© Juventus FC via Getty ImagesChe la qualità fosse superiore alla media europea era evidente già prima del suo approdo alla Juventus. Ma alla sicurezza e all’intelligenza tattica nel cuore del centrocampo, la svizzera Lia Wälti ha da subito aggiunto un ingrediente prezioso: l’umiltà. Non banale per chi arriva forte di una Champions League appena alzata al cielo, con l’Arsenal, e con l’aura del “colpo più importante della storia delle Women”, titolo che, non a caso, non le piace. Le piace, invece, l’idea di poter dare il proprio contributo per rendere anche la Juventus grande in Europa. Contributo che servirà come l’aria per la doppia sfida playoff contro il Wolfsburg, che inizia domani in Germania e si chiude giovedì prossimo allo Stadium.
Lia Wälti, domani c'è una sfida che il tecnico Canzi ha definito “gara che vale una stagione”: è il modo giusto per caricare il vostro spogliatoio?
«Sicuramente è il modo giusto, anche se disputare la Champions League è già di per sé una grande motivazione: è il sogno di qualsiasi giocatrice viverla, confrontarsi con le migliori squadre d’Europa. Vogliamo conquistare i quarti di finale e sappiamo che per farlo serviranno due ottime prestazioni contro una squadra forte che negli ultimi anni ha dato prova di grande continuità».
Qual è la caratteristica più pericolosa del Wolfsburg?
«La mentalità: affronteremo un’avversaria molto combattiva, che non molla mai. Che corre, che lotta con intensità e che proverà a fare gol fino all’ultimo istante».
La qualificazione ai quarti è apertissima: cosa non dovrete assolutamente sbagliare?
«Dobbiamo partire da una grande solidità difensiva, limitando le loro occasioni. In sfide come queste anche un piccolo errore può essere determinante: dovremo rimanere sempre concentrate tenendo alta fino all’ultimo l’intensità mentale».
Torna la Champions e, giovedì prossimo per il ritorno, si riapriranno le porte dello Stadium: lei è abituata a certi palcoscenici, ma qual è stata l'emozione la prima volta?
«Allo Stadium l’atmosfera è molto speciale, è uno stadio “stretto” in cui riesci a sentire molto vicino il sostegno dei tifosi. Ero già stata allo Stadium con l’Arsenal, ma scendere su quel campo con la maglia della Juventus è stata un’emozione incredibile e completamente nuova. Mi auguro che, per la gara di ritorno, tantissimi tifosi decidano di riempire gli spalti perché hanno già dimostrato di poterci aiutare molto».
