TORINO - Alla “Rimessa” di Montaione, il locus amoenus per eccellenza di Luciano Spalletti, ci sono oggetti di ogni tipo. Un mare magnum di ricordi calcistici, tra maglie, trofei e articoli di giornale che fanno parte della vita del tecnico della Juventus. Spuntano fogli e cartelline, a pochi passi dalla celebre stanza delle casacche dei tanti giocatori incrociati in carriera. Tra queste, ce n’è una che spicca. Per il significato simbolico assunto: il regolamento dello spogliatoio dell’Inter della stagione 2018-2019. Una sorta di tavola delle leggi per Spalletti, che l’aveva preparato minuziosamente con la società.
Spalletti e il caso Icardi all'Inter
In quell’anno si ritrovò ad affrontare la questione Mauro Icardi. L’intromissione di Wanda Nara, lo spogliatoio in rivolta, i senatori che bussano alla porta di Lucio per chiedergli di prendere una posizione. C’è un momento simbolico di quella gestione che resta scolpita nella memoria di quella Inter: la conferenza stampa del 31 marzo 2019, dopo la sconfitta contro la Lazio. Spalletti tuonò così: "Per come si è comportato è giusto che Mauro stia fuori. Gli eventi sono sotto gli occhi di tutti, dentro gli spogliatoi ci sono gli altri". E aggiunse una considerazione sulla mediazione dell’avvocato Nicoletti, che cercò il dialogo con la società per far rientrare il caso: "Pensate a cosa vuol dire fare una trattativa con un giocatore per convincerlo a vestire la maglia dell’Inter". Sì, lì Spalletti si sentì solo. Scaricato.
