TORINO - Da unico terminale d’attacco a terzino sinistro, in meno di 7 giorni. Sì, si può fare se ti chiami Weston McKennie e da due anni a questa parte hai abituato l’immaginario bianconero alle metamorfosi più stravaganti. Certo, questa fa davvero specie se si considera il fatto che l’americano - da quando c’è Spalletti - è diventato al pari di Yildiz il miglior realizzatore stagionale della Juventus, e ti ritrovi alla vigilia di una gara da disputare all’arrembaggio per recuperare il durissimo parziale dell’andata. Ma, “questo passa il convento”, alla luce delle condizioni di Bremer (il brasiliano, ancora non al meglio, alla fine dovrebbe sedersi in panchina), dell’infortunio di Holm e delle squalifiche di Cabal e Cambiaso.
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Il tecnico, vista la portata del match, non ha intenzione di riesumare profili rimasti ai margini, adattando il modulo a loro immagine e somiglianza. Discorso valido soprattutto per Kostic, che obbligherebbe Lucio a riproporre la difesa a tre vista contro il Como. Non proprio l’assetto ideale per arginare le folate degli esterni del Gala (i turchi riproporranno il 4-2-3-1 dell’andata) e, contemporaneamente, creare superiorità numerica a ridosso dell’area di rigore avversaria. E allora riecco l’all-in sul passe-partout bianconero (all’andata gli era toccato fare le veci di David nel ruolo di centravanti), pronto a ereditare per la prima volta in stagione la corsia di Cambiaso con compiti pressoché simili nel 4-3-3 che Spalletti potrebbe riproporre stasera. Al lavoro di copertura in fase di non possesso nella linea a 4 - in cui figureranno Kalulu, Gatti e Kelly - McKennie sarà chiamato una volta recuperata palla ad attaccare verticalmente la profondità, per dare man forte a Kenan Yildiz (il turco è in pole su Boga) e offrire alle mezzali più soluzioni.
