Pagina 3 | “Inferno Galatasaray, ecco i segreti. Yildiz icona Juve alla Del Piero. Spalletti? Uno di famiglia”

È il più grande allenatore nella storia del calcio turco. Il più decorato. Fatih Terim detto “Imparator”, Imperatore. Ct della Nazionale della Mezzaluna bronzo agli Europei 2008. E l’unico ad aver trionfato in campo internazionale: conquistò nel 2000 la Coppa UEFA liquidando in finale l’Arsenal di Wenger alla guida del suo adorato Galatasaray, di cui è il tecnico leggenda. Ha allenato il “CimBom” per un totale di 13 anni in 4 periodi diversi mettendo in bacheca 17 trofei. Oggi 72enne, ha terminato l’anno scorso la quarta esperienza all’estero al comando dei sauditi dell’Al Shabab Riyadh, oltre a quelle del passato con Fiorentina e Milan e la più recente col Panathinaikos. “Imperatore”, come vede l’eurosfida tra Galatasaray e Juventus«Credo sia il miglior playoff di questa Champions League. Molto emozionante, atteso, avvincente. Se avessi una prospettiva neutrale, vorrei sicuramente guardare la partita di Istanbul e non altre. Ogni incontro tra Gala e Juve ha avuto una sua storia, comprese le gare cui ho partecipato io nel 1998 e nel 2003. La Juventus è stata una delle rivali più speciali della mia carriera. Abbiamo anche ottenuto un fantastico pareggio per 3-3 con la Fiorentina a Torino. Penso che la parola chiave di questo match sarà “intensità”. Il Galatasaray, soprattutto nelle partite di Champions, ha voglia di giocare ad alto ritmo come squadra, a partire da Osimhen in prima linea per continuare con il supporto dei centrocampisti. Considerando il recente stile di gioco della Juventus, mi aspetto uno scontro molto duro sul campo dal punto di vista calcistico. Il Galatasaray è la mia vita. Sosterrò il "CimBom" con tutto il cuore». 

Il fattore campo e i campioni del Gala

Giocare in casa nello stadio “infernale” Ali Sami Yen potrebbe essere decisivo per i giallorossi? «Avere il sostegno dei nostri caldissimi tifosi nella prima partita sarà sicuramente un enorme vantaggio per il Galatasaray. Sono sicuro che gli oltre 50.000 fans del "CimBom" daranno il massimo. Spero che assisteremo a una delle serate indimenticabili nella storia del Gala». In termini di singoli giocatori, il Gala sembra più forte della Juventus: i bianconeri non hanno campioni del calibro di Osimhen, Icardi, Gündogan, Sané... «Dobbiamo guardare la questione da entrambi i punti di vista. Parto dai bianconeri: da quando Spalletti ha assunto la guida della squadra a fine ottobre, la Juventus è diventata più energica, intensa e veloce. Yildiz è la stella più brillante, ma uno dei principali vantaggi della Juve è la sua flessibilità tattica. La Juventus sa cambiare spesso assetto e riesce a farlo con successo grazie ai molti calciatori in grado di ricoprire diverse posizioni nel corso della partita. McKennie è estremamente prezioso per la squadra. Può giocare terzino destro, centrocampista centrale o anche seconda punta durante i 90’. Allo stesso modo Cambiaso, sebbene sia un terzino, giostra bene a centrocampo. Khéphren Thuram può ricoprire diversi ruoli. Locatelli è molto costante nel suo posizionamento. Conceição può fare la differenza con la sua velocità. E ci sono tanti altri giocatori di valore a rendere la Juventus un avversario serio che deve sempre essere rispettato». 

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"A volte basta un solo secondo..."

Ora passiamo al Gala. «Anche il Galatasaray ha calciatori importanti. Non si può fare altro che rispettare grandi nomi come Osimhen, Icardi, Torreira, che ha lasciato il segno in Italia e ha una mentalità da campione, e giocatori di fama mondiale come Gündoğan, Sané e Lang. A volte basta un solo secondo a questi campioni per cambiare l’intero scenario. E quando si guarda alla rosa del Galatasaray, ci sono altri elementi importanti accanto a queste stelle. Calciatori come Bardakci, Akgün e Bariş Alper Yilmaz hanno fornito un contributo significativo ai titoli del club, sono il cuore turco di questa squadra. Ayhan, che ho allenato anche quando ha giocato la sua prima partita in Nazionale, ha ricoperto ruoli importanti nelle ultime tre stagioni. Pure Elmali, entrato a far parte della squadra la scorsa stagione, è un nazionale. Vorrei parlare inoltre di Uğurcan Çakir. Ha preso il posto di uno dei portieri più importanti nella storia del club, Fernando Muslera: non è mai facile. Eppure ha fatto molto bene sinora e migliorerà ancora. È un portiere di alto livello secondo gli standard europei, il numero uno in Turchia. Sono stato felice di partecipare al trasferimento del franco-camerunese Sacha Boey al Galatasaray e sono contento di vederlo tornare a casa». 

 

 

Lemina out, Yildiz e Spalletti

Tra le fila dei turchi rientrerebbe pure un altro sue ex giocatore, l’ex Juve Lemina, che però non ci sarà per via della squalifica... «Uno svantaggio per il Gala, ma lui dimostrerà il suo valore nel ritorno a Torino. È molto importante per il Galatasaray, un leader in campo con il carattere di un capitano. E c’è anche l’ungherese Roland Sallai, che ha sempre una sorpresa pronta per l’avversario. Corre per tutta la partita senza fermarsi. Il brasiliano Gabriel Sara è un’altra figura chiave. Dal fischio d’inizio lo si vede su tutto il campo: è sempre un’opzione di passaggio per i compagni, a volte è lui a dare il via alla pressione in attacco e soprattutto è un’arma importante sui calci piazzati». 

