Pagina 2 | Vlahovic-Juve, dal ritorno in campo all’incontro sul futuro: DV9 ora ha fretta di giocare e parlare

TORINO - Mettiamola così, che può valere tanto per la Champions quanto per le manovre future: anche quando sembra veramente finita, c’è la possibilità che non lo sia affatto. È il caso pure di Dusan Vlahovic, del suo domani, della voglia di capire da che parte della storia si stia infilando. Al momento, sul possibile rinnovo di contratto, tutto tace: non perché non ci siano soluzioni in programma, ma perché ne sta valutando ognuna senza fretta, compresa la possibilità - che resta la sua preferita - di rimanere a Torino, alla Juventus, lì dove gli hanno assicurato che un posto per la prossima stagione, potenzialmente, potrebbe persino esserci. Però alle giuste condizioni. Ecco: Dusan vuole capire queste ultime qui. Perciò ha caldeggiato un incontro con la società, in arrivo probabilmente già nelle prossime ore, entourage del serbo compreso. DV9, del resto, è prossimo al rientro - si sta allenando ogni giorno alla Continassa, può tornare in campo a inizio marzo -, ha messo nel mirino la partita con la Roma e proverà a correre verso una convocazione, per adesso comunque complicata.

Le opzioni per il futuro

Non solo: Vlahovic vorrebbe evitare di vivere da separato in casa le potenziali, ultime settimane a Torino. Per questo tiene ogni porta aperta, inclusa soprattutto quella bianconera, in attesa di capire le altre dove lo porteranno. C’è il Barcellona sopra ogni altra cosa. C’è il Milan che ha chiesto più volte informazioni. C’è la Premier che osserva. E c’è comunque un movimento di attaccanti in grado di coinvolgerlo, specialmente nel caso in cui dovesse dimostrare di essere fisicamente a posto nel rush finale di campionato. Si gioca un bel pezzo di futuro, nelle prossime settimane. Per questo motivo vuole viverle al massimo, cogliendo qualsiasi opportunità in arrivo da Spalletti, che non avrà preclusioni nei suoi confronti, e che (anzi) cerca medicine ai suoi mali, ma non esattamente palliativi com’è stato il primo David o il McKennie visto a Istanbul. Eh, in bocca al lupo. A prescindere, sulle intenzioni della Juve di contare su Dusan nel finale di stagione, il racconto più oggettivo è stato scritto dalle scelte di mercato: complici le evidenti ristrettezze economiche, la punta chiesta dall’allenatore non è arrivata.

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Vlahovic, ora o mai più

Anche perché nel giro di un mese sarebbe tornato il nove titolare ad allentare la stessa cinghia ormai stretta da un po’. Pertanto, parlerà il campo. Dirà i suoi preferiti. Molto probabilmente ricollocherà il serbo al centro del villaggio come dell’attacco, riprendendo un filo interrotto bruscamente dall’infortunio, la lesione di alto grado della giunzione muscolo-tendinea dell’adduttore di sinistra, per la quale era stato operato a Londra. Ricordi. Poco piacevoli. Comunque messi alle spalle, giorno dopo giorno, questi ultimi tutti trascorsi alla Continassa, dove ha intensificato il lavoro atletico e muscolare volto a riconsegnargli anche la condizione minima per rimettere piede in campo. Solo in quel momento si capirà davvero quanto la Juve (e Spalletti, con cui ha un rapporto super) abbia bisogno di Vlahovic. Oppure se è Vlahovic ad avere ancor più bisogno della Juve. Di sicuro, sul desiderio di entrambi di andare oltre sono emersi più dubbi, accentuati dalle difficoltà dei centravanti - certo, atipici - della Juventus. Nessuno è sembrato all’altezza di Dusan, che adesso vuole capire quali margini possano esserci per proseguire insieme. Se esiste, quella possibilità. Oppure se alla Continassa hanno altri piani nella testa. Dentro o fuori. Ora o mai più. Un incontro per trovare una risposta, mai come in queste settimane così pressante.

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Vlahovic, ora o mai più

Anche perché nel giro di un mese sarebbe tornato il nove titolare ad allentare la stessa cinghia ormai stretta da un po’. Pertanto, parlerà il campo. Dirà i suoi preferiti. Molto probabilmente ricollocherà il serbo al centro del villaggio come dell’attacco, riprendendo un filo interrotto bruscamente dall’infortunio, la lesione di alto grado della giunzione muscolo-tendinea dell’adduttore di sinistra, per la quale era stato operato a Londra. Ricordi. Poco piacevoli. Comunque messi alle spalle, giorno dopo giorno, questi ultimi tutti trascorsi alla Continassa, dove ha intensificato il lavoro atletico e muscolare volto a riconsegnargli anche la condizione minima per rimettere piede in campo. Solo in quel momento si capirà davvero quanto la Juve (e Spalletti, con cui ha un rapporto super) abbia bisogno di Vlahovic. Oppure se è Vlahovic ad avere ancor più bisogno della Juve. Di sicuro, sul desiderio di entrambi di andare oltre sono emersi più dubbi, accentuati dalle difficoltà dei centravanti - certo, atipici - della Juventus. Nessuno è sembrato all’altezza di Dusan, che adesso vuole capire quali margini possano esserci per proseguire insieme. Se esiste, quella possibilità. Oppure se alla Continassa hanno altri piani nella testa. Dentro o fuori. Ora o mai più. Un incontro per trovare una risposta, mai come in queste settimane così pressante.

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