La porta del futuro
Però sicurezza non è la prima parola che oggi viene in mente pensando all’attuale portiere della Vecchia Signora. È una questione che si risolverà da sola - se Di Gregorio agguanterà l’agognata continuità - o che andrà in qualche modo affrontata. Tutta da verificare, però, nella scala delle urgenze che regolano e determinano le strategie della Juve in vista del mercato estivo. Spalletti è stato diretto con proprietà e dirigenza: questa squadra va rinforzata con un innesto di alto livello per reparto. Ad oggi la porta è rimasta fuori da ogni ragionamento ancora sommario per tempistiche ma estremamente preciso nelle intenzioni di tutti. Facendola breve: l’acquisto di un nuovo portiere non figura tra le priorità che vengono, piuttosto, identificate in altri ruoli.
I profili ideali
Per i quali si renderanno necessarie - e non è mai un dettaglio - spese di un certo ordine in un quadro generale che rimane vincolato al parametro Champions. Ipotizzare un altro investimento da 20-30 milioni per un nuovo portiere rischierebbe di disperdere risorse non illimitate e destinate ad altre funzioni. E non è detto che quel tipo di esborso possa bastare per reperire dal mercato un guardiano all’altezza (Carnesecchi?) delle aspettative del club. Lo sarebbe Donnarumma, che può arrivare solo per grazia divina. Intanto la fiducia concessa a DiGre nel presente dovrà cominciare ad essere ripagata dalle ore 15 di oggi. Quasi tutto si ottiene sul campo, quasi nulla per grazia ricevuta. È una vecchia regola del calcio per cui non esistono eccezioni.
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