McKennie-Juve, finalmente il sì: rinnovo a un passo, vince la meritocrazia

Trattativa per il prolungamento in dirittura d’arrivo: mossa chiave per Spalletti, che crede moltissimo nel centrocampista

Ripartire dalle certezze. Mettere in ordine. Far pulizia di pensieri, ma soprattutto di punti interrogativi. La Juventus ha messo in fila le priorità, nell’ultimo periodo: è partita dal prolungamento di Yildiz, ha riallacciato i rapporti diretti con l’entourage di Vlahovic, ha dato consistenza al futuro di Spalletti e adesso terminerà il primo giro della ripartenza con l’accordo per il rinnovo di Weston McKennie. La firma con l’americano è vicina, molto vicina. Sostanzialmente a un passo. E aiuterà a mettere fine al turbinio di incertezze dell’ultimo periodo, con una notizia che può intanto rassicurare i tifosi, però anche sollevare l’allenatore, principale sponsor della permanenza del calciatore. Da terzino a centravanti, da mezzala a trequartista, con ogni mezzo e ogni ruolo Wes si è meritato il passo in avanti - deciso - della dirigenza, con cui agenti e intermediari dell’americano avevano in realtà già trovato un accordo la scorsa estate.

McKennie, dalla cessione al rinnovo

Poi il ribaltone. L’arrivo di Comolli. Quindi l’addio di Giuntoli, il fautore di quei primi contatti. E le commissioni alla firma, ritenute eccessive, almeno per il peso sul progetto che McKennie aveva in quel momento. Da lì, i rapporti si sono raffreddati e Wes ha vissuto un’altra fase della sua storia juventina, spesso fatta d’incertezze - quando è rientrato nel 2023 dal prestito al Leeds, non aveva neanche l’armadietto assegnato -, altrettanto spesso di risalite, rimonte, riconquiste. Tutte col sudore del campo. Ebbene: stavolta non è andata diversamente. E la versione ritrovata alla Continassa, in una squadra così giovane e ancora inespressa, è stata quella necessaria per il contratto più importante di tutti, con cui potrebbe superare i 4 milioni di euro annui. Bonus inclusi. Molto, ancora, è in fase di definizioni. Le parti parlano, però col sorriso e con la consapevolezza di correre verso la stretta di mano definitiva: restano da decidere la durata dell’accordo e la definizione nel dettaglio degli oneri accessori, compreso il nodo che aveva bloccato le prime e timide chiacchierate di inizio stagione.

Juve, il gruppo squadra riparte da Wes

A ogni modo, il rinnovo sarebbe anche una mossa strategica e funzionale, perfettamente in linea con i desideri dei vertici bianconeri: dopo aver abbassato età media e aver rimpolpato la rosa di giovani pronti a sbocciare, la priorità adesso è quella di rafforzare il gruppo squadra, dando una gerarchia precisa, punti di riferimento. Ecco, Weston è il primo per presenze con Locatelli, quota 218. E a lui molti dei ragazzi bianconeri si affidano per consigli, opinioni, anche solo per stemperare il momento. Pure questo, ha fatto la differenza. Come la necessità di ripartire dal giocatore più continuo della stagione, l’unico mai parso in fase calante insieme a Kenan Yildiz. Guarda caso, che poi caso non è, l’altro simbolo scelto. Nei prossimi giorni, comunque, può arrivare l’accelerata decisiva per concludere i discorsi e concentrarsi esclusivamente sul campo, dove Weston potrebbe ritrovare ancora una volta la fascia destra.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Spalletti chiama McKennie: col Gala serve la sua magia

