McKennie e la mossa di Spalletti per sfidare il Galatasaray. Yildiz-Bremer-Perin, Lucio sceglie così!

Per la sfida di ritorno dei playoff contro i turchi il tecnico della Juve ridisegna la difesa a 4: all-in sul passe-partout bianconero che all'andata aveva giocato centravanti. Le ultimissime verso il big match di Champions League

TORINO - Da unico terminale d’attacco a terzino sinistro, in meno di 7 giorni. Sì, si può fare se ti chiami Weston McKennie e da due anni a questa parte hai abituato l’immaginario bianconero alle metamorfosi più stravaganti. Certo, questa fa davvero specie se si considera il fatto che l’americano - da quando c’è Spalletti - è diventato al pari di Yildiz il miglior realizzatore stagionale della Juventus, e ti ritrovi alla vigilia di una gara da disputare all’arrembaggio per recuperare il durissimo parziale dell’andata. Ma, “questo passa il convento”, alla luce delle condizioni di Bremer (il brasiliano, ancora non al meglio, alla fine dovrebbe sedersi in panchina), dell’infortunio di Holm e delle squalifiche di Cabal e Cambiaso.

Juve, le scelte tattiche e la probabile formazione contro il Galatasaray

Il tecnico, vista la portata del match, non ha intenzione di riesumare profili rimasti ai margini, adattando il modulo a loro immagine e somiglianza. Discorso valido soprattutto per Kostic, che obbligherebbe Lucio a riproporre la difesa a tre vista contro il Como. Non proprio l’assetto ideale per arginare le folate degli esterni del Gala (i turchi riproporranno il 4-2-3-1 dell’andata) e, contemporaneamente, creare superiorità numerica a ridosso dell’area di rigore avversaria. E allora riecco l’all-in sul passe-partout bianconero (all’andata gli era toccato fare le veci di David nel ruolo di centravanti), pronto a ereditare per la prima volta in stagione la corsia di Cambiaso con compiti pressoché simili nel 4-3-3 che Spalletti potrebbe riproporre stasera. Al lavoro di copertura in fase di non possesso nella linea a 4 - in cui figureranno Kalulu, Gatti e Kelly - McKennie sarà chiamato una volta recuperata palla ad attaccare verticalmente la profondità, per dare man forte a Kenan Yildiz (il turco è in pole su Boga) e offrire alle mezzali più soluzioni.

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Spalletti vara il piano per ribaltare il Galatasaray

A centrocampo, spazio dunque al protagonista della gara di andata, Teun Koopmeiners - autore di una doppietta oscurata dalle pieghe del match -, al fianco di Locatelli e Thuram, con il primo che abbasserà di qualche metro il raggio d’azione per guidare la regia e concedere più spazio ai due compagni di reparto. In attacco dovrebbero rivedersi dal primo Chico Conceiçao e Jonathan David, con Yildiz a completare il tridente. La Juve, del resto, se vuole sperare di riaprire il discorso ottavi, dovrà giocarsi il tutto per tutto, facendo leva sulle falle difensive dei turchi, tutt’altro che impeccabili quando messi alle strette. Probabile, dunque, che l’assetto dei bianconeri - in alcuni momenti del match - possa assomigliare a un 4-2-4, con gli inserimenti (alternati) di Thuram e Koopmeiners.

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Yildiz dall’inizio con il Galatasaray

Un giro di fasciatura in più al ginocchio più capriccioso - per tenerlo ben stretto -, e qualche impacco di ghiaccio sul polpaccio sinistro, quello uscito malconcio dalla gara contro il Como. Anche se l’unico vero rimedio contro ogni male - per stessa ammissione di Spalletti - risiede nella determinazione che Yildiz mette in ogni match. «Kenan per noi è già un leader anche se è molto giovane, riesce a essere sereno nei momenti difficili, con facilità - l’analisi di Spalletti nella conferenza stampa di ieri -. Nell’ultimo periodo ha fatto vedere anche la volontà di rimanere qui, è un riferimento. Vuole esserci in tutti i modi con il Galatasaray perché ci tiene a giocarsi questa sfida. Si è allenato parzialmente col gruppo, ma alla fine mi è venuto vicino e mi ha detto ‘io ci sono, sono a posto’ e questo dice molto». Dopo due giorni di lavoro differenziato, ieri il turco ha svolto una parte della seduta di rifinitura con i compagni. Ci sarà contro il Galatasaray e, probabilmente, pure dal primo minuto. Troppa la voglia di caricarsi sulle spalle il peso dell’attacco bianconero, nella speranza di ribaltare il 5-2 dell’andata.

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Bremer va in panchina. E si rivede Perin

Diverso, invece, il discorso per Bremer, che pur avendo smaltito il problema muscolare all’adduttore della coscia destra, non è ancora al meglio e dovrebbe sedersi in panchina, come anticipato da Spalletti. Per quanto riguarda la porta, Spalletti sembrerebbe intenzionato a richiamare in panchina Di Gregorio - in difficoltà nell’ultimo periodo e bersagliato sui social da una sfilza di insulti incommentabili - per rilanciare dal primo minuto Mattia Perin. Per passare il turno, servirà una prova oltre la perfezione, dal momento che la Juve sarà chiamata a chiudere il match nei 90 minuti con almeno 3 gol di scarto, per potersela giocare ai supplementari. In caso di vittoria con 4 reti di scarto, invece, accederebbe direttamente agli ottavi. Ieri sera, intanto, le delegazioni delle due squadre si sono incontrate per la “cena Uefa” al ristorante “Del Cambio”.

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TORINO - Da unico terminale d’attacco a terzino sinistro, in meno di 7 giorni. Sì, si può fare se ti chiami Weston McKennie e da due anni a questa parte hai abituato l’immaginario bianconero alle metamorfosi più stravaganti. Certo, questa fa davvero specie se si considera il fatto che l’americano - da quando c’è Spalletti - è diventato al pari di Yildiz il miglior realizzatore stagionale della Juventus, e ti ritrovi alla vigilia di una gara da disputare all’arrembaggio per recuperare il durissimo parziale dell’andata. Ma, “questo passa il convento”, alla luce delle condizioni di Bremer (il brasiliano, ancora non al meglio, alla fine dovrebbe sedersi in panchina), dell’infortunio di Holm e delle squalifiche di Cabal e Cambiaso.

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Il tecnico, vista la portata del match, non ha intenzione di riesumare profili rimasti ai margini, adattando il modulo a loro immagine e somiglianza. Discorso valido soprattutto per Kostic, che obbligherebbe Lucio a riproporre la difesa a tre vista contro il Como. Non proprio l’assetto ideale per arginare le folate degli esterni del Gala (i turchi riproporranno il 4-2-3-1 dell’andata) e, contemporaneamente, creare superiorità numerica a ridosso dell’area di rigore avversaria. E allora riecco l’all-in sul passe-partout bianconero (all’andata gli era toccato fare le veci di David nel ruolo di centravanti), pronto a ereditare per la prima volta in stagione la corsia di Cambiaso con compiti pressoché simili nel 4-3-3 che Spalletti potrebbe riproporre stasera. Al lavoro di copertura in fase di non possesso nella linea a 4 - in cui figureranno Kalulu, Gatti e Kelly - McKennie sarà chiamato una volta recuperata palla ad attaccare verticalmente la profondità, per dare man forte a Kenan Yildiz (il turco è in pole su Boga) e offrire alle mezzali più soluzioni.

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