Ecco, l’immagine è quella lì. Non l’esultanza di Zielinski. Non la corsa sfrenata di Locatelli sotto il settore ospiti. Ma Kalulu, incredulo, che chiede di rivedere al Var ciò che il Var non può rivedere: surreale. Però vero, concreto, un bisogno esplicitato e all’ennesima potenza. Quella scaturita da un’ingiustizia vissuta sulla propria pelle. Il giorno dopo è il più classico dei rimuginii: faticano tutti a credere che sia accaduto, eppure è accaduto. E il tam-tam social, dagli insulti alle richieste di spiegazioni, dai cavilli regolamentari alle più semplici delle ricostruzioni, difficilmente si arresterà in poco tempo. A prescindere dal Galatasaray, la partita più importante, il percorso da fare.
Il vero responsabile
No, le ultime ore sono state tutte per un uomo, il colpevole più colpevole di tutti, almeno per i tifosi juventini. La Penna? Macché. Bastoni, semmai. «Il vero responsabile è lui, ma è incredibile che ancora oggi non si arrivino a mettere in atto due regole determinanti: la prima è la revisione del giallo sull’espulsione, la seconda è che non si sanzioni in modo pesante chi commette questi atti così antisportivi». A parlare è Massimo Giletti, giornalista e autore tv, grandissimo tifoso bianconero. Sabato ha guardato il match, al termine era esterrefatto: «Vogliamo continuare a vedere i finti morti? Non bastano le parole di De Rossi, di Conte, dei protagonisti? Bisogna sanzionare gli sleali, quelli che traggono in inganno l’arbitro», la sua richiesta. Che richiama un po’ le parole - ormai famose - di Ravanelli, il primo a indicare come questo modus operandi degli arbitri possa effettivamente indurre i giocatori a sfruttare scorciatoie quantomeno sgradevoli. «Immagini che stridono davanti alla bellezza dei Giochi, nella quale sono ormai immersa», sorride, amara, Evelina Christillin. «L’errore è marchiano: cambieranno le regole del Var, ma servirà tempo. Detto questo, l’arbitro ha sbagliato, ma Bastoni ha fatto la figura peggiore. Dovevano ammonire lui...».
