Kelly, reborn Juve: "Qui devi essere in un solo modo. Vi spiego McKennie e le esultanze"

Il difensore bianconero ha raccontato diversi aneddoti in una lunga intervista: "Dal punto di vista tattico c'è una differenza evidente rispetto a prima"

Lloyd Kelly si racconta. Il difensore inglese è diventato sempre più un punto di riferimento della Juve, e ai microfoni di CBS Sports Golazo il centrale ha toccato tanti argomenti a tinte bianconere. L'arrivo a Torino, la Serie A e le differenze con la Premier League, ma anche (inevitabilmente) l'imminente sfida che la sua Juve avrà questo sabato a San Siro con l'Inter. Un'intervista a tutto tondo, dove non sono mancate le parti esilaranti, specie quando si tratta di cibo e di differenze tra Italia e Inghilterra.

Kelly e la tattica in Italia

Kelly analizza innanzitutto le differenza tra campionato italiano e inglese: "Dal punto di vista tattico c’è una differenza evidente e, da difensore, è una cosa che si nota fin da subito. In Italia c’è una mentalità molto difensiva: tanti difensori leggendari sono passati da questo campionato. Ad oggi forse la Premier League è la più veloce e intensa dal punto di vista fisico, ma tatticamente la Serie A è senza dubbio ai massimi livelli".

E ancora sulla tattica: "Da quando sono arrivato, tutti gli allenatori hanno dato grande importanza all'aspetto tattico, è tanto curato. Ma al contempo lavoriamo molto anche dal punto di vista fisico e dei dati: corsa, carichi di lavoro e intensità sono molto simili alla Premier League. La verra differenza sta nell’analisi tattica, che qui in Italia è molto più approfondita".

L'arrivo alla Juve

Si passa al suo arrivo alla Juventus: "Quando sono arrivato sapevo quanto fosse grande il club e cosa significasse giocare qui. Ma è necessario un po’ di tempo per ambientarsi, abbassare la testa e concentrarsi esclusivamente sul rendimento in campo. Qui devi vivere e respirare la maglia: è così che deve essere".  E a proposito di maglie da gioco: "Lo stile è cambiato molto rispetto a quando ho cominciato a giocare. Prima c’erano capi pesanti e larghi, invece le divise di questa stagione sono davvero bellissime, anche quelle speciali da partita. È una bella sensazione indossare qualcosa che ti piace realmente".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

McKennie e le esultanze bianconere

Dalla divisa a chi la maglia con lui la condivide, come... Weston McKennie, sempre più un fattore nella squadra di Luciano Spalletti: "La costanza delle sue prestazioni, nonostante tutto quello che succede attorno, dice molto su di lui. La sua mentalità in allenamento e in partita è sempre la stessa. È uno di quei giocatori su cui puoi contare in ogni situazione. Ha giocato in tantissimi ruoli diversi, ma ovunque vada lavora sempre per la squadra".

E McKennie è tra i protagonisti delle divertenti esultanze bianconere ai gol: "È nato tutto da una conversazione a pranzo. Io ero coinvolto inizialmente, ma poi durante i match sono stati gli altri a portare avanti le esultanze e io sono rimasto un po’ fuori. Però è bello vederle. Aggiungono qualcosa al gioco: più facciamo gol, più ne vedrete".

"Italia o Inghilterra?"

McKennie è stato spesso incalzato sulle sue abitudini culinarie diverse rispetto a quelle tradizionali italiane. E a proposito di cibo (ma non solo) a Kelly sono state fatte proprio delle domande su usi e costumi tricolori a confronto con quelli inglesi: "Cibo? Direi italia. L'errore culinario che ricordo è che quando sono arrivato ho provato a mettere il pollo sopra la pasta... Un mio compagno mi ha guardato malissimo!". Se sul meteo sceglie l'Italia, sul tempo libero opta per l'Inghilterra. Infine la moda, dove la preferenza è abbastanza sorprendente: "Direi Inghilterra, perché c’è più varietà e diversità".

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Sfida all'Inter e il gol all'andata

Tornando al campo, sabato si giocherà Inter-Juve, una partita differente dalle altre: "Si sente un’atmosfera diversa. Non solo per i giocatori, ma anche per gli staff e i tifosi. È una partita grandissima nella storia della Serie A e riceve un’attenzione particolare. Ma serve mantenere lo stesso approccio mentale che si ha in ogni altra gara. Sarà difficile: rispetto all’andata tutt'e due le squadre sono cresciute molto".

E a proposito dell'andata, a stappare l'incontro fu proprio Kelly con un bellissimo gol al volo: "È stato un po’ una sorpresa, a dire il vero. Non sapevo cosa sarebbe successo: Bremer è stato bravo a tenere viva l’azione e a rimetterla in mezzo, io ero indeciso se controllare o calciare subito, ma fortunatamente è andata bene".

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Lloyd Kelly si racconta. Il difensore inglese è diventato sempre più un punto di riferimento della Juve, e ai microfoni di CBS Sports Golazo il centrale ha toccato tanti argomenti a tinte bianconere. L'arrivo a Torino, la Serie A e le differenze con la Premier League, ma anche (inevitabilmente) l'imminente sfida che la sua Juve avrà questo sabato a San Siro con l'Inter. Un'intervista a tutto tondo, dove non sono mancate le parti esilaranti, specie quando si tratta di cibo e di differenze tra Italia e Inghilterra.

Kelly e la tattica in Italia

Kelly analizza innanzitutto le differenza tra campionato italiano e inglese: "Dal punto di vista tattico c’è una differenza evidente e, da difensore, è una cosa che si nota fin da subito. In Italia c’è una mentalità molto difensiva: tanti difensori leggendari sono passati da questo campionato. Ad oggi forse la Premier League è la più veloce e intensa dal punto di vista fisico, ma tatticamente la Serie A è senza dubbio ai massimi livelli".

E ancora sulla tattica: "Da quando sono arrivato, tutti gli allenatori hanno dato grande importanza all'aspetto tattico, è tanto curato. Ma al contempo lavoriamo molto anche dal punto di vista fisico e dei dati: corsa, carichi di lavoro e intensità sono molto simili alla Premier League. La verra differenza sta nell’analisi tattica, che qui in Italia è molto più approfondita".

L'arrivo alla Juve

Si passa al suo arrivo alla Juventus: "Quando sono arrivato sapevo quanto fosse grande il club e cosa significasse giocare qui. Ma è necessario un po’ di tempo per ambientarsi, abbassare la testa e concentrarsi esclusivamente sul rendimento in campo. Qui devi vivere e respirare la maglia: è così che deve essere".  E a proposito di maglie da gioco: "Lo stile è cambiato molto rispetto a quando ho cominciato a giocare. Prima c’erano capi pesanti e larghi, invece le divise di questa stagione sono davvero bellissime, anche quelle speciali da partita. È una bella sensazione indossare qualcosa che ti piace realmente".

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Kelly, reborn Juve: "Qui devi essere in un solo modo. Vi spiego McKennie e le esultanze"
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McKennie e le esultanze bianconere
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Sfida all'Inter e il gol all'andata