Yildiz torna da eroe nella sua Turchia: pronta un'accoglienza speciale per la stella della Juve

Alla fine del 2023, la scelta di vestire la maglia della selezione turca. L’ex agente: "Era l’unica opzione, la Germania non aveva mai bussato"

Quando non si esprime al 100% del proprio potenziale, la Juve è un’altra cosa. Normale che sia così, trattandosi di Kenan Yildiz, uno che la differenza la fa in maniera naturale. Non è successo contro Atalanta, Lazio e Inter, tre partite nelle quali l’asticella si è alzata parecchio. Ha deluso realmente soltanto a San Siro: una sola fiammata alla mezz’ora, poi tanto fieno portato in cascina per la fase di non possesso. Ma Spalletti, estremamente soddisfatto del rendimento, non gli chiede di fare la mezzala. Sa come prenderlo, però. Anche nei momenti in cui non rende al massimo. Perché ha vissuto una situazione simile con Khvicha Kvaratskhelia. Con Victor Osimhen si esprimeva in un modo, senza il nigeriano le difficoltà aumentavano considerevolmente. Alla Juve nessuno strappa energie alle difese avversarie come faceva Osimhen a Napoli, per cui ogni singolo occhio ricade sui movimenti di Yildiz. Stasera dovrà pure convivere con una forte componente emotiva, legata alla Turchia di papà Engin.

"Al Bayern nessuno lo ha preso in considerazione"

La Nazionale che ha scelto, il popolo che ha deciso di abbracciare. Approfittando del sonno profondo della Germania. Il suo ex procuratore Hector Peris, a fine 2023, parlò così di quel bivio: «Davvero non ci spieghiamo perché, ai tempi del Bayern Monaco, nessuno l’abbia preso in considerazione. Nella nostra posizione non era facile gestire tutto, anche a livello familiare. La Turchia è stata l’unica opzione possibile perché la Germania non si è mai interessata a Kenan». Yildiz non ne ha fatto un dramma, pur avendo passato più di un pezzo di vita a Ratisbona. Ha sposato il progetto turco, ha creduto nella forza delle radici e ha scelto di voler rappresentare un intero popolo. Senza aspettare la Germania. Ecco perché al Rams Park verrà applaudito da tutto lo stadio, ricevendo un’accoglienza da eroe: Yildiz ama la Turchia. L’ha messa in cima ai propri pensieri senza nemmeno dover convivere con l’inscindibile vincolo di sangue. I turchi gli sono riconoscenti.  

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

 Futuro Juve 

Anche le vicende del rinnovo di contratto con la Juve sono state seguite con molto trasporto in patria. Il prolungamento fino a giugno 2030, con il riconoscimento economico che dall’estate lo porterà ad essere il giocatore più pagato della rosa, è una vittoria per Yildiz. Ma è allo stesso tempo un segno dei tempi che stanno cambiando: a piccoli passi, infatti, un giocatore turco si sta avvicinando ad essere tra i migliori al mondo. Non è poco. Recentemente pure Vincenzo Montella l’ha incoronato: «Per Yildiz prevedo un futuro di altissimo livello negli anni a venire: ha qualcosa di Del Piero». Strada tracciata per Kenan, che insieme ad Arda Guler del Real Madrid guida una generazione dorata per la Turchia. A marzo, però, ci sono ancora i Mondiali da conquistare: si passa dalla semifinale playoff contro la Romania. Ed è effettivamente dietro l’angolo. Proprio per questo nessuno si sogna di fischiare Yildiz da avversario del Galatasaray, anzi sarà guardato con ammirazione e curiosità.

Kenan l'alieno 

Il classe 2005, di fronte ad un pubblico amico, ha però un solo desiderio scolpito nella mente: la voglia di portare la Juve agli ottavi. Di trascinarla ad uno step di crescita rimandato lo scorso anno: la sconfitta contro il Psv, nei supplementari di Eindhoven, è ancora un incubo ricorrente per buona parte del gruppo. In più, Kenan vuole lasciarsi alle spalle la prestazione opaca di San Siro. L’uomo in meno ha costretto la Juve a rivedere gran parte dello spartito, ma resta scolpita la poca presenza nelle azioni pericolose create contro l’Inter. Non è un passo indietro, ma la dimostrazione che le attenzioni intorno al 10 continueranno ad aumentare. Come le marcature e i raddoppi. Dovrà essere lui a trovare sempre deviazioni di percorso. Spalletti ha regalato al mondo una definizione da pelle d’oca: «Yildiz è un alieno, a volte fa qualche errore per vedere se rientra nella normalità, ma non ce la fa: non può diventare un giocatore normale, resta un extraterrestre». Non sono solo parole, ma immagini. Ritratti di un campione. 

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Quando non si esprime al 100% del proprio potenziale, la Juve è un’altra cosa. Normale che sia così, trattandosi di Kenan Yildiz, uno che la differenza la fa in maniera naturale. Non è successo contro Atalanta, Lazio e Inter, tre partite nelle quali l’asticella si è alzata parecchio. Ha deluso realmente soltanto a San Siro: una sola fiammata alla mezz’ora, poi tanto fieno portato in cascina per la fase di non possesso. Ma Spalletti, estremamente soddisfatto del rendimento, non gli chiede di fare la mezzala. Sa come prenderlo, però. Anche nei momenti in cui non rende al massimo. Perché ha vissuto una situazione simile con Khvicha Kvaratskhelia. Con Victor Osimhen si esprimeva in un modo, senza il nigeriano le difficoltà aumentavano considerevolmente. Alla Juve nessuno strappa energie alle difese avversarie come faceva Osimhen a Napoli, per cui ogni singolo occhio ricade sui movimenti di Yildiz. Stasera dovrà pure convivere con una forte componente emotiva, legata alla Turchia di papà Engin.

"Al Bayern nessuno lo ha preso in considerazione"

La Nazionale che ha scelto, il popolo che ha deciso di abbracciare. Approfittando del sonno profondo della Germania. Il suo ex procuratore Hector Peris, a fine 2023, parlò così di quel bivio: «Davvero non ci spieghiamo perché, ai tempi del Bayern Monaco, nessuno l’abbia preso in considerazione. Nella nostra posizione non era facile gestire tutto, anche a livello familiare. La Turchia è stata l’unica opzione possibile perché la Germania non si è mai interessata a Kenan». Yildiz non ne ha fatto un dramma, pur avendo passato più di un pezzo di vita a Ratisbona. Ha sposato il progetto turco, ha creduto nella forza delle radici e ha scelto di voler rappresentare un intero popolo. Senza aspettare la Germania. Ecco perché al Rams Park verrà applaudito da tutto lo stadio, ricevendo un’accoglienza da eroe: Yildiz ama la Turchia. L’ha messa in cima ai propri pensieri senza nemmeno dover convivere con l’inscindibile vincolo di sangue. I turchi gli sono riconoscenti.  

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