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"Yildiz come Del Piero e Zidane"

Qual è la sua opinione su Yildiz, blindato dalla Juventus con un contratto fino al 2030? A chi lo paragona? Lui dice che il suo idolo e fonte di ispirazione è Del Piero. Ritiene che Kenan in futuro possa aspirare alla conquista del Pallone d’Oro? «È una vera stella, come recita il suo cognome. Lo guardo con gioia. È uno dei migliori giocatori non solo della Juventus, ma anche d’Europa. Alcuni calciatori sono nati per essere “star”. Kenan è uno di loro. Sono contento che abbia prolungato il contratto. Penso che avessero bisogno di un’icona come lui. Potrebbe essere un idolo in grado di soddisfare le esigenze della Juve in questo senso dopo Del Piero, che mi è piaciuto molto veder giocare durante la sua carriera. Non so cosa gli riserverà il futuro, ma in quest’epoca di frequenti cambiamenti di maglia, devo dire che la posizione che la Juve ha riservato a Kenan è qualcosa di cui andare fieri. Se continuerà così la sua carriera alla Juventus potrebbe raggiungere lo stesso livello di Del Piero, affiancando leggende come Platini, Zidane, Buffon e il mio caro amico Nedvěd nella storia del club. E non va scordato che è ancora molto giovane. L’anno scorso mi ha fatto visita e mi ha reso felice. S’è rivolto a me chiamandomi “Hocam” (ndr: Maestro, Prof). Ho constatato che Kenan non è solo un bravo giocatore, ma anche un ragazzo molto rispettoso e perbene. Spero continui a renderci orgogliosi». 

"Spalletti importante nella mia vita"

Cosa pensa del suo collega Luciano Spalletti? «Per me non è solo un collega o un amico. È una persona che occupa un posto importante nella mia vita, qualcuno che considero come un membro della mia famiglia. A volte una stretta di mano sincera o un abbraccio forte sono più efficaci di mille parole. Si percepisce chiaramente ciò che l’altra persona pensa di te. Questo è il tipo di rapporto che ho con Luciano. Quando c’incontriamo, ci comportiamo e anche scherziamo come due veri amici. Ci conosciamo da molto tempo: all’inizio degli anni 2000, quando lavoravo alla Fiorentina, c’incontravamo a Firenze e facevamo lunghe chiacchierate sul calcio. Mi piace scambiare idee con lui. Ha lavorato in grandi club italiani e, sin dai suoi primi anni all’Empoli, è riuscito a lasciare il segno in ogni squadra che ha allenato. Ha portato il Napoli allo scudetto dopo 33 anni e la Juventus con il suo arrivo è diventata molto più pericolosa».

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"Yildiz come Del Piero e Zidane"

Qual è la sua opinione su Yildiz, blindato dalla Juventus con un contratto fino al 2030? A chi lo paragona? Lui dice che il suo idolo e fonte di ispirazione è Del Piero. Ritiene che Kenan in futuro possa aspirare alla conquista del Pallone d’Oro? «È una vera stella, come recita il suo cognome. Lo guardo con gioia. È uno dei migliori giocatori non solo della Juventus, ma anche d’Europa. Alcuni calciatori sono nati per essere “star”. Kenan è uno di loro. Sono contento che abbia prolungato il contratto. Penso che avessero bisogno di un’icona come lui. Potrebbe essere un idolo in grado di soddisfare le esigenze della Juve in questo senso dopo Del Piero, che mi è piaciuto molto veder giocare durante la sua carriera. Non so cosa gli riserverà il futuro, ma in quest’epoca di frequenti cambiamenti di maglia, devo dire che la posizione che la Juve ha riservato a Kenan è qualcosa di cui andare fieri. Se continuerà così la sua carriera alla Juventus potrebbe raggiungere lo stesso livello di Del Piero, affiancando leggende come Platini, Zidane, Buffon e il mio caro amico Nedvěd nella storia del club. E non va scordato che è ancora molto giovane. L’anno scorso mi ha fatto visita e mi ha reso felice. S’è rivolto a me chiamandomi “Hocam” (ndr: Maestro, Prof). Ho constatato che Kenan non è solo un bravo giocatore, ma anche un ragazzo molto rispettoso e perbene. Spero continui a renderci orgogliosi». 

"Spalletti importante nella mia vita"

Cosa pensa del suo collega Luciano Spalletti? «Per me non è solo un collega o un amico. È una persona che occupa un posto importante nella mia vita, qualcuno che considero come un membro della mia famiglia. A volte una stretta di mano sincera o un abbraccio forte sono più efficaci di mille parole. Si percepisce chiaramente ciò che l’altra persona pensa di te. Questo è il tipo di rapporto che ho con Luciano. Quando c’incontriamo, ci comportiamo e anche scherziamo come due veri amici. Ci conosciamo da molto tempo: all’inizio degli anni 2000, quando lavoravo alla Fiorentina, c’incontravamo a Firenze e facevamo lunghe chiacchierate sul calcio. Mi piace scambiare idee con lui. Ha lavorato in grandi club italiani e, sin dai suoi primi anni all’Empoli, è riuscito a lasciare il segno in ogni squadra che ha allenato. Ha portato il Napoli allo scudetto dopo 33 anni e la Juventus con il suo arrivo è diventata molto più pericolosa».

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