'ex Genoa, ci sono McKennie e Yildiz a supporto di David. A centrocampo ci sono Thuram, Locatelli. Difesa a 4 con Kalulu, Bremer, Cabal e Koopmeiners. Sarri si affida al suo solito 4-3-3 con Maldini da falso nove.

Primo episodio, prima azione

Nemmeno il tempo di cominciare e già abbiamo il primo episodio dubbio. Direttamente dal calcio di inizio, la Juventus arriva nei pressi dell'area di rigore biancoceleste, all'interno della quale Marusic tocca il pallone con la mano. Guida però lascia correre. A fare da "leitmotiv" nel primo tempo è il nervosismo. Tanti gli errori da parte di entrambe le squadre, a cui i rispettivi allenatori reagiscono con stizza. Il primo tiro in porta della gara è per la Juventus: Cambiaso riceve palla da Yildiz e calcia dal limite dell'area in maniera debole e centrale, Provedel blocca. Al sedicesimo è nuovamente la squadra di Spalletti a rendersi pericolosa, questa volta con Bremer che di testa obbliga il portiere avversario a un grande intervento. Gli errori restano comunque tanti e i due allenatori iniziano ad appuntare informazioni sui loro taccuini.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
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Juve-Lazio che non avete visto: Sarri proibito, Conceicao smarrito e Spalletti tra profezie, calcioni e scuse
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Gila-Cabal e il gol annullato a Koopmeiners
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La dinamica Conceicao-Zhegrova e i cambi del secondo tempo
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Dominio, rischi e il pareggio telecomandato