Domani, con il Gala, sarà ancora lui l’uomo a cui Spalletti chiederà di cambiare il registro della sua formazione. Di partire largo e poi arrivare al centro, nel cuore del gioco, perciò della squadra. Una metafora perfetta, considerando da dove si è ripartiti per il prolungamento e dove si sta arrivando. In area di rigore. Lì dove si vincono le partite. Lì dove si è deciso pure un bel pezzo del suo futuro e dov’è avvenuto il salto di qualità che da anni auspicavano e che sembrava non potesse arrivare mai. Lucio fu. E Lucio l’ha cambiato, lasciandogli il sorriso e la leggerezza, eliminando però quell’anarchia che rischiava di diventare un prezzo troppo alto da pagare, e che in parte aveva già pagato. Si ritorna sempre a quell’estate, quella del 2023, ai giorni in cui McKennie è tornato dal prestito (negativo) al Leeds, una retrocessione e la paura di aver perso la Juventus praticamente per sempre: non aveva accesso agli spogliatoi della prima squadra, oggi n’è praticamente uno dei leader. Con un ricco contratto, solo da sigillare, di pura meritocrazia. 

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Ripartire dalle certezze. Mettere in ordine. Far pulizia di pensieri, ma soprattutto di punti interrogativi. La Juventus ha messo in fila le priorità, nell’ultimo periodo: è partita dal prolungamento di Yildiz, ha riallacciato i rapporti diretti con l’entourage di Vlahovic, ha dato consistenza al futuro di Spalletti e adesso terminerà il primo giro della ripartenza con l’accordo per il rinnovo di Weston McKennie. La firma con l’americano è vicina, molto vicina. Sostanzialmente a un passo. E aiuterà a mettere fine al turbinio di incertezze dell’ultimo periodo, con una notizia che può intanto rassicurare i tifosi, però anche sollevare l’allenatore, principale sponsor della permanenza del calciatore. Da terzino a centravanti, da mezzala a trequartista, con ogni mezzo e ogni ruolo Wes si è meritato il passo in avanti - deciso - della dirigenza, con cui agenti e intermediari dell’americano avevano in realtà già trovato un accordo la scorsa estate.

McKennie, dalla cessione al rinnovo

Poi il ribaltone. L’arrivo di Comolli. Quindi l’addio di Giuntoli, il fautore di quei primi contatti. E le commissioni alla firma, ritenute eccessive, almeno per il peso sul progetto che McKennie aveva in quel momento. Da lì, i rapporti si sono raffreddati e Wes ha vissuto un’altra fase della sua storia juventina, spesso fatta d’incertezze - quando è rientrato nel 2023 dal prestito al Leeds, non aveva neanche l’armadietto assegnato -, altrettanto spesso di risalite, rimonte, riconquiste. Tutte col sudore del campo. Ebbene: stavolta non è andata diversamente. E la versione ritrovata alla Continassa, in una squadra così giovane e ancora inespressa, è stata quella necessaria per il contratto più importante di tutti, con cui potrebbe superare i 4 milioni di euro annui. Bonus inclusi. Molto, ancora, è in fase di definizioni. Le parti parlano, però col sorriso e con la consapevolezza di correre verso la stretta di mano definitiva: restano da decidere la durata dell’accordo e la definizione nel dettaglio degli oneri accessori, compreso il nodo che aveva bloccato le prime e timide chiacchierate di inizio stagione.

Juve, il gruppo squadra riparte da Wes

A ogni modo, il rinnovo sarebbe anche una mossa strategica e funzionale, perfettamente in linea con i desideri dei vertici bianconeri: dopo aver abbassato età media e aver rimpolpato la rosa di giovani pronti a sbocciare, la priorità adesso è quella di rafforzare il gruppo squadra, dando una gerarchia precisa, punti di riferimento. Ecco, Weston è il primo per presenze con Locatelli, quota 218. E a lui molti dei ragazzi bianconeri si affidano per consigli, opinioni, anche solo per stemperare il momento. Pure questo, ha fatto la differenza. Come la necessità di ripartire dal giocatore più continuo della stagione, l’unico mai parso in fase calante insieme a Kenan Yildiz. Guarda caso, che poi caso non è, l’altro simbolo scelto. Nei prossimi giorni, comunque, può arrivare l’accelerata decisiva per concludere i discorsi e concentrarsi esclusivamente sul campo, dove Weston potrebbe ritrovare ancora una volta la fascia destra.